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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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canſols giudicatura nei delitti ſpetta perd al Conſo-

Veſcovo

lato, del quale non ſenza errore fu ſcrittonel corpo delle Republiche, che conoſceAe Civilibus Juceſtionibus. Queſto Magiſtrato pa-re foſſe già di otto, come di otto ſi conſer-va ancora in Firenze: almeno cosl vien' indi-cato nel Dialogo manoſcritto D- furibus,compoſto dugent' anni fa da Lodovico No-garola, in cui tocca dell' Anαν,)⁰2mktoritd Aagli0% Conſoli, e dice, com' eſſi una cum clariſ-imo Praotors de hominum vita ac orte cognoſ-cunt, ac flatuunt. Or da gran tempo à gliotto Conſoli eletti dal Conſiglio, quattrodee quali debbon' eſſere Dottori Collegia-ti, f aggiungono i quattro Giudici foraſtie.ri. II Podeſtà preſiede, ma non ha voto, ſenon in caſo che i pareri foſſero ugualmentediviſi, nel qual caſo decide col ſuo. Le de-nunzie, o querele ſi porta no al Malefizio,dove ſiedono ſempre ſei Notari, deputatid anno in anno dal lor Collegio. Altro mo-do di procedere& per Delegazione, cioèquando in graviſſimi caſi ed atroci il ſupre-mo Conſiglio de Dieci delega da Venezia ilfatto alla Corte, facendoſi allora la ſenten-2a dalli due Rappreſentanti, e dalli quat-tro Aſſeſſori. i

Cor po molto conſiderabile, ed onoratocompongono ancora i Notaj, ufizio di tan-ta geloſia, e di tanta conſeguenza, e che inqueſta Città ſi eſercitò anche da nobili, quan-do non ſi credeva, che la nobiltà conſifteſſein vivere ſenza far nulla: anzi per antichiPrivilegi di tal Collegio ſi dichiara, chetal' eſercizio non deroghi alla nobil naſcita.For mano queſti un Conſiglio, da cui ſideputano tutti quelli, che debbono aſſiſterea' diverſi tribunali, ed a' varj uffzj. Minorfacilità ci vorrebbe al preſente nell ammet-ter tanti a s fatto impiego, e molto lodevolſarebbe il dar mano a quella preſervazionedegli Atti, ed a quella aſſicurazione di eſ-i, che in tutte le Città ſi pratica. Era al-tresl in Verona un celebre ed illuſtre Colle-gio di Medici, quale per certe ragioni dopomolte arringhe pro e contra, e dopo lungodibattimento, dal Conſiglio della Città re-ſto venticinquꝰ' anni ſono, forſe non ſenzamolto danno, ſoppreſſo.

Paſſando ora à conſiderar I. Eccleſiaſti-co, il noſtro Paſtore& ſuffraganeo del Pa-triarca d' Aquileia, inſieme con quel diTrento, di Padova„e di molt- altre Città:ma queſta Chieſa fu ſempre per ogni contomolto diſtinta. Nell undecimo ſecolo il Veſ-covo Brunone fece iſtanza a Gregorio ſetti-mo, perchè gli rinovaſſe I. onorè del pallioArciveſcovale conceduto già a ſuoi anteceſ-ſori. Leggeli a piè del Regiſtro dell' Epiſto-le di detto Pontefice, comꝰ ei veramente ac-

Ver. Illaſt. Parte III.

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conſentl. Corriſpondente all' onor del. palliofu il decreto fatto nell' anno 1046 in un Con-cilio di Pavia, nel quale inter venne l' Im-peradore Enrico col Patriarca d' Aquileia,e coll Arciveſcovo di Milano, come puòvederſi nell' Ughelli. Fu decretato adun-que in conſeguenza degli antichi titoli, edelhbeſame ſopra cid fatto„ che nella Dio-ceſi Aquileieſe prima ſede dopo la Patriar-cale chiamar ſi doveſſe quella di Verona; ineffetto di che al Veſeovo Veroneſe fu poſtaalla dritta del Patriarca una ſedia. Tantovide in Roma il Cardinal Cornaro Camer-lingo regiſtrato per antica mano in un codi-ce di Canoni preſſo il Cardinal Sirleto, etanto fece nel 1583 autenticamente, e ſo-lennemente traſcrivere. Confermaſi da cidampiamente il poſſeſſo goduto già da'noſtriPrelati degli onori Arciveſcovali, accor-dati qualche volta anche a: non Metropoli-tani, come può vederſi tra gli altri negli An-nali del Coinzio. Taluno crederebbe ſo-ſcritto in virtù di eſſi il Veſcovo di Veronadopo gli Arciveſcovi, e avanti tutti i Veſ-covi in un Concilio di Ravenna dell' anno877. Eſſendo ne tempi baſſi la dignità Eo-cleſiaſtica provenuta per lo piꝭ dalla premi-nenza civile, è credibile, che al Paſtor no-ſtro tal' onore ſi attribuiſſe per eſſer Vero-na nel nono e decimo ſecolo ſtata capo diMarca, cioè Capitale di tutta la ProvinciaIl titolo di Principe fu anche dato al Veſco-vo Teobaldo in Diploma di Federigo Idell'anno 11 54, come ho riſcontrato nell' origi-nale fedelmente in queſta parte eſpreſſo nellUghelli, benchè con molti errori in altre.Gode attualmente il noſtro Prelato per feu:do ampliſſimo, con eſen: ion piena, e conmero, e miſto imperio, giuriſdizione in Mon-teforte, Bovolone, e Pol. La ſua Dioce-ſi per ampiezza ha poche uguali; poichèoltre al Veroneſe, cho& grandiſſimo territo-rio, ha ſotto di ſe non poca parte, e ęroſ-ſe e nobili terre comprende del Trentino,del Mantovano, della Riviera di Salò, edel Breſciano, procedendo fin quaſi a diecimiglia da Breſcia. La rendita era tale, che

ne' libri della Camera di Roma fu conſide-rata in uguaglianza con la pinguiſſima delVeſcovado di Padova; ma da qualche tem.po per deterioramento ne i beni& non pocoſcemata. 5 5 5.

Molto diſtinto tra gli altri Capitoli, e diſpezial dignitaà& parimente per pid ragioniquello de noſtri Canonici della Cattedrale.Ventuna ſon le prebende, delle quali dieciſon Sacerdotali, quattro per Diaconi„e quat-tro per Suddiaconi. Non meno di 170 Ec-cleſiaſtici ſer vivano, ed ufiziavano la Chie-ſa centꝰ anni ſono, avendonue fatta menzione

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6.7. p. 372.

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Cabpitolo