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quie. Ora il Sig. Miſſon, e inſieme tutti co-loro, a' quali baſta„che ſi cerchi di vili-pender l' Italia Per rallegrarſi, e per ap-plaudire inſegnano con aſſeveranza, come1 Veroneſi conſervando, ed eſponendo cos!latta ſcoltura, non hanno intenzione di ren-der' onore alla figura di Ges Criſto, maa quella dell' aſino; per immaginarſi la
ual coſa, biſogna certamente eſſer da ve-ro cid che eſſi dicono, che veneriamo. Efamo-ſa la calunnia del culto Aſinino imputatoanticamente a gli Ebrei, come ſi vede inTacito, ed in Plutareo, e imputato a' Cri-ſtiani, come ſi vede in Tertulliano, e in Mi-nucio Felice. Tale ſcioccheria tanto fonda-mento di verità ebbe allora, quanto al pre-ſente. Ma il Miſſon, e i ſeguaci ſuoi han-no creduto di dare un gran condimento allafavola, con aſſerire, crederſi da Veroneſiche il giumeuto, di cui ſi ſervi il Salvato-re, veniſſe a morir qua, e foſſero le ſue re-liquie dentro queſta ſtatua ripoſte: penſa.mento, ch è paruto molto grazioſo a chiha l' ingegno d' ugual finezza, e penetra-zione a quella del ſudetto autore; ma che,ſe d'altra materia ſi trattaſſe, riuſcirebbene noſtri trufaldini molto ſgraziato, e ſcia-pito. Tanta verità è in tal racconto, quan-ta dove narra l' iſteſſo Miſſon, ch' eſſendoandato in Ferrara all' Opera in muſica, tro-yd tutte lo prime logge ripiens di Geſuiti. Mi-ſero argomento di trionfo hanno per certoprocurato di com porſi con queſta novella glimpugnatori delle ſacre Immagini. L annoſcorſo& uſeita a Londra un' opera in linguaIngleſe, contenente Oſtervagioni fatte prin-cipalmente nel Viaggio d'Italia da ErrardoWight. Queſto Scrittore non& veramenteda ripor nella ſchiera di que balordi, cheabbiam ricordati finora, ma in propoſito diqueſta ſtatua parrebbe, ch' aveſſe volutoanch egli cercar d' inſerirſi tra eſſi: perchèſerive, eſſergli ſtato detto qui, comè quollaſino fu mandato via dal Convento tre voltè,
che altrettante di ſua volontd ritornò, ii che
o gli ſarà ſtato detto da perſona di diſcen.denza aſinina, o che avrà voluto prenderſigiuoco di lui. Scrive altresl che ſi conſervacon gran venerazione tal giumento comemiracoloſo, e che ſi porta in proceſſione duevolte l' anno: il che è falſiſſimo; perchè allincontro rifatto da gran tempo in altro mo.do l' altare, in vece della ſtatua, v fu po-ſto un quadro, che parimente rappreſenta' ingreſſo in Geruſaleme; e aggiungaſi, chemaligna, e ſtolida coſa ſarebbe, come ab-biam detto, l' attribuire alla figura del giu-mento quel riſpetto, che ſi rende alla figu-ra del Salvatore. Termina queſt' autore di-cendo, che fa menzione di coſe cos ridi-
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cole, perchè imparin l' Ingleſi in quanto
groſſolana maniera venga in Italia inganna-to il popolo. Chi non crederebbe, leggen-do queſte parole, che le pazzie, immagi-nate in propoſito di queſta ſtatua dal Miſ-ſon, e dagli altri, ſi trovin regiſtrate nellanoſtra Dottrina Criſtiana, e vengan predi-cate da i pergami, e inſegnate al popolo?
Sarà egli lecito di dire, che anche i vo-jumi de' dotti uomini, e degl' inſigni, quan-do trattano S fatto argomento, debbon leg.gerſi con cautela? Nell' Itinerario d An-drea Scotto per altri accreſciuto leggeſi, cheabbia ſcritto Tacito, foſſe Oſtiglia, ch'&trenta miglia lontana, un de' ſobborghi diVerona; che ci ſi vegga un Arco eretto aMario dopo la vittoria de- Cimbri; che cene ſia un altro dedicato a Giano ſu la viaEmilia; che J Arena ſia nel di fuori Dori:ca, Ionica, Corintia, e Compoſita. Scriſſeil P. Mabillon, nulla eſſer pid in Italia, chenon ſia eſaminato, e diſcuſſo, ed ogni car-ta, e ogni ſaſſo eſſer già in grido, ed in lu-ce. Ma quanti non piu veduti monumenti
da quel tempo in qua ſono ſtati in Italia ca.
vati fuori, e quanti in queſtꝰ ultim' anni daqueſta ſola Città, dove ſuppoſe quel granduomo niente confervarſi pid de- noſtri anti-chiſſimi teſti a penna! La iſcrizione dell'Arco di Suſa, ch; è delle pid erudite, e del.le pid apprezzabili, che in tutta Italia ſitrovino, e che a lettere cubitali dà pur ne-gli occhi di chiunque venendo dalla partedi Francia va in cerca delle pid magnificheantichità, non è ſtata letta, nè publicataſe non tre anni fa. Tra tutte le lapide Ve-roneſi due ne ſcelſe l· Autor medeſimo da
publicare nel Viaggio Italico, che ſon fal-
ſe: conſenti al volgar grido del ſepolero diPipino, e preſtò credenza a chi falſa informa-zion gli diede intorno all' Abate, ea“ Mo-naci di S. Zenone. Tutte le inſigni coſe d'Italia trovarſi deſcritte nel Diario Italicodel chiariſſimo P. Montfaucon, è ſtato det-to in alcun libro. Mirabil coſa ſarebbe perverità in tal caſo coteſto Diario. Parlandodi Verona, ſi ſtende queſto pid che in altronell inſegnare, come i fulmini, che ſi moſtrannel Mufeo Moſcardo, ſono accette, o ſiaſcuri di pietra, uſate anticamente per ar-mi dalle genti barbare. Degno è certa-mente di maraviglia, come ſi perſuadeſſemai, che ſaſſi, o concrezioni, o marcheſi-te di cosl piccola mole, e quaſi rotonde difigura, poteſſero adoprarſi per armi da ta-
lio: con tutto eiò leggo in moderno Viag.giatore Ingleſe, le ſaette, che ne Muſei ſimoſtrano, aver già ſcoperto il ſudetto au-tore, come ſon mannaie. In ſomma o quan-to all' oſcuro ſi reſta dell' Italia, e 5 cid
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