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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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giuſtiſſimo acereſeimento all' altre d aggra-

vio. II Comune della Città, fuor d' impo-ſte, e coſe ſtraordinarie, non ha che lire qua-rantacinque mila d' entrata.

Ricava il Dominio di qua ogn' anno duca-ti 30500 per gravezze di Città; 3 9000 pergravezze di territorio; 60500 per Campa-tico, o Tanſa; 24 7000 per dazj, che ſi de-liberano qui in particolare; 1 10000 in cir-ca per dazj, che ſi deliberano à Venezia incomune. Computate altre piccole partite,aſcende la ſomma a ducati effettivi cinque-cento mila, che ſon cento mila doppie.Ma aggiungendo l' importare di ciò che vienpagato ſeparatamente a Venezia per li mol.ti beni poſſeduti da Veneti in Veroneſe, il

ſuſſidio del Clero quando accade, il poſſeſ-

ſo temporale de' Beneficj, le liti, ed altro,ſi puòd computare, che un anno per I' al-tro einquanta in ſeſſanta mila altri ducati va-dano da queſta provincia alla Dominante.

Paſſeremo ora ad oſſervazioni di commer-210, non ultima inſpezione della Politica,che ſanamente inteſa altro non&, che artedi render felice una Città, o uno Stato, co-me l' Economia di render felice una fami-glia. Con queſte oſſervazioni, eſpoſta giàinnanzi la condizion del paeſe per ciò cheſpetta al vitto umano, notizia verremo adarne anche in ciò che riguarda il veſtito:e poichè ogni veſtimento o è di lana, o diſeta, o di lino, la lana prenderemo a con-

ſiderar prima. Queſta Città nel lanifizio

avanzò già tutte l' altre, e derivò da eſſo laſua ricchezza, della quale gran teſtimonioabbiam tra gli altri in Raterio, Veſcovonoſtro del ſecol decimo. Ne tempi Scali-geri fioriva ſingolarmente cotal lavoro, eperd pid memorie ſi trovano di gran nume-ro di robe, cioꝭ veſti lunghe, donate da quePrincipi a' foraſtieri. Pin leggi furon perdòpromulgate, che ſi poſſon vedere nel terzolibro degli Statuti, quali proibiſcono con ſe-vere pene l' eſtrazion di lana in qualunquequantità, e con qualunque preteſto, beneſſendoſi conoſciuto, che il benefizio delpaeſe non veniva dal venderla, ma dal la-vorarla, e vietano parimente il traſportarpecore da queſto territorio, poche o molteche ſiano, nè per vendita nè per donazio-ne ne per dare in ſocietà. Tre ſorti di pan-ni lani ſi fabricavano in que tempi: ęꝑroſſoe da ſtrapazzo, che ſi chiamava d nauiga-e ſottile che ſerviva per calze; e fino, cheſi chiamava trelizza, di grandiſſima dura-

ta, come d' aſſai piu corpo degb' introdotti

modernamente. Continud nel ſecolo del1400 il fiorir di queſt' arte, e celebraſi pe-ro Verona dal Biondo, da Panfilo Saſſo,dal Panteo, e da piu altri: preſentava il

publico della Città come prezioſe merci iſuoi panni, quando volea regalar qualchePerſonaggio, come nel 1439 praticò conFranceſco Sforza, di che fa memoria Gior-gio Laziſe. Cominciò poi sl fatta mani.fattura a ſcemare, e finalmente anddò qua-ſi a terra, parte per eſſerſi ridotti a perni-zioſa coltura que terreni, che ſervivano anodrir le mandre, e parte per eſſerſi l Ita-lia invaghita de' ſottili, e delicati panni ſtra-nieri. Non ſi& però inter meſſo mai del tut-to; e in queſt' ultim' anni per merito prin-cipalmente d' alcuni induſtrioſi, ed onora-ti mercanti ſi è ripigliata con feryore appli-cazione cosi giovevole; per lo che eſſendo-ſi ben toſto acquiſtatocredi to in fatto di cal.ze ordinarie, ſopra cento mila paia ſe nemanda fuori, e panni aſſai lodati ſi fabrica-no, e con lana ſtraniera, e con noſtrana.Delle calze reſterebbe qui anche tutto il va-lor della tinta, ſe la bizarria di gran partedelle donne, che le vuol cremiſe, non fa-ceſſe uſcire intorno a venticinque mila du-cati' anno per tal colore. Dovrebbe pro-muoverſi, e agevolarſi con ogni ſtudio il la-nifizio di nuovo, poichè la lana noſtra, ſpe-zialmente delle parti di Cerea, e adiacen-ti,& pur' ancora delle migliori, e delle pidfine, che in qualſiſia paeſe provengano; epotrebbeſi di molto aumentare il beſtia-me, levando certi diſordini, e facilitar dimolto il lavoro, provedendo, che le mas-ſtranze non doveſſero eſſer si care, onde iprezzi della merce debbano poi ributtare 1compratori; mentre coſta ora più un' ope-rario qui, che cinque in Inghilterra ne luo-ghi ove ſi lavora. Sul Bergamaſco, benchènon abbia lana, pur con quella di Puglia ſifa grandiſſima quantità di panni, perchèſi lavora in campagna, e con gran riſpar-mio di ſpeſa; e già il benefizio del Princi-

pe& ſempre grandiſſimo per li dazj del-

le pecore, del ſale, del purgo, del fol-lo, e della ſpedizione; laſciando! aumen-to del popolo, ch' è il punto più impor-tante.

Converrebbe ancora uſare attenzion gran:de, e ſingolar cura, perchè i panni riuſciſ⸗-ſero di tutta perfezione. Le lane di 515gna che ſi adoprano in Inghilterra, 15 185no i lor panni finiſſimi. Di eſſe quale eproviſione fa anche J Italia, che 1 5 ercorge d' averne aſſai piu vicina 4 575 noninferior miniera in Barberia In Veronanon ſolamente il poco panno, che con quel-le, ma il molto che con le noſtrane pidKer di morbidezza poco onulla cede, e ſolamente in una qualità ſuolrimaner' inferiore, ma che troppo impor-ta; cio nella forza, nella conſiſtenza, nell

in-