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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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Foz l. 5.cab. 8.map dEPo αννre1Aue le-ahen bee,de Ven.ird. J. 5.Ep. 59

Jan. lib.3.42.

. 5. cp. 59.

Var. lih.3 · 42.

Aug. c. 45.

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ſcagliòd ſopra di coſtui, e Io fece in pezzi;per lo che dice I' Autore, e con lui Sozo-meno, allora por la prima voltæ reſid preſſoRomani bandito tal genere di ſpetracolo.Vera coſa&, che non mancaron perqueſto ſpettacoli Anfiteatrali, e feroci,ma di beſtie.

Clacdliatori, e Beſtiarii diſtinſe già fin Cice-rone in pid luoghi: queſti furon detti ancheCacciatori, e cacciatori Arenarii, de' qualiveggaſi il Bulengero, che ne trattò ampia-mente. Dice Simmaco, che per ſontuoſa chefoſse la feſta, non era niente, ſe non vi pu-gnavano i Cacciatori pid bravi. I modi va-1j, e mirabili, con cui ſcherzavano, intor-no alle belve coſtoro, e la deſtrezza, e iritro-vati, e gli ſtrumenti de' quali ſi ſervivano,ſi poſson raccogliere ſingolarmente da al-cuni paſſi di Tertulliano, e di Voſpiſco, ediPrudenzio, e ſopra tutto da quella Epi-ſtola di Caſſiodorio, che gli deſcrive, riſ-contrata con le figure rappreſentate ne dueDittici publicati dal P. Viltemio, dove al-cuni di que modi ſi veggono eſpreſſi. Atempo di Simmaco degli animali deſtinatia ſpettacolo ſi pagava gabella, ed era unaquadrageſima; il che appariſce, dov' ei ſiduole, che ſi voleſse farla pagare a chi erain dignità, dovendo cader ſolamente ſu inegozianti. Sul fine del quinto ſecolo vietòanche il combatter con Fiere l ImperadoreAnaſtagio, ſe crediamo a Teofane; ma idue Dittici ſopramentovati ci fanno vede-re ſanguinoſi giuochi di Fiere in Coſtanti-nopoli nel Conſolato di quell' Anaſtagio,che fu Conſole Orientale,- anno 517 in-ſieme con Agapito. In Roma vediamoancora tal ſorte di ſpettacoli nell anno 319,avendogli ſolennemente dati nell' Anfitea-tro Eutarico Cillica per occaſione del ſuoConſolato, e fatte venir d' Africa beſtie divario genere, di che fa memoria Senatorenel Crorico, accennando nell' iſteſoo tem-

po, che a giorni ſuoi cid andò in diſuſo.Continuava ancora nel 523, avendogli da-

ti Anicio Maſſimo parimepte nel ſuo Conſo-lato, e deſcrivendogli Caſſiodorio ſteſso, edicendo, che ſi andava con piacere, dove J.umanità avrebbe dovuto inorridire.

Non è da tacere, come altr' uſo dell' An.fiteatro fu per ſupplizii, di che abbiammolte teſtimonianze ne gli Scrittori, cO81talvolta anche de Teatri, e del Circo. D-un reo flagellato per tutti tre i Teatri par-la Svetonio; d' uno abbrugiato nell Ippo-dromo fa memoria Filone, d' altro Suida.Ripreſe però acremente Lattanzio il pren-derſi de i ſupplizj piacer dal popolo. Que-ſto coſtume fece conſacrar molte volte gliAnfiteatri dal ſangue de' Martiri, che preſ-

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ſo Gentili ſi computavano tra malfatto-ri. Nelle publiche difgrazie ſi gridava fu-bito,: Criſtiani& Leoni, quaſi per eſſi veniſſeogni male. Gli eſpoſti ora ſi legavano, per-chè foſſero ſenz altro sbranati; or ſi face-an contraſtare, e combattere, per prolun-gare il fiero diletto. Anche I' uſanza di farcombatter quai Gladiatori tra ſe i preſi inguerra, della quale diede eſempio Anniba-

Ter. Ap.cap. 40.

je, quando cosi coſtrinſe i prigionieri Ro- Pn l..mani, continuò per lo meno tutto il quar- 1to ſecolo; parlando Simmaco de' Saſſoni, e 2. 46.de: Sarmati, che fecero in queſto modo di l. 10. 68.

ſe moſtra. Ma dentro il ſeſto ſecolo ſvanlogn' uſo de' ginochi Anfiteatrali. A Co-ſtantinopoli, e nelle Città d' Oriente ęliband del tutto Giuſtiniano, come abbiam

da Procopio; e nè pure in Italia ſe ne tro- i. due.va dopo quel ſecolo menzione alcuna. cc. s.

Allora fu, che il grand Anfiteatro di Titoreſo inutile, e abbandonato, cominciò aſoffrir gl' inſulti e del tempo, e de gli uo-mini. Si accrebbe la ſua difgrazia dall' ef-ſere nello ſcemar della popolazione rimaſavacua d' abitatori quella parte della Città,e per pid ſecoli tenuta come campagna. Matantooramai baſti per l'iſtoria del Romano,

e paſſiam final mente a gli Anfiteatri, che

furono fuor di Roma.CAPO SET TIMO.

Malamonte credenſi, che foſſe Anfi-teatro in ogni Citid dell Imperio.Ji fa prima oſſervaxion nellaGrecia.L ſiſtema Romano, che di Romani Cit-tadini popolava il Mondo con le Colo-nie, e che per h affetto prodotto dalla par-ticipazione della Cittadinanza trasformavain Romani anche gli altri popoli, diffuſein ogni parte I'iſteſſe dilettazioni. Gladia-tori, e Fiere veggonſi nelle Spagne fino àtempi di Tullio in un' Epiſtola d AſinioPollione. A' tempi di Nerone era ga in uſoil darſi tali ſpettacoli da Preſidi nelle Pro-vincie, mentre abbiamo in Tacito, ch'egliloro il vietò. S' invaghirono parimente I al-tre Città, e l' altre genti d' aver gli edifizj,ne quali meglio campeggiavano si fatte mo-ſtre; perd l' Anfiteatro ancora ſi emuld inpiii luoghi. Anzi ſe noi ce ne riportiamoall opinion comune, e a quanto ſi legge inmille libri, queſta fu la fabriea in tutte leparti dell: Imperio pid d og altra frequen-te, talchè ogni Città ne fu adorna. Quaſitutti gli Autori di ſtorie particolari ſcorte-ſia grande creduto avrebbero il non 155 re-. galo

Fam. l. 10.

Aun. I. 13.