Vini
a foraſtieri con ſervirglia tavola di vini dolci,fa credere a queſti, che tutti nel paeſe ſien ta-li, quando all' incontro ne ſono generalmen-te lontaniſſimi. La parte pid baſſa del ter-ritorio fa vini ottimi per paſteggiare, comeleggeri, guſtoſi, e paſſanti; quella di me-20 gli fa gagliardi, e ruvidi; la ſuperiore,e la montuoſa gli fanno eccellenti, e di va-rio guſto, e di cento maniere. Quello cheſi dice Santo, e che ſi trova dolce, e nondolce, ed ha proprietà di non guaſtarſimai in qualunque luogo ſi tenga, ha moltaaffinità col famoſo vin di Toccai, per lo cheaccade ſpeſſo di Ia da Monti di vederſelopreſentare alle tavole con tal nome. La Valpulicella fa vino d' una grazia particolare,
e ſarebbe aſſai pid rinomato, ſe la maggior
parte di eſſo non aveſſe del laſcivo, a cagio-ne del farſi con acqua per chi lo vuol dol-ce. Per altro e ne' colli della detta valle,e in pid altri vini ſi poſſon fare non inferio-ri al Montepulciano, coronato Re degli al-tri dal Redi, e il paragone l' ha fatto piuvolte confeſſare a gl' increduli: l' iſteſſo&ſingolarmente avvenuto del Famoſo di Af.fi: e ſarebbero certamente i vin Veroneſiaſſai ricercati anche da lontane parti, ſealquanto di cura, e d' induſtria a queſto fi-ne, e per fargli noti, e per iſpedirgli in ve-tro, e non in legno, ſi uſaſſe. Non ſon peraltro da vilipendere anche alcuni ſoaviſſimivini dolci, e non inferiori alla Verdea diFirenze, che qui ſi fanno. E tanto grandein Europa la forza, e la bizarria della mo-da, che arriva anche a trasformar la natu-ra: però a certi paeſi, dove il clima alquan-to pid aſpro non permette che regni il dol-ce,& riuſcito di por tal ſapore in tanto diſ-crèdito, e abborrimento, che converrebbeora per accordar tutto, mutar l' uſo del par-lare, e non dir piii doles per affetto, e perluſinga, ma pid toſto amaro, o ſimil coſa.Siccome però inſoffribil ſarebbe al eomunedelle perſone di ber vin dolce a paſto, e pertrarſi la ſete, come ſi fa in qualche parte,dovꝰ& guaſto il palato dall uſo; cosl ſareb.be ſtrano, che non aveſſe a eſſer grato ilberne per delizia un bicchiere. Nelle pro-vincie condannate al freddo, e che non fu-rono gratificate dalla natura con la ſoavitàde frutti, ſi vede per altro molto ſtudiare11 dolce, con ſoſtituire a tal mancanza tan-ti lavorii zuecaroſi nell' ultime menſe: perlo che. Italia, alla quale non piace maicid ch.& ſuo, quaſi rifiutando il dono, erinunziando il privilegio da Dio conceduto,ſembra ora ſconvenire a grandezza l' imban-dir frutti, coprendo in vece le tavole ſola.mente di zuecaro in cento modi trasformato,che cattive, e nocevoli qualita in ſe ritiene.
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Or niente men che di vino ricca& Vero-na ſopra ogn' altra Città non maritima d-ottimo peſce, e di varj generi. Il ſuo lagoprimieramente lo ſomminiſtra eccellente, ein gran copia: le Trote vi ſi trovano fin ditrenta e pid libre: avanzate però dal Car-pione in delicatezza, che diede luogo allavecchia favola di paſcerſi eſſo di oro: unica:
Peſes
mente in queſto lago ſi trova: può vederſimirabilmente delineato nell' Iſtoria de- pe-
ſci del Salviano. Le ſardene, come da noi
ſi dicono, ſon d'un ſapore molto diverſo da
quelle d' altr'acque, e ſon pid grandi; madelicatiſſime quando non ſono creſeiute an-cora, e ſi dicono ſcarabine. Laſciando dellaltre ſpezie, ottime ſono altres le groſſeanguille. Buone trote, e temali, e piccoliſtorioncelli, ed altri peſci ſi hanno dallAdige non meno, e dalle fontane puriſſimedi Montorio, che danno anche lamprede,e da- piccoli fiumi delle Baſſe; laſciando,che per la maggior parte dell' anno ſi ha purquel di mare. A diſpetto di tanta doviziamolto caro è il vivere in queſta Città, maſ-ſimamente nelle coſe alquanto pid delicate.Colpa n' è in primo luogo l' avida ricerca;colpa ne ſono ancora alcuni abuſi, quali po-tranno facil mente levarſi, quando ſi trovi chidel comun bene s' invaghiſca, e per eſſo vogliaadoprarſi. Gioyerebbe ſpezialmente il le-vare, compenſando forſe con altra equiva-lenza, le introdotte diſtinzioni nel prezzo,non praticate in altre Città dello Stato, edalle quali contra l' intenzione continua di-ſordine forza è che naſca: allora poi potreb-be darſi mano con pid coraggio à coſtringe-re per cagion d' eſempio i peſcatori, e leComunità del lago all' ubbidienza delleleggi, e degli Statuti, i quali non leggerapena impongono a chiunque, maſſimamen-te in tempo di Quareſima, porti altrove ilpeſce, e ingiungono con gran rigore al Ca-pitan del lago, a' Vicarii, e a' miniſtri tut-ti d' invigilar ſopra il contrabando. Strano& veramente, che abbondino del noſtro
peſce talvolta Parma, Mantova, Breſcia,
Roveredo, Trento, e altri luoghi, e neſcarſeggi Verona. f äRipoſando queſta Città inſieme con tut·ta l' antica Venezia ſotto il dominio, e tu-tela della Veneta Republica, unica diſcen-denza rimaſa in Italia della grandezza Ro-mana, e della libertà, viene ſecondo il ſa-viſſimo inſtituto Veneto amminiſtrata pri-mamente non da uno ma da due ſcelti Pa.trizii, eon nome comnne di Rettori, e diRappreſentanti; e col vecchio titolo parti-colare di Podeſtà all' uno, e di Capitanioall' altro; quegli preſiede al civile, queſtial militare. L' uno e l'altro ha cancelleriaſe·
J. 1. e. 9).
4.4. 6. 164.
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