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vallo di Marc Aurelio in Campidoglio vien-a fare all' occhio! iſteſſa ambiguità che fala natura; e in un bel Medaglione dell' iſteſ-ſo Imperadore, e in altri di Pio, e di Com-modo; e in medaglia Greca del Re Filip-po un ſolo piede ſi vede in aria; e ſe la de-ſtra gamba dinanzi è ſpiccata in alto„la ſi-niſtra dietro,& bens innanzi, ma in terra,benchè in atto di levare, o di poſare; e ſela ſiniſtra è alta, la diretana deſtra avanza-ta ſi vede in moto, e tra il levare, e I po-ſare, toccando terra con' anteriore eſtre-mità ſolamente
S. Maria in Chiavica ha molto a freſcodell' Aliprandi, e quadri del Farinato, diPaſquale, del Caroti, e dell' Orbetto. 8.Biagio ha pid opere d' Aleſſandro Marche.ſini, e l' Oratorio m ha del Baleſtra, delDorignl, e del Brentana. In S. Clementeſi vede una pala di Domenico, e una diFelice a
Non e da laſciar di vedere il Conſiglionella piazza de' Signori, ſopra il corniciondel quale alla fine del decimoquinto ſecolofur collocate le cinque ſtatue, delle quali ſiparlò nel trattar degli Serittori, di guſto an-tico, e lodevoli, benchè la traſcuragginede noſtri non ci abbia fatto noto l' artefice.Segul l iſteſſa maniera chi fece poi piu baſ-ſo quella del Fracaſtoro. Nella facciata laVergine, e' Angelo di bronzo furon' operelodatiſſime del noſtro Gerolamo Campagna,che fece ancora la Madonna di marmo, ch-& ſu la caſa de' mercanti. Salita la ſcala ſivede una bella ſtatua d' un Pietro detto ilTedeſco. Nella prima ſala il bel quadro&d' Orlando Fiacco. Dentro, la faceiata pidnobile& di Felice. Segue dal lato deſtro Paſ-quale Ottini. La dedizione de' Veroneſi,,ch'è nel mezo, fu opera di Giacopo Ligoz-2„come inſegna il Moſcardo. Nella par-te ſiniſtra Santo Creara; indi tra le due fe-neſtre l' Orbetto. La battaglia, ch'& nel-la parte inferiore, ed anche il quadro ſuſ-ſeguente ſon del Farinato: opere tutte ſti-matiſſime Ne publici Palagj buone coſeſparſamente: nella ſala del Podeſta, oveſi tien ragione, i bei ſottinsũ ſon del Bigola.ro. II Moro, ch'è nella loggia del Capitano,& delle migliori ſtatue d' Orazio Marinali.
Nella piazza dell' erbe le figure giganteſ-che nel canto ſono d' un pittor Mantovano;ma dirimpetto alla torricella belle ſtorie achiaroſcurodi Battiſta dal Moro, e pid avantidirimpetto alle Garzerie bell opera del Fa-rinato; come preflo S. Maria in chia vica unaMadonna, che ſi crede di Paolo, e ſottoriva al fin de i portici bell' opera del Giolfi-peſcheria del Lago dipinſe unacaſa Andrea Mantegna.
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S. Tomaſo preſſo la piazza vanta due ta-vole del Baſſetti, una dell' Orbetto, e una
del Ridolfi: nella nicchia ſopra la porta fuo-
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niente ſi diſtacca i
ri mala mente fu oſato di ritoccar la pitturadi Domenico. 4In S. Baſtiano de: Padri Geſuiti la ſtatuadi eſſo nel ſito più nobile& del Marinali diVicenza. La Pala di Sant' Ignazio è del Ba-leſtra; la proſſima del Cignani; il S. Fran-ceſco Saverio pare del Coppa; il S. Baſtia-no& bell' opera del Brentana: opera ſtima-tiſſima era quivi anche prima fatta in tavo-la nel 1507 da Bartolomeo Montagna, ch-altri dice Veroneſe, altri Vicentino. Il ſo-fitto& di due foraſtieri. De' quadri incaſſa-ti nel muro in alto, prineipiando a drittadell' altar grande, e proſeguendo intorno,gli autori ſon cos diſpoſti: Baleſtra, Bren-tana, Gian Battiſta Bellotti, Carlo Salis,Torelli, Tiepolo, Odoardo Perini, Torel-li di nuovo, Santo Prunati, Dorignl. Diueſto ſono ancora tutti i chiariſcuri ſotto,e del Baleſtra è il bel quadro ſu la porta.In S. Fermo Maggiore ſi tengono di Ste-fano, antico noſtro pittore, 1 Profeti, ealtre figure che ſono intorno al pulpitoLa tavola della proſſima capella, e I altradi la dalla ſagreſtia di Franceſco Torbido,la ſuſſeguente degli Aligeri di Battiſta dalMoro. Quella che ſegue è di Paolo, lavo-rata in giovanile età, e la proſſima all' altarmaggiore altri la vuol di Domenico eck Al.tri di Battiſta dal Moro. Dall altro lato lanaſcita del Salvatore è dell' Orbetto, dovealla culla ſi vede S. Gerolamo genufleſſo.Cos il Farinato fece à ĩ Cappuccini 8. Fran-ceſco, che ſtacca il Salvator morto dallacroce. Soſtiene il Baldinucci nel Vocabola-rio, che queſte licenze debbanſi permette-re a' pittori, per ſoddisfare alla divozionedi chi gli fa lavorare, e per ſigniſicare il par-ticolare affetto de Santi a quel miſtero; ilche però non ſaprei conſigliare ſe non conmolte riſerve. Ben' è vero, che troppoavanti portano in ciò la critica quei ſaputi,che tutto vorrebbero a rigor di fatto. An-che gli antichi per cercarè il bello dell- artiqualche volta ſi ſcoſtaron dal vero. Lacco-onte nella famoſa ſtatua ci appar nudoil che diſdice in un Sacerdote; ma 85cos non faceaſi, non ſarebbe un demo-delli dell' arte Nella capella della Ma-donna lavorò la belliſſima pala FranceſcoCaroto nel 1 528. Oſlerviſi quanto le fi-Sure vengono innanzi: ora à forza di sfu-mare i dintorni„e di far tutto chiaro,II laterale a deſtra&
del Barca„ il ſiniſtro del Coppa. Oltra
la porta è una pala di Gian Battiſta dal
Moro, che va a paro con I' opere pidce
v. Licenaa