J. 2. c. 2 1.nreus mirioperis mi-Age ma-guitudinispon
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16, 6. 39 ·
re pin bella pruova del maraviglioſo
35due proſſimi archi di eſſo, col principio delterzo, che ſon d' opera antica, eſſendo lialtri rifatti, e ſuppliti poco pin di due ſe-coli fa. La volta del primo, ſi vede inter-rotta ſotto per alquanto ſpazio nel mezo,a fin d'aprire in occaſion di guerra, e diffi-coltar col foro il paſſaggio; ſe non forsꝰ an-co per ingannare con falſo pavimento, efar precipitare i nemici. Il ſecondo arco,che rieſce alquanto pid alto, è intatto dariſarcimenti, e conſervato intero, benchèmolto ſottile ne ſia la pila, e benchè inquel ſito con maggior forza urti il fiu-me. Nel ſecolo del 900 ſi riguardava co-me ſtupendo queſt' edifizio, chiamandoloLiutprando ponte mar moro di mirabil Iavo-ro,„Ai maraviglioſa grandes a. Nella chia-ve delb arco dalla parte interna è una figu-ra di baſſorilevo, che poco ſi diſtingue.Il Saraina diſſe rappreſentar Nettuno; for-ſe a ſuo tempo era pid conſervata. Le pie-tre ſon molto grandi, e ne fianchi delle pi-le ſi veggono incavi di parte e d' altra, chearrebbero fatti per attraverſar volendo l' in-greſſo alle barche. Quel rotondo foro ſopra lapila di mezo era parimente d' uſo antico.
Dall'altra parte, quaſi dirimpetto allaChieſa del Redentore, affermano i noſtriScrittori, che ſi vedeano già i veſtigj dellepile d altro ſimil ponte. Non trovaſi di cidveramente molto ſicuro riſcontro; ma ſecos&, avrebbe quel ponte accreſciuta labellezza di queſto ſito. Quindi è poi, cheſi ſono immaginati, tra bund e l'altro diqueſti ponti eſſerſi celebrate le Naumachie,benchè con errore à tal loro immaginazio-ne molto contrario credeſſero nell iſteſſotempo, che per qua allora non paſſaſſe!ꝰ A-dige. Spettacoli, e combattimenti navalipoco ſi videro fuor di Roma; e della Nau-machia di Roma ancora mera invenzioneſono i diſegni, che vanno in giro. II ſuoponte non di pietra fu, ma di legno, co-me da Plinio s impara, ove dice, ch eſſen-doſi abbrugiato, ordind Tiberio, che ſifaceſſero venir dalla Reꝛia larici per rimet-terlo. Di quella di Domiziano ciò ch' eradi legno ſi abbrugid, e cid ch' era di pie.tra fu disfatto da Traiano.
Dopo gli archi antichi ofſerviſi unge laſtrada il muro, che per aſſai ſpazio ſopra.vanza, e con una parte della ſua larghez-2 viem a formar poggiuolo, e fiparo, econ b'altra ſerve di ſuolo, e di laſtrico achi cammina. Non ſi potrebbe immaęina.
effet.to, e conſiſtenza incredibile dell antichemalte, compoſte almeno come qui compo-neanſi: perchè la ſommità di queſto muroeſpoſta da tanti e tanti ſecoli, non ſolamen-
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ROMAN E. 26
te alle piogge, ed al gelo, ma al perpetuocalpeſtio di chi paſſa, regge non pertantoancora, e ſenza eſſer disfatta, o logoratapunto, aſſai piu che ſe marmo foſſe, ometallo, mantienſi.
Si potrà da chi voleſſe ſcender per l' adi-to, ch'è non lungi dal ponte, overo peruna caſa, ch'& quaſi a mezo della ſtrada,
riuſcendo, dopo oſſervati nelle cantine i mu-
ri, et aditi antichi, a una porta che mettenel letto del fiume; e quando l' acqua ilpermetta, rimirare i due pezzi che riman-gono della parete, diſtinta con molta gra-Zia in compartimenti uguali, e queſti gen-tilmente lavorati con piccole pietre a operareticolata uſatiſſima a Roma, come Plinioſcrive, con cornice ſopra. Non& da curardi ſalire, ove dalla parte del Redentoreper la rottura del muro ſi vede incavato, elotterraneamente fabricato, poichè quivinulla è d' antico, eſſendo volte in modernitempi fatte per ſoſtentar la ſtrada. I groſſirottami d antico muro che ſon nell acqua,quinci al ponte, e quinci all' orto del Mo-naſtero del Redentore, moſtrano che le e-ſtremità da qualche coſa di pi grande, edi pid ſolido ſi ſerraſſero.
Ritornando ſopra, guardiſi nella mura-glia di quella caſa, che forma angolo tra laſtrada, e il campo di S. Libera, incorpora-to un pezzo di groſſiſſimo muro, e qua elalungo le caſe varj rimaſugli d' antico. Maſalendo al Convento tenuto già da Geſuati,ed ora dal terz e ordine di S. Franceſco, ſi ve-dranno nel ſerraglio dell' orto più baſſo altriavanzi, e nella ſommità degli orti loro unaparete antica, per cui ſi ſoſtiene il terrenocontiguo alle mura del Caſtello. Queſta pa-rete, conſervata per lungo tratto, ſtende-vaſi a linea retta quanto occupa tutta la fron ·te del Caſtello iſteſſo, e forſe proſeguivaancora piegando con la collina. La forma& la medeſima, che ſi oſſerva nella parte baſ-ſa, con ben inteſi ripartimenti, e in eſſi ope-ra reticolata molto ben eſeguita, e corniceſopra. Il pavimento, ora altamente dallaterra coperto, era laſtricato di marmo; edopo eſſo ſeguiva quaſi un altro grado, cioènuova parete ſimile alla ſuperiore, di cuiappariſce ancora un buon pezzo a deſtra,quale avendo qualche parte pid intera delrimanente, fa ſoſpettare per muri che ſi ſpin-gono innanzi„folſero quelle diviſioni altret-tante cellette. Queſti ſono ĩ pid conſidera-bili avanzi di tal ſuperba fabrica, percheè ilConvento che viene appreſſo, e le caſe che
ſuſſeguono, ogni antica reliquia hanno co-
perta, e diſtrutta. Frantumi di colonne, e
di ſtranieri marmi ſi ſon piꝭ volte qua e Ia
pel colle diſotterrati, e nella cima dentroil
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