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Luoghi dolle pi inſigni Pitturę.
Elle fatture di queſto genere ſi trapaſſe-ranno ſenza menzione, perchè troppogrande il numero di quelle che ſparſamente,e ſole, maſſimamente a freſco nelle caſe ri-mangono. Nè delle Chieſe ancora intendiamoannov erar l' opere tutte de rinomati Pittori,quaſi da pertutto ritrovandoſene, e baſtan.do all' intento noſtro di andar traſceglien-do il pid ſingolare. II linguaggio Veroneſean da pid ſecoli fa usd di dir Pala per ta-vola da altare; forſe da palam, come qua-dri in publico eſpoſti, ed a gli occhi di tutti:non avendo però i Toſcani termine per ſi-gnificar tal coſa con una ſola voce, non fa-remo difficoltà di valerci della noſtra.II Tempio di S. Giorgio per conto di pit.ture& una galleria, alla quale non ſarà slfacile, ch al tra poſſa paragonarſi. Nel pri-mo ingreſſo da nell' oc chio benchè in tan-ta diſtanza la ſuperba tavola, ch' è all al-tar grande, col Santo che vien fuor dellatela; ma facendo principio a man deſtraentrando, la prima pala è del Monteineza-ni; la ſeconda di Paſquale Ottini, lavora-ta nel guſto di Tiziano, e non inferiore aquelle di Tiziano; la terza è di DomenicoTintoretto; la quarta di Felice Pruſaſorzico Santi Michele, Raffaello, e Gabriele:Angeli non furon mai fatti, che piii pareſ-ſer Angeli. La ſuſſeguente& una delle piꝭ bel-le coſe che uſeiſſero mai dal pennellodi Pao-10: per li profeſſori vi è da oſſervare peruna giornata. Le figure adiacenti, comealtresl le dirimpetto, ſono dell India. LaNunziata fuori della maggior Capella& delCaroto. Paſſando all' Altar grande ſi ve-drà un portento dell' arte nel martirio diS. Giorgio di Paolo: tante rifleſſioni ſi po-trebbero anche qui fare, che darebberomateria a un trattato. Il laterale a man ſi-niſtra, che rappreſenta il miracolo delleturbe paſciute dal Salvatore nel deſerto,S di Paolo Farinati: l' altro a deſtra, chefigura gli Ebrei nel raccoglier la manna,&di Felice, ma ſupplito dopo ſua morte, eterminato da Paſquale. ltroveranno che arrivino come queſti à ven.tiquattro piedi Veroneſi di larghezza, eà ventitre di altezza, e pochi parimenteche abbiano S gran numero di figure lavo-rate da cosi eccellenti pennelli: poſſon dir-ſi due Poemi per la quantità, e varietàdelle coſe che contengono. Proſeguendodall'altro lato, la prima tavola è del Moret-to, e l' Organo dentro e fuori del Roma-
Pochi quadri ſi
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nino, celebri Pittori Breſciani. La ſeguentee di Gerolamo da i Libri fatta nel 1529.La terza di Franceſco Caroto, fuorchè l'ovato, che& opera belliſſima di Domeni-
co Bruſaſorzi. La quarta è di Sigiſmondo
Stefani. Nell' ultima torna il Caroto. II
batteſimo del Salvatore ſopra la porta Edel Tintoretto. Converrebbe, che il Pu-
plico vegliaſſe alquanto piu ſu la conſerva-zione di queſti teſori; mentre pochi annifa ei fu per fino chi ſi preſe licenza di ſehio-dar la tela del gran quadro di Paolo, chefu poi malamente rimeſſa, il che dovea ca-ſtigarſi come atroce delitto.
In Santo Stefano la bella tavola nel Coro,la Cupoletta, e i ſuoi laterali, il quadrocon l' adorazion de' Magi, e le figure dichiaroſcuro ſu la porta di fianco, ſon diDomenico. Nella capella degl' Innocenti lapala è di Paſquale, e cos! ęli angolari. IIlaterale co ſanti Veſcovi del Baſſetti; laſtoria de 40 Martiri dell' Orbetto. A ſini-ſtra dell' altar grande Nicolò Giolfino. So-pra la porta Battiſta dal Moro, e cost ilchiaroſcuro da quel lato. L'altare co SantiPiero, ed Andrea è del Caroto. L' ultimodel Marcheſini. Il penultimo dal lato de-ſtro& d' Orazio Farinati, il fuſſeguente diSanto Prunati: anche in queſta Chieſa Par-rochiale chi guſta di queſt' arte, troveràlungo, e raro paſcolo.
A S. Zeno in monte ſon due opere di Fe-lice, una dell' Ottini, una famoſa del Ri-dolfi, ed altra pur lodatiſſima ſu Porganodi Domenico. All' Oratorio della Confra-ternità di S. Gregorio, ove merita che fiavivi il bel marmo del parapetto, vi&qualche coſa di Felice, di Marco dal Mo-ro, del Prunati, del Signorini. Del Ridol.fi, del Bigolaro, e di pid moderni in S.Carlo. Bell' opera nella Chieſa di Nazaretdel Giolfino. S. Bartolomeo in monte haqualche coſa del Ligozzi, e di GiovanniCaroti. A S. Chiara vi& di Domenico, diFelice, del Farinato, del Morone, e delCaroto. A S. Giovanni in valle opera delGiolfino. ö a
A S. Maria in organo de' Padri Oliveta-vi belle tavole ſono ſtate levate di Gerola-mo da i Libri, del Caroto, del Morone,e d altri, perch' erano antiche,. La palaſuprema modernamente poſta& di Giacin-5 Brandi Romano. I quadri laterali diVaolo Farinati: la volta par di Gerolamoda 1 Libri: nelb eſteriore vi& del Farina-to, del Torbido, e d' altri. Nella primacapella a deſtra la bell' opera di Lazaro ri-ſuſcitato, e la maggior parte dall'altro la-to, è di Domenico, e cos! fuori in alto:la tavola è del Brentana, e nel ſecondo al.
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