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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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17 C APO PRIM O. 18

terrompendo le vedute, e rendendo il cam-mino impraticabil I' inverno per fango, einſoffribil h eſtate per polvere. E noto achiunque ha qualche lume di cognizione,come il maggior danno, a cui col corſo deſecoli ſien le Qittà nel materiale ſottopo-ſte,& quello dell alzarſi le ſtrade, conpregiudizio delle abitazioni, e degli edifi-2j, che ne vengono a rimaner ſepolti, o

imperfetti: ma dove ſi permetta alla gene-

razion peſſima de' carrettieri di roveſciarla terra dove lor piace, non ſi richieggon

ſecoli, ma baſtan pochi anni. Laſeiando il

danno delle muraglie, e delle ſtanze, unpiede che ſi alzi il piano avanti caſa benarchitettata e di giuſte proporzioni, baſtaa farle perder gran parte di ſua bellezza: econ tutto ciò non manca tutto giorno, chicon mirabil cecità ſi faccia ammontardinanzi il terreno. Che diremo delle ſupel.letilli diſtrutte in pid luoghi dalla granPolvere, e che del danno che ne riſente ildetto dell Adige, nel qual le piogge tantaMateria però portano dalla Città? L' ecceſ-o a' noſtri giorni& arrivato a termine, chefin le piazze, o campi adiacenti al Corſo,ech erano al pian di eſſo, ne ſon divenutipoggi; ſi perdona alle ſtrade con publi-ca ſpeſa, e autorità ſeleiate; taluna nelcuor della Città ſe n'& poſta in diſuſo dallecarrozze, e qualche altra frequentatiſſimaſi riguarda come in viaggio i cattivi paſſi.Cosi permetteſi a gli Spezzapietra, lavo-rando in vie frequentate, di far montagnaa lor piacere, dov' era pianura. Si erede-rebbe tutto ciò impoſſibile ad avvenire inluogo non deſerto, ma abitato, mentre finnelle terre, e nelle Caſtella o è ordinato diportare fuor delle porte il terren che ſi ca.va, o ſono aſſegnati, e preſcritti in partiremote, e diſabitate i ſiti, ove diſtribuirſi debba. ſi creda già, che traſandaſ-ſero i prudenti avi noſtri tale attenzione;poichè all' incontro in niun' altra Città fuproveduto a tal diſordine con maggior for-za. Aveam obbligo i Giurati delle contra-de d' invigilare, e di dare avviſo. Veggaſinel libro quarto de noſtri Statuti il Capito-10 2 5. 26. e 54. ne quali ſotto gravi peneFecumarie, oltre al rimettere in priſtino,ſi vieta elpreſſamente il buttar terra, oqua-lunque materiale Perle ſtrade; ſi decretache due volte L'anno, una l' inverno, unaleſtate, debban tutte ripulirſi, e purgarſida fango, e da ſaſſi; e ſi ordinache dueDeputati debbanſi ſcegliere all' entrar d o-gui muka in Conſiglio, i quali debbano cur.cuir la Cittd, e oſſervare i danni che nelleſtrade avveniſſeroLe leggi ſon, ma chi pon mano ad ebVer Illuſt. Parte III.

Non era per certo pur lecito di disfarein certo luogo, e ridurre in coltura un de-zioſo, e piano, e pulito paſſeggio, ſupplen-do poi alla neceſſità della via publica cons triſto cambio; come non dovrebbꝰ eſſereil far' affogare nella polvere, e abiſſar nellamota gli abitatori tutti di co nobil Città.Mirabil coſa per altro&, ch'abbiano a vo-lervi comminatorie, o leggi, perchè unCittadino per viliſſima avarizia di riſpar-miar poche lire, abbia cuore di deforma-re, e d' avvilire in tal modo la patriaſua, non ſenza offeſa della carità verſo ilproſſimo, e con tanto pregiudizio anchedel di lei decoro, e del credito del ſuogoverno preſſo foraſtieri.

Tornando alle cariche della Città, ci ſo-no ancora le eſtrinſeche, elette parimentedal Conſiglio: principal tra queſte è quelladi Capitano del lago di Garda, che riſie-de a Malſeſine: dura tre anni, ed ha giu-riſdizione ſul lago tutto fino a ogni riva,facendo invigilare con barche armate, per-chè non ſiano eſtratti grani dallo Stato condanno, e facendo venire all' ubbidienza o-gni naviglio di mercanzia per li diritti pu-blici. Faceaſi altre volte anche un Capita-Do ad vetita, che invigilava per tutto ilterritorio. Tien ſecondo luogo il Podeſtàdi Peſchiera con ſuo Cancelliere, e Cava-liero: in altri tempi ſi faceano anche li Po-deſtà di Riva, d'Oſtiglia, di Legnago, diCologna, della Badia, e di Lonato, comeſi può vedere dal proemio de noſtri Statu-ti. Eleggeſi parimente il Nunzio al Princi-

pe, che riſiede ſempre in Venezia. Si

mandano ancora Vicarii per giudicare inventidue villaggi, nee quali il Publico hagiuriſdizione: queſti ſi eleggono dal Conſi-glio di tutto l' anno, com' anche il Podeſtàdi Peſchiera. Geloſa incombenza dovreb-be anch'eſſere l'ufizio in oggi aſſai traſan-dato de Giudici de Dugali, del quale per46 Capitoli tratta il quinto libro degli Sta-tut!rebbero, ſe l'eſercizio di queſta carica, ede' ſubordinati ad eſſa, continuaſſe nel ſuovigore, nella ſua attenzione, e nella ſuaautorità; poichè ne dipendeva la cura dellacque in tutto il diſtretto, e de piccoli 1mi, e de' torrenti, e degli argini, e de pon-ti, e delle chiaviche,& del tener netti i ca-nali, e del non permetter novita, che poſ.

dell' acque, a gli

ſa pregiudicare al corſo dalvei e alle ſtrade, coſtringendo le comu-2

nità, o chiunque altro a quei lavori, chedi tempo in tempo ſon neceſſarj, e condan-nando chi delinque. i

Altri corpi di molta conſiderazione ſonnella Città; tra 5& da annoverar prima

Altre ca.rich

: molti e rilevanti diſturbi ſi ſchive-