—
P. z.
bag
117
dia, ma ſingolarmente Candia ſteſsa, qua-le, come ſi legge nel Vaſari, riediſeò da.
1 fondlamenti,& fece ineſpugnabils. Che dire-
mo della Fortezza di Sant' Andrea del Li-do, alla bocca del porto di Venezia? fu mi-rabile in quel ſito paludoſo tutto cinto dal ma-re, e tanto berſagliato dal fluſso e rifluſso,aver fondata con perpetua ſicurezza cos!gran mole, e l' averla murata con sl granmaſſi di pietra viva, e cos] ben commeſſi,che par fatta d'un ſolo ſaſſo. Fu allora ſe-minata voce, che la grandiſſima quantità d'artiglieria groſſa richieſta dal luogo, avreb-be cagionata nello ſcaricarſi in ohn diguerra cotanta ſcoſſa, che ſenza dubbio ſiſarebbe aperta, e ne ſarebbe ruinata la fa-brica. Chieſe però grazia il Sanmicheli,che vi foſſero condotti li pid ſmiſurati can-noni, ed empiute le cannoniere di ſotto edi ſopra, foſſero ſcarſcati tutti in un tem-po; Il che con la ſua preſenza, ed aſſiſten-za fatto, non ſi vide la minima moſſa inneſſuna parte. Dentro dovea formarſi piaz-2a belliſſima, che rimaſe imperfetta, e conpoca fortuna fu poi mutata quivi per alcu-ni la vori Ia prima idea. Anche il parenta-do di queſto grand uomo alb avanzamentodelb arte contribul non poco. Ee fortifica-zioni della Città e Caſtello di Caſale furonfatte da Matteo Saumicheli ſuo cugino, e
che foſsero da ſtimarſi molto, ben ſi può
raccogliere dall'eſſerſi Michele iſteſso colatrasferito per oſſervarle. Gerolamo figliuo-Jo d' un ſuo fratel cugino, e da lui addot-trinato, ſi tien che riuſciſſe poco inferiore alui. Fortificb Zara, ed inalzò da fonda-menti la Fortezza di S. Nicolò alla boccadel porto di Sebenico, riputata fino in ogguna delle meglio inteſe che ſi veggano. Ri-formd la Fortezza di Cor fu, e utiliſſimilavori vi fece. Fu mandato per mettere indifeſa le piazue dell' Iſola di Cipro, in cheoccupandoſi laſcibò di vivere. Luigi Bru-gnoli ſuo cognato di molto credito nella ſuaprofeſſione attendeva allora alle fortifica-2ioni di Famagoſta, e co ſcritti da lui la-ſeiati tornato a Venezia, fu mandato a darcompimento a i lavori di Legnago.
Ma per dimoſtrar ciò ch abbiamo in ani-mo, noi crediam prima indubitato preſsoognꝰ uom diſcreto, che per eſser detto fon-dator dun arte, non ſia neceſsario, cha-
ri in eſsa abbia inventato tutto, talchè inprogreſſo di tempo nulla abbian potutoaggiungere ĩ poſteriori: in queſto modo van-to d' invenzione non ſi potrebbe attribuirea niſſuno mai. Baſta, ch- emo autore in tal materia di nuovo ſiſtema,abbracciato poi da tutti, e di quella prin-cipab opera, che ſia il fondamento di tutto,
Ver. Iluſtr. Parte III. 5
2 Upl——:!:. ß fff!f!f!fkfk—.weieivt..——...ñßñßß—v.t—————u.ꝛ¾d“—]3“cͤͤ—.—-—̃—2ñ⸗——-½-̃ ̃᷑ꝛ̃̃——— Ü— 4ᷣ—äq ̃————— ö j:::ñßxñüũñł[é46v1+dFnq
CG APTO QU LN TO.
118
e da cui tutte P altre ſian derivate. In fat.to però di Fortificazione I eſlerſi dopo ilcannone cominciato a terrapienar le mura-glie, e a far baſtioni pid groſſi delle vecchietorri, ma tondi, o dell' iſteſsa figura di eſ-ſe, non ſi allontanò talmente dall' anterioridea, che veniſse a prineipiare arte nuova.Queſta è la ragione, per cui nell' annoverargli Scrittori di Fortificazion moderna, nonho meſso in liſta Leon Battiſta Alberti, cheprima d' ognꝭ altro parlè nel libro quarto delfortificar le terre, ma poco diſeoſtandoſi daVitruvio. Queſta è la ragione, perchè non viho meſso il Macchiavelli, che ne parlò nellArte dolla gubrra, ma ſenz altro addur di nuo-vo, che la bizarra ſua opinione di fare ilfoſso dietro le mura, e non dinanzi. Que-ſta& la ragion finalmente, perchè non hocomputato tra queſti Alberto Durero, pri-mo che di queſta materia trattaſse di pro-poſito, perohè ſi ſtette anch egli co“ baloar-di rotondi, anzi della circolar figura fuſopra gli altri vago, ſecondo! antico iuſti-tuto. Quegli però, che mutò ſiſtema, enuovo metodo introduſse, colui veramen-te ſi fu, che inventò il baſtion triangolare,o einquangolare che vogliam dire, con fac-ce piane, e fianchi, e con piazze baſse,che raddoppino le difeſe, e non ſolamentefiancheggino la cortina, ma tutta la faccia
del baloardo proſſimo, e nettino il foſso, e
la ſtrada coperta, e lo ſpalto. L'arcano di
queſt· arte conſiſteva in trovar modo, cheogni punto del recinto foſse difeſo perfianco; poichè facendo il baſtion rotondo,o quadrato, la fronte di eſſo, ciod quelloſpazio, che reſta nel triangolo formato dai tiri laterali, rimaneva indifeſo. Tal fineſi& unicamente ottenuto con l' ingegnoſaforma de' baſtioni, qual ſi è poi ſempre, eda tutti, e in ogni parte adoprata. Ch eſſi di-poi ſi ſien fatti pid grandi; che il lor' ango-lo altri abbia voluto ottuſo, altri acuto,altri retto; che in uno o in altro modo ſicoprano alquanto pid con la ſpalla le can-noniere; che le facce, o i fianchi ſi prolun.ghino alquanto pid, alquanto meno; che 1flanchi ſi tirino perpendicolari ſu la corti-na, o ſu la faccia, o ſu la linea della di-feſa radente, o della ficcante; queſte al-tro non ſono, nè altro ſaranno mal, chemodificaz ioni diverſe dell invenzion mede-ſima, quali non variano la ſoſtanza, e qua-li molte volte poſſono prender motivo dalleoircoſtanze. II Roſſetti, che volea diſtin-guer ſei Ordini diverſi nell' Architetturamilitare, come cinque ſe ne diſtinguononella civile, deſume la differenza, o dallavaria grandezza dell' angolo flancheggiato,o dall' aver primo flanco ſolamente, o dall2 avere