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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Dottor di Collegio. Viſſe oltre a gli ottan-ta, come da un ſuo Sonetto ho ricavato.

211 DE GLI SCRITTORI VERONESI 212

numenti di Italia ſei verſi rifer!l, come epi-taffio del Cotta poſtogli nella noſtra Catte-drale; ma quello& un epigramma del San-nazaro non a queſto ſine compoſto:3 tibi culta novum Verona Catullum

6.

POETI VOLGARI

Erolamo Verità, noto principalmen-te per la menzione, che fa l' A-rioſto nell' ultimo Canto, nel 1490 fu fatto

Non ſi ha di ſtampato, che qualche Sonet.to nelle raccolte, ed uno in riſpoſta al Triſ-ſino; ma in teſto a penna del Sig. Apoſto-10 Zeno quantità di omponimenti leſſi giadb ogvi genere; altri ne contiene un codiceSaibante, e non piccola raccolta ne fu po-ſta inſieme da Caſſandra Sagramoſa ſua fi-

liuola, che ſi conſerva nella Caſa de' Con-ti Verità dalla Colomba. Moſtraſi queſtoPoeta piii volte aſſai alieno da vaghezzadi gloria, o ſia da penſieri di vanità; peròforſe nulla diede alle ſtampe. Speſſo trattadella brevità della vita, come in quello,

Ovunque gli occhi vol go ho mille ſpecchi,Che mi ſtan ſompre innangi, gridan, vodi,Per quanti ſagni mamiſfeſti invccchi?Penſa miſero 4 te, guarda, c provtdi Gc.

Aſſai parla d un ſuo delizioſo luogo a La-vagno:

Caro ſoabe albergo,Grato ripoſo alla mia vita ſtanca,Se, come il retto tus rinovo, et ergo,

Cos feſſe anche il mio che invecchia,& im.

bianca c,Dice in un Madrigale,

uattro vivi figliuoi me hal tolti a un tempo,erano il mio conforto. a

Ma niente avrem detto di lui, ſe tralaſce.remo un- epiſtola del Conte Lodovico Nga.rola, da noi letta nel codice 1038, in cuifi vede, ch egli avea trattato in verli d.ſtronomia, e ſi era anche applicato alle la.cre lettere. Quid de ic gitun, Ji: 4 plc ritaMaaſat, dc pręc pus Ethriſcas, tanta 4 e.dioqus coluiſi, ut magno apud omnesen et no.mine, et celebritate? nec guiſfuam nunc d.re aliquæ cum laude Vorong ſe oercct, gui nontibi ſe plurimum dobore plane fateatun Stolla-rum dginde curſus numeris per ſecutus es, in quisGſciplina cum tantum profeceris, tandem 4d

inreriores ſacrę paging literas vocari non ro nutli.

II Mf 390 contien poeſie di Nobil Vero-neſe anonimo dell' iſteſſa età, e dell' iſteſſoſtile: altro, che& di mano di LodovicoNogarola, contien quantità di Rime va-rie, e tra queſte due lunghi capitoli di Battiſta dalla Torre, e qualche Madrigale, oBallata del Fracaſtoro Viſſe in tempo al-quanto anteriore Giulio Bonnunzio nomoda bene, le cui Rime Spirituali ſi ſtampa-10flo in Roma nel 1551 D. Agoſtino haSonetti una raccolta di Rime ſacre. Di Fla-minio Borghetti com ponimenti girano Lati-ni, e volgari. D' Antonio Pioniſi ſi ha li-bro d: Egloghe in terzetti druecioli con al-tri componimenti: ſtampò ancora Ode La-tine, e verſione in verſi eſametri di moltipaſſi dell Arioſto.

Alberto Lavezola fu un de- primi Padridell: Accademia Filarmonica, cui fece eredede' ſuoi libri. Egli era ricco, magnanimo,ſlendido, di onorata prtſenza, di bellt lette6e latine, e volgari, in proſa ed in vorſo, enel Conſiglo della Cittè valbva molto con laſua buona monte. Tanto ſcriſſe di lui Zefi-riel Bovio nel ſuo Dialogo contra Mediciintitola to Flagellbo. Le ſue Nozze di Cerborofur riportate dal Ferentilli nella Scelta diStans da lui meſſa inſieme. Diede anche

poi in pit luoghi, e inſerite nel Teſoro d Con-gert! Poetici, inſieme con partè delle ſueannotazioni ſopra il Furioſo dell' Arioſto,che intere ſi veggono nelbedizione del Val.griſi 1560, e 4 piè di quella del Franceſ-chi ornata delle figure del Porro, e ſonoper verità degne di lode; e le migęliori; cheſopra tal Poema ſi abbiano. Uſcirono an-che due Satire in terza rima. II codiceSalbante 431& ſcritto di ſua mano: ha traaltre coſe: Prolago d una Comodia, ch 10cominciai: a. 5

So ch vi porgerò caglon da rider

Se vedlondomi il crin canuto,& rancido&c.tra le coſe inedite cos comincia un Proe-mio in verſi Latini; 8

Acc ip pro dulci oſicio nunc pignus amoris

Nec noſtros or ſus, tenues noc deſpics Maſar,

Oacil, o nofiri labentit gloria ſecli Ec.Dopo morte di varj ſuoi leggiadri componi-menti libretto fu raccolto Verona 158 3. K.vea cominciato un Poema epico ſopra ilColombo, di che fa fede Adriano Valerininelle Belge di Verona. Lodatiſſima Ora-zion funebre gli fu recitata da Gio; Batti-ſta Pona. Non ſaprei per qual equivocoqueſto valentuomo ſia ſtato computato tra-Ferratellt

D' Aytonio Gelmi, come d' altri noſtri,non giunſe la notizia al Creſcimbeni, nea

fuori altre Stanze ſopra il Ballo, ſtam pate

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