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raccolta, non mancando più che l' ultimo
tomo. Non ha ſenſo per le migliori lette-re, chi non ammira le nuove ſcoperte fat-te da queſt' Autore nell- Iſtoria Eccle-
ſiaſtica, e nell erudizione pi ſcelta, e chi
nel ſuo ſcrivere ſommamente non ſi com-piace della chiarezza, dell' ordine, dellapurità, e della grazia. Ecco il catalogode' ſuoi ſcritti.
Hiſtoria Polagiand.
De Synodo quinta.
Vindicig Auguſtiniang.
Advontoria. 8Tre operette ſotto nome d' Annibal Ricci,intitolate Reſponſionss P. Macedi. Confuta-rio Palinodig. Reſponſa P. NMacedi. Senzanome Confutatio P ſcudepiſtolg..De uno en Trinitate paſſo. Acceaunt Hiſtori-Pelagiang Vindicig..
Somnia quinguaginta P. Macedi.
Cenſura in notas P. Carnerii.
Conotaphia Piſanda.
Epiſtola Conſularim cum Addendis.
De Numiſmate Dioclatiani t Maximiani.De Nummo Licinii. De votis decennalibus.Epoch Syromacedonum.
Faſti Conſularen& Bibliotheca V indobonen-. De Paſchali Latinorum Cyclo. De O.elo Ravennats.
Paręniſis ad V. Cl. Jpannem Harduinum:opera poſtuma Amſterdam 1709. aggiuntauna lettera al Conte Mezabarba, e aggiun-to il Thraſo Macedonicus Plautino ſals per fri-cus, operetta, ch'è ſempre paſſata preſſotutti per ſua, ma da lettere originali ſi&ora ricavato noa eſſere. Alcune copie por-tano Miler Macedonicus, è vien' inteſo il P.Macedo: ſiccome ancora in alcune ſi leggeopera Annibalin Buttorini, e in altre Corra-Ani. Sua non è parimente la riſpoſta in fo-glio volante indirizzata Ad totius HurobgAntiguarios contro la prima lettera del P.Harduino publicata fotto nome d' Eume-nio Pacato. Bens nel Giornal di Roma del1676 ſi ha l' eſtratto d' una ſua lettera, incui diede raguaglio della nuova peſca dicorallo fatta preſſo J Iſola della Gorgonadirimpetto al porto di Livorno. a
Or parleremo di quanto& rimaſo d' ine-
dito. Tutto il mondo deſidera l' Iſtoria ſuaDonatiſtica, della quale piii Scrittori han-no fatta menzione, e per la quale dice 11P. Mabillon nell“ rer Italicum, ch' ei glimoſtrò in Firenze materias diſpoſitas, ondecaldamente lo perſuaſe à darvi' ultimamano. Ma di queſta altro dopo ſua mortenon ſi rinvenne, ſe hon alcuni pochi quin-ternetti rimaſi a Roma, quali poco ne con-tengono; e un faſcio di fogli portati a Ve-rona, da' quali pudò raccoglierſi J oſſatura
dell' opera, e qualche parte ricavarſi de-
preparati materiali. Qualche pezzo ſolamen-te ci s incontra di già diſteſo, per eſſerſenevalſo come di Lezioni nella Cattedra diPiſa. In Verona pure ſi conſervano treſcritture appartenenti alla ſcuola Agoſti-niana, e un' Hifloria Gotteſcalchi. Si& altre.o rinvenuta finalmente la confutazione dellAntirretico, opera dell' Harduino contraI Vaillant, mentovata pid volte nella Pa-reneſi, e minacciata nel fine di eſſa con que-ſte parole„ Immo binas Noriſius, 72 ſabit, ſe.curès parabit, altoram, qua dunſam orrorumſalvam, qu totum occupat Antirrhericum, ex-ſeindat, alteram&c. Tratta il noſtro Auto-re in una parte di queſt Opera diſteſamen-te Do Legionibus ſtativis. Abbiamo in oltreuna raccolta di Miſſive originali, che po-tranno aſſai ſervir per la Vita, e moltelettere Latine fattèe venir di Provenza, eſeritte dall' Autore al P. Pagi, il qualene ſuoi Critici Annali alquanti pezzi qua eA ne diede, eſſendo in quella grand operaſtato il Noris la ſua tramontana: in una dieſſe ſi ha quella Genealogia de i Craſſi,della quale fa menzione il Pagi all' anno diCriſto 64. In Roma, oltre a molti ſuoiVoti in cauſe graviſſime, vien detto averſiun Trattato in volgare ch' egli ſteſe in po-chiſſimi giorni contra il Maimburgo, e al ·cune ſue lettere al Mezabarba, e ad alcunaltro Letterato, e faſci d' altre a lui diret-te da dotti uomini, e ſpezialmente dal Toi-nard. Qui e ſi vorrebbe nella preſentecongiuntuta del raccoglier I' opere in cor-po fuggir I uno e I altro de due eſtremi.Incorrerebbe nell' uno chi voleſſe ſtampartutto, e cid che ſolamente foſſe adombra-to, o non foſſe ſtato ſcritto per publicarſi.Incorrerebbe nell'altro, e moſtrerebbe ma-ligno animo contra la memoria d' un tantuomo, e contra il ben publico, chi poſſe-dendo ſcritti ſuoi, non voleſſe comunicar-gli, ma invidioſamente ſopprimendogli,impediſſe il farne ſaggio, e lodevob' uſo,o con mandargli in luce, o con darne noti-zia, e farne utilmente relazione. ö
FRANCE SCO BIANCHINIP RE IL. AT O
Ella ſorte di queſt Opera 2 ilterminarB con tant e, Ae ne puorger-re un s illuſtre nome. Venne alla luce
ueſto Letterato nel 1667 di Gaſparo, edi Cornelia Vailett! nobil famiglia di Ber-camo. Fu mandato per gliſtudj a Bologna,indi a Padova, dove fu laureato in Teolo-gia, e dove atteſe alle Matematiche ſotto
Gemi-