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115 NU RA, E BASTIONI 116
Non laſceremo di notare come dell' eſ-ſer queſt arte, o vogliaſi dire ſcienza„Ita-liana, e da noi paſſata all' altre nazioni, itermini ſteſſi, e le voci fondamentali uſatetuttavia nell altre lingue fanno pur fede.Ne ricorderò ſolamente alcune„che nonpoſſon negarſi Italiane, mentre o lar radi.ce non è comune al Franzeſe„ ne altriUnguaggi volgari, o non è comune Iinfleſ-ſion loro, ed il modo. Non metterò dun-que à cagion d-eſempio Piattaforma, ben-
chè in Italia ſenza dubbio naſceſſero la co-
a, e nome; nè Cavaliere, benchè ve.
nuto dal vecchio uſo noſtro di dir d' eſſere
a cavaliere, quando ſi è al di ſopra; perchè
plat, e cavalior ſon vocaboli anche Fran-zeſi. Cos! non metterd Mina, e minarebenchè il primo eſempio di farle giuocarcon la polvere ſi vedeſſe h anno 1487 nellarocca di Serzanello eſpugnata da: Genoveſicontra Fiorentini, come il Guicciardini at-teſta; e il minar I opere eſteriori per farlevolar perdendole, ſi faceſſe ſin nella difeſa
di Padova aſſediata dall Imperador Maſſi.miliano. Nè metterò Rivelino, opera no-
minata nell iſteſſo aſſedio dal Guicciardi-ni, e voce corrotta poi da Franzeſi in ra.
elisa: nè metterò Ingegnero, che pur vien
da ingegno, mentre laltre derivazioni non
co rrebbero al tempo, in cui cominciòla Fortificazion moderna; come non ci con-verebbero quelle dal Latino di Fortezza inqueſto ſenſo, e Forte, e Fortificare, cheſon voci noſtre fin del 1300. Ma i vocabo-li di Cittadolle, Baſtion, Boulevart, Orillon,Merbbn, Parapet, Gabiont, Caſematte, Ca.Slaes, Banqusiis, Cunette, Lunette, Con.Lreſcarpe, Palliſade, Eſplanads, Canon,Bom, Artilleris, e più altri, ſon chiara-Mente, e unicamente Italiani. Cittadella&un diminutivo di noſtro uſo, quaſi piccolaCittà. Baſtione& da baſtia, 5 val luogoFarato, e munito: Baloardo, che ſcrivea-f hellovardo, crede il Buſca, ſi diceſſe qua-ſi bel guardo per eſler prominente. 0ne dalla ſimilitudine dell' orecchio 7 L ilgranditivo non uſato con tal infleſſione nell-altre lingue: co Merlone, detto perchètra i vacui delle cannoniere vien ad averforma d' un gran merlo. Cos Cannone,che fu detto quaſi gran canna, come Bom.barda preſſo Giovan Villani da bomb 0rimßomnbo; e Artiglieria dal verbo artglis.5 che uſavaſi allora per ferire, e coglierrapidamente, quaſi con artiglio d' uccelgrifagno: lepidamente volle il Menagio de.dur tal nome dall arte, cioè dal verbo Fran-zeſe artiller, che dice valere munir con arte;e niente men bizarro fu il Voſſio, che lo ti-ra da arco, e il Ferrari„ che da trabors.
Parapetto, che ſi vede in Giovan Villani,ſi diſſe dal guardare„e coprire il petto de-Jifenſori: Gabbioni& da gabbia per certaſimilitudine: Caſamatta, cioè vuota(co-me diciam carri matti) perch'erano in for-ö ma di caſe vacue ſotterranee; matto è daaur ο, che vuol dir vuoto ridicolmente& ſtato cercato di derivar queſto nome dal -o Spagnuolo. Lunetta ſi paleſa per vocenoſtra dalla maniera del diminutivo nonpropria dell' altre lingue: cos! Banchetta,che ſi ſarebbe detta panchetta, ſe foſſe na-ta in Toſcana, come nacque nello StatoVeneto; e Cunetta, del qual vocabolo nonintendendo la derivazione, ch'è da cuna,alcuni Franzeſi I' hanno corrotto in cubetta.Per I' iſteſſa ragione hanno corrotto in cg.derne le Caſerme, che vien da ermo, luo.g0 ſolitario come caſe dall altre ſeparate 5c rernote. Contra ſcarpa ſi diſſe da noſtri pereſſere oppoſta alla ſcarpa, cioò al pendiodel muro. Palizata& da palo, Spianata daſpianare, voci noſtre, e cos dell' altre.Tutte queſte coſe poteano facilmente ri-levarſi da chi ſi foſſe preſo cura di rivolta-re i noſtri libri. Or paſſeremo a quello, cheda i libri di Fortificazione non ſi potea rac-cgliere; cio ad oſſervare, qual foſſe traglꝰ Italiani medeſimi il principal fonte; e 4piantare i fondamenti di cos nobil'arte chifoſſe il 8 Noi troviamo adunque, do-verſi riferir queſta lode a quell' iſteſſo Mi-chel Sanmicheli, di cui parlammo nel Ca-po antecedente, nato nel 1484. Unico ei for-ſe fu nel renderſi ugualmente eccellente enella civile Architettura, e nella militare.Fu però dal ſommo Pontefice Clemente VIImandato in compagnia d' Antonio Sangalloa rivedere, e riordinare le Fortezze delloStato Eccleſiaſtico, ſingolarmente Parma,Piacenza, e fu adoperato da FranceſcoSforza Duca di Milano, e deſiderato perqueſto conto da Carlo V, e da FranceſeoI. Ma ſiccome a ſervigi del ſuo natural Prin-cipe ſpeſe la maggior parte della ſua vita,cos] ne ſuoi Stati opere fece moltiſſime„ Egrandi, delle quali, come nota il Vaſari 1niuna moſtrò mai un pelo. Fortified Legna-90, Porto, Orzinovi, e Marano 5 fece la-vorare particolarmente a Breſcia, ed a Pa.dova, dove fece due baſtioni di pianta, ea Peſchiera nel pr imo fondar della Fortez-4, ed in altri uoghi. Fece alla Chiuſa ilcomodo di paſbare ſenza entrar dentro, edell impoſſibilitare il paſsaggio con levareun ponte. Riſtaurò Corfd„e le piazze diDalmazia; baſtiond alla ſua maniera Napo-i di Romania, talchè ributtꝭ poco dopobravamente attacco de: Turchi. Fortifiecd
N
la Canea„e l'altre piazze dell' Iſola di Can-
dia,