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aura ki ſia occupato il luogo: dove appa-re, che gli altri partendoſi potean per-derlo. Poi l' uſurpazione era ſeguita ne.di Paſcali, ne'quali non ſi faceano certa-mente allora ſpettacoli, proibiti già eſ-Cod. preſsamente ne dl feſtivi, e ſolenni daN 8 Valentiniano: il conteſto ancora moſtra 5che ſi trattava di utilitd, e di luogbi poſ-ſeduti dal padre ſecondo il gius comune,non d' onorificenza,. Parmi adunque dipoter congetturare con tutta probabilitaà 5che ſi parli quivi del ſito dell' Anfiteatrodi Tauro già ruinato, e di torre che aveſ-ſe preſo il nome da un Circo ſtato avan-7. fene ti in quel luogo Cos! leggeſi in anticaſapra h. Cronica de Veſcovi di Perigord citata dal
ee, Ale, Cangio, come un tale e luogo dell' Arena
Nanu
ruin bdiſicb una Torre.. Il perpetuo modo di parlare degli Scrit-8 tori e Criſtiani, e Gentili fa conoſcere abaſtanza, come in Roma un Anfiteatroſolo era d uſo, ed era in poſſeſſo di tal no-me; poichè nol diſtinguono eſſi con ſopra-nome alcuno; e quando dicono, fu riſtora-T0, Anfteatro, fu condotto noll Anfiteatro,% fecero Giuoch noll' Anfiteatro, intendonoſenz altro di quel di Tito, il che dimoſtracom era ſolo; poichè non ſoleano a cagiond eſempio dire il Teatro per ſignificare queldi Pompeo, benchè pi ſontuoſo degli altri.Ammiano narrando I' ingreſſo in Roma dellImperador Coſtanzo, recita gli edifizj piuinſigni„ che ſuſſiſtevano, e tra queſti la molers. e. 20. ll. Anfiteatro ſenze altroe il Tatra di Pom.beo, per diſtinguerlo dagli altri. Ne fram-menti di Dionè editi dal gran Fulvio Orſi-no inſieme con le Legazioni, raccolte giàin un libro del corpo Iſtorico di Coſtant inoPorfirogenito, leggonſi pid prodigj(talicredeanſi) avvenuti nel principio dell' Im-perio di Macrino; e tra quetti d' un ful-mine, che colſe nell' alto dell' Anfiteatro,e vi acceſe un fuoco s contumace, chenè per L'acqua fatta ſcorrere a fiumi da-gli uomini, ne per la dirotta pioggia po-2 fe tè ammorzarſi, conſumandoſi lù un acqua,8 e„altera dalla forsa dell, ſaetie per modo,b. e, che U Aufitcatro ftoſſo ni, Fs in parle gate d.laue ax dil of onde per molti auni lo ſpettacclo 225 combattimenti Glacliaroris ſi fœce nel Circo.red gr Queſto ſol paſſo ſtabiliſce quant' io pre-erheon, tendo; perchè dimoſtra, come non eſlen-do in punto l' Anfiteatro di Tito, nonve n' era un altro, in cui ſi poteſſe fraopel bora paſſar coGladiatori nel Circo. Oſſerviſi nelle rife-rite parole ancora, e in tutto quel paſſo,come non ſi dice gid abbruciato da quelran fuoco l' Anfiteatro, come di quel diTauro P'iſteſſo Dione diſſe, e come par-
rebbe nella verſion Latina, che mal rende
Aaflagravit; ma che acceſoſi il fuoco in ei-
ma, quella parte interna, e altre coſe at-tinenti ſe ne conſumarono, come oſſerve-remo altrove, benchè alquanto pur ne pa-tiſle anche b'edifizio ſteſso.
Un avvertimento ſoggiungerd, per giu-ſtificar quanto ho qui detto, e col fonda-mento di queſto paſſo ſon per dire altrove.Dov io emendando con mutazione di quat-tro ſole lettere ho ſeritto ep ph., Or-
ſino, e con lui Leunclavio nella ſua edi-
zion di Dione ſerivono epνατο, ma ſen-2a ſenſo. Quindi è, che la verſion del ſe-condo nè accorda, nè lega: aliguid tamene b partꝰ manſit integrum, unde ſhectaculagladliatorum multit in Stadio deinceps anniselta fubrunt. Non aliquid, ma eſſo ſteſſo, cioèAnfiteatro; non e c parte, ma in parte;non amen, che non c è, e confonde, e ſopratutto non nanſit intigrum, perchè non nè ſa-rebbe ben dedotto il non eſserſi perciò po-
% guaſtò all intorno da che poi ben ſegue, cheper tal cagione doveſsero per molti anni va-lerſi del Circo. Il degno Sacerdote NicolòFalcone, che di recente ha fatto onore a Ro-ma, cavando fuori, e traducendo, e illu-ſtrando alcuni pezzi non pid veduti di Dio-de, che vuol dir d'uno Storico, ogni periododel quale per l' Iſtoria Romana& teſoro,conoſcendo forſe che in queſto luogo Sey l-vero, ſuperfuit, non può correre, ha ſcrittopocen,jꝗo, ma ciò per verità converrebbeancor meno, perchè viene a dir ſ% Aggiunſe,dove il ſentimento richiede qui ſi difœcs.Fino a qual tempo duraſse in Roma il faruſo dell Anfiteatro, non ſi potrebbe di legge-ri determinare. La prima legge cantra gliſpettacoli ſanguinoſi fu di Coſtantino: rima-ſero però da lui vietati nel 325 1 Gladiato-ri, e non ſolamente volontarj, e di profeſſio-ne, ma ĩ forzati ancora, ord inando di condan-nare in vece alle cave de metalli. Continua-rono con tutto cid aſsai tempo ancora, non eſ-ſendo forſe ſtata la legge, ſe non per le partid' Oriente; come anche moſtra autorità diSozomeno, che riferiremo or- ora. Nell iſteſ-ſo ſecolo altra coſtituzione publicò contra dieſſi Coſtanzo, ed altra Onorio, ſotto dicui pur proſeguivano in Roma; onde Pru-denz io nel principio del quinto caldamenteI eſortava ad eſtirpargli: il che egli fece poi,sbandendogli generalmente per un caſo av-venuto, e narrato nell' Iſtoria Eccleſiaſticada Teodoreto. Un certo Telemaco, di pro-leſſione Aſceta venuto d' Oriente, un gior-no di ſolennità entrò nell Anfiteatro, e co-minciò a fare ogni sforzo per impedire i
combattenti: moſso il popolo a ſdegno, ſi
ſca-
tuto farvi pid gli ſpettacoli; ma all incontro
beg. 900.
Prud. d
J. 5. c. 26.