J. I. c. 4.
4.3. 6. 27.
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G APO TER Z o. 5
N Duomo.
All' antica paſsando alla Cattedral
moderna, è da oſservar prima la por-ta grande del noſtro marmo roſso, innan-zi alla quale alquanto di ſito& coperto: taluſo ſottentrꝭ nei ſecoli inferiori a gli antichiveſtiboli, e portici, che innanzi le Baſili-che ſi faceano, principalmente per li publi-ci penitenti, quali ſtavan fuori aſsai tempoprima che veniſsero ammeſſi. Non era for-ſe differente coſa quell' Arco altiſſimo ſopradue colonne, che per teſtimonio di Proco-pio vedeaſi fuor del tempio de' SS. Sergio2 Baccoʒ ne J Arco dol veſtibolo d altra Chie-ſa, di cui parla Leone Oſtieſe. Li dueGrifi alati, ſopra quali poſan le colon-ne, che ſoſtentano lo ſporto, vengono dacoſtume antichiſſimo preſo fin dagli Egi-2j, i quali Leoni, Sfingi, ed altri animali,
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e moſtri figuravano avanti le porte de i Tem-pi, quaſi a cuſtodia, per teſtimonio di Stra-
drino. Bizarre ſon le figure lavorate a baſ-ſo rileyo in dura pietra da i lati, perchè lepid grandi rappreſentano due Paladini diCarlo magno; Orlando, che ſi riconoſcedal nome ſcolpito della ſua ſpada( Durindar-da non Durlindana)e Oliviero, che ſuole ac-compagnarſi con lui. Queſti in vece di ſpadatiene na mazza ferrata con catena, 1 fon-
do alla quale nonè veramente un enato, com' altri ha ſeritto, ma palla di er-ro piena di punte, da che impartame la for)ma di queſt- armèe: quegli ha ſcudo cuneato, ed& veſtito di maglia, della quale è co-perta anche la ſiniſtra gamba, ma non ladritta. Mirabil coſa& come Ia fteftillimaarmatura deſcriva Livio negli antichi San-niti: ſcudo acuto in fondo, ſpugna per di-en-
bone, di Plutarco, e di Clemente Aleſsan:
lib. g.