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Verona cos! d' intarſiaturèe, come d' inta-gliar di rilevo, moſtrano fin dove in co-5 fatti lavori arrivar poſſa l ingegno, eſi poſſon dire uniche in tal genere. IIVaſari non avendo Toſcani da celebrarein queſta materia, moſtrò di ſtimar pocotal genere di manifatture, ſingolarmenteopponendo l' eſſer poco durevoli. Che di-rebbe ora vedendo queſte dopo dugentoe trent' anni conſervatiſſime? poichè ilCoro di S. Maria in organo fu lavoratonel 1499. Vegganſi i ſuoi lavori nella ſa-greſtia, e oſſerviſi in Chieſa il grandiſſi-mo candeliero di noce per piantarvi ilCereo, dove ꝗl' intagli ſpezialmente de itre feſtoni con frutti e foglie che ricado-no, ſon cos! naturali, che ſuperano ognicredenza.
Che diròd de' molti e diverſi lavoris,a quali con la ſcorta del buon diſegnoeccitavanſi in altri tempi ſempre di nuo-ve invenzioni fecondi gl'ingegni? Gli ſgraf.fiti fatti ſu le muraglie con dintornare,s tratteggiar la calce; i pavimenti conincavar pochiſſime linee, e con pietre didue ſole tinte; i bacini, gli arredi, eivaſelamenti d- argento con artificioſo, ecorretto diſegno figurati, e iſtoriati; gliſcrigni nati prima dall' uſo di riporvi me-daglie, gemme intagliate, ed altre anti-caglie prezioſe, nei quali d' eccellenti la-vori in vario genere ſi facea pompa; legrotteſche, e gli arabeſchi, che per tantiuſi tutto di con tanta bizarria s inventava-no; I'intagliar gemme con la ruota a emu-lazion degli Antichi, e b'effigiar Cammei,cioè pietre dure faldate di due o pid colo-ri; in ſomma l' operare con be ritrovati,e con giuſto diſegno in criſtallo, in avorio,
in varie maniere di ſmalto, e in ogni me-
tallo, ſon tutte operazioni che ora non paſ-ſano pid per la mente, al ſolo dipingeretutti applicandoſi. Non pertanto nelle rac-colte di ritratti d' uomini illuſtri veggiamotra quei del buon ſecolo, inſieme co primipittori, e con alquanti eccellenti, e dottiMuſici„ Matteo del Naſſaro, Gerolamo,e Galeazzo Mondella, Giacopo Caralio,Nicold Avanzi, perchè furono eccellentiintagliatori di gemme. Tra queſti ſi com-Piacque il Vaſari di far la vita del Naſſaro,che dell' Avanzi„e del Mondella fu diſce-polo, e di deſerivere alcune opere ſue incorniola, in calcidonio, in criſtallo, tenu-te per ſingolari da. Prineipi. In Francia fucariſſimo al Re Franceſco I, coſtumagdoſiallora da Grandi di portare al collo, e nel.e berette si fatte pietre, quand' erano ec-cellentemente figurate, Per la Regia Ca-pella portatile fece una menſa piena di figu-Peęr. Illaſtr. Parts III. i
re d oro tonde, e di mezo rilevo con mol-
te gemme intagliate. Fu dal Re mandato
in Fiandra per aſſiſtere al lavoro di molti
arazzi, i cartoni de' quali erano ſtati da lui
chſegnati. Tornato in patria poco potè di-
morarvi, poichè quel Re innamorato ſem-
pre d' ogn' ingegnoſo lavoro, ed a cui deeIa Francia il primo eccitamento a gli ſtudj,ed alle bell' arti, mandò un' ef preſſo a ri-cercarlo di nuovo con groſſo ſtipendio, e lo
fece ſopra i conii della ſua zecca Quivi
però ſi accasd, e rimaſe ſempre moltiſcolari Italiani, e Franzeſi in cos! atti ar-tiſicj ammaeſtrando.
Dimenticata del tutto& parimente in Vero-na la bell'arte del getto, cioè delle figure dimetallo, non meno intere e tonde, che dibaſſorilevo; talchè ſe ſolamente una meda-
glia voleſſe farſt, converrebbe mandare a
Roma, o a Fiorenza, o in altra parte. E,pure poſſiam dir queſta arte noſtra; poichèVittor Piſano, di cui parlammo ove de' pit-tori, fu il primo che la riſuſcitaſſe, e lametteſſe in lume, e ne moſtraſſe il buonmodo. Del gettar di metallo in Veronafin da pid ciechi tempi, comunque foſſe,abbiam l' eſempio nelle porte della baſilicaZenoniana, di cui ſi parlò nelle antichitàCriſtiane, ed& credibile, che qualcuno ſitrovaſſe in ogni età, che rozamente ci flprovaſſe. Ma de ritratti in tal guiſa, e di
cosl fatti Medaglioni con riverſi d' invenzio-ne, o non era mai corſo l' uſo, o era cer-tamente mancato in ogui parte da gran tem-
po, quando per valor del noſtro Piſanello
rinacque. Perciò nella ſerie delle medaglie
de: Papi non ſi può andar più ſu che a Mar-tino V, nel cui tempo il Piſano fiori; e ilP. Bonanni, che le raccolſe, e degli artefi-ci ricerca fece, nullum, dice, dqeprebendiantiguiorem Vic foros Piſanollv. Alquantedelle ſue opere annovera il Vaſari, e Il Gio-vio preſſo lui: in pid altre mi ſon qua e Ia
av venuto, come in quella di Vittorino da
Feltre Letterato inſigne, e di SigiſmondoMalateſta, che porta F anno MCCCCXLV.e ſotto: Opus Piſani Pic koris: alcune anco-ra a lui poſteriori ho oſſervato mentire il ſuonome, ch' egli ebbe in uſo di por. Ma¬abile, come ſe ben primo, pud forſe dirſi,per quanto in quell' eta era n.il nuglior di tutti- Tito Strozza nell le.gia 4 Piſanum Piclorem, Statllariuniqus an.riquis comparandum, ſcrive, che non ſola-mente era eccellente nel dipingere:
gell Polycloteas artés, ac Mentora vincis
Cedit Hiſibpus, Phidiacuſque labor.
Hec propter toto partum tibi nomen inorb.
. Per