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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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181-182
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Agoſtino ed altri Santi, e poco oltra il S.Carlo con altri, molto ſpiccano tra le fati-che del Ridolfi. In mezo a queſti è tavoladel Giolfino, ſopra la quale oſſerviſi bell' o-pera di Battiſta dal Moro ſopra un pezzo dimuro traſportato, e quivi incaſtrato. De-quattro che ſuccedono, tre n' ha Felice, eduno il Moretto da Breſcia. Nel Coro in fac-cia Bernardino India; nella capella dell' An-gelo Raffaello il Caroto, dove ſingolarmen-te ſi loda il lateral ſiniſtro: in quella di SantAgoſtino Giulio Carpioni. All altare cir-condato ampiamente intorno da lavori delCaroto, la pala, e la lunetta ſopra, ſon-opere applaudite di Bartolomeo Farfuſoladiſcepolo di Felice. All' altar del Crocifiſ.0 le figure ſu la pietra di paragone ſon delPrunati. Nella ſtanza o capella preſſo ilchioſtro bel quadro del Baleſtra. Sopra laPorta laterale della Chieſa per di fuori ere-deſi dipingeſſe l' antico Stefano.

Entrando in Sant: Anaſtagia de · Padri Do-menicani, ſi preſenta ſubito a deſtra un ſu-perbo Depoſito di marmo, eretto in onordi Giano Fregoſo dal figliuolo Ercole l' an-no 1565. Le ſtatue furono eccellente lavo-ro di Daneſe Cattaneo da Carrara, e cos!le belle colonne, e il diſegno. Nel mezo ela figura di Criſto riſorto: leggeſi nel Vaſa-ri, che queſta capella ſi ſtimava fra le pidrare, che foſſero in Italia. De gobbi cheſoſtengono le pile dell' acqua ſanta, ſi cre-de che l' uno foſſe fatto da Gabriel Caliaripadre di Paolo. Nell' altar contiguo gran-demente ſi loda Franceſco Morone; nel ſuſ-ſeguente Franceſco Caroto; nell' altro Fe-lice che incominciò, l' Orbetto che termi-nd. Da queſto lato dirimpetto alla ſacriſtia& ancora un' opera del Moronè aſſai diſtin-ta. La capella Pellegrina fu iſtoriata amezo rilevo nel principio del 1400. All al.tar maggiore ſerve di menſa grandiſſimo pez.20 di marmo roſſo, e vi è intagliato in let-tere del 1300, come fu dono di Bona ven-tura Giudice da Garda inſieme con tavolache avrà ſervito di pala. La moderna ulti-mamente poſta è del Torelli. Nella ſacri-ſtia opera tra le celebri di Felice. Nella ca-pella del Roſario, a cui ſi diè mano nel1585, nobile per l' architettura, per lequattro colonne, e per le ſtatue, ſpezial.mente de quattro bambini ſu la balau-ſtrata(opere di foraſtieri) gli Angeli ſondelb Orbetto, la lunetta ſopra del Baſſetti,la flagellazione del Ridolfi. Nell' altare cheviene appreſſo la tavola& del Giolfino„cos! quella di S. Eraſmo. Nel refettorio diqueſti Padri& una grand opera del Fafi.nato.

Si può rammentare anche il monumento

Per. Muſtr. Parte III.

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laterale all' altar grande di Corteſia Sarego,fatto nel 1432. tutto di pietra, benchè nonpala, per eſſere ſtato balordamente colorito:molto bene, e con gran manifatura è fin-to un padiglione, che ſporge in fuori, ecuopre. II cavallo ha il frequentiſſimo er-rore del metter molto innanzi i due piedidell' iſteſſo lato, e poſare sforzatamente ſugli altri due il che pare che nel lor motoprogreſſivo i quadrupedi non poſſan fareVeggonſi a Venezia in ſimil poſitura i quat-tro cavalli portati da Coſtantinopoli, e quello di Bartolomeo da Bergamo, opera peraltro belliſſima d' Andrea Verocchio diſce-polo di Donatello; e nell iſteſſa manierarappreſentarono i cavalli il noſtro Piſanellonella medaglia, che faremo veder tra poco,e due ipſigni pittori Fiorentini, cioè con al-zare i due piedi deſtri, e fargli poſar ne“ſiniſtri: per lo che preſe a difendergli il Bal-dinucci, ſoſtenendo che cos debba farſi,e che non levine in croce i cavalli nel lormarchiare, ma lateralmente. E mirabileper verità, come in dubbio rimanga anco-ra la verità d' un fatto, che abbiam tutto

giorno dinanzi a gli occhi, avvenendo che

queſti dalla preſtexza dello ſcambiare riman-gano facilmente ingannati. II Borelli, chenel trattato del moto degli animali parreb-be doveſſe eſſer l' arbitro di queſta lite, tie-ne, che non ſi muovano altramente i qua-drupedi diametral mente. Il Cardano tenne,che ſi ſpicchino inſieme i piedi oppoſti neltrotto, ma che nel paſſo operino in giro,prima il dritto dinanzi, indi il ſimiſtro purdinanzi, in terzo luogo il diretano ſiniſtro,e in quarto il diretano deſtro. Gaſſendo allincontro riprovyò come grand' errore, il cre-der che i cavalli poſſano levare altramenteche in croce: per verità laſciando la filoſo-fia per ora, ſe tu farai oſſervare nna ſtatuadi cavallo, quale avanzi a un tempo i duepiedi dell' iſteſſo lato, ad uomo, che di ca-valli ſi diletti, e nella cavalleriz za ſi eſerci-ti, tu lo vedrai rimaner con diſguſto, co-me di ſconcia poſitura, e in un vivo anima-le non mai oſſervata; e ſe avverrà, cheun quadrupedo in moto tutto a un tratto ſiarreſti, e rimanga a mezo il paſſo, tu lo tro-verai co piedi OppOſti ava,jt. Parimen-te ſe uomo ſi farà per cos dir quadrupe-do, camminande carpone, proverà, chedifficilmente ſi può avanzar inſieme dinanzie di dietro da un lato, ma naturalmentemoverà prima la deſtra mano, indi il iniſtro piede, poi la man ſiniſtra, e per ulti-mo il pie deſtro. Quinci& che per rap-preſentare il vero, converrebbe tener quaſiuna via di mezo, e cos appunto oſſervaſinelle migliori opere antiche; perehè il ca.M 2 val

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