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33 LIBRO PRIM O. 15
galo alle lor patrie d' un Anfiteatro, poten-do uſcirne con s poca ſpeſa: e tanto pidavendo dalla ſua gli eruditi tutti con Lip-ſio alla teſta, che affermò com erano ſpeſigrandemente nelle Provincie tutte, e più de'Teatri, Stad, o Circhi, e rara elsere ſta-ta quella Colonia, o Municipio, che non l-aveſse. Queſta immaginazione a tempinoſtri ſi va ampliando di giorno in gior-no, talchè ſi legge nella recente grandiſ-ſima raccolta d' Antichità figurate, non ſo-lamente che ogni Cirtd arcò il ſudo Anſitoa.2ro, ma che dove Roma Metropoli delMondo, e patria di tai meraviglie, pro-priamente parlando n' ſebhe uno, ne con-torni della Città d' Autun in Borgognaquaſi piante che ger mogliaſſero, ne foſsermolti. ö
Ma io tutto all' oppoſto dirò con aſse-veranza, che niun edifizio fu pid raro, eche Anfiteatro ſtabile poche fur le Cittache aveſſero: aſſai mi diffonderò in dimo-ſtrarlo, e per eſſere nella ſtoria de gli An-fiteatri punto eſſenziale, e sl per iſgombrarcon queſto molti equivoci, che per tal fal-ſa ſuppoſizion comune anche trattando d-altro ſi ſoglion prendere. Il primo argoinentodi tal verità è patente agli occhi di chiun-que avrà ben oſſervati gli avanzi che riman-gono del Romano Anfiteatro, e del Vero-neſe; poich' egli è agevole il riconoſcerne,come queſto fu il piu ſuperbo edifizio, chei Romani ideaſſero, e di tal coſtruzione fu,e di tal mole, che non poteano eſſer moltele Città fornite di tutto quel che ſi richie-deva per inalzarlo La potenza Romananol riduſſe a tal ſegno per fino alb età diVeſpaſiano; e Roma compendio del mondoſette Circhi bens ebbe oltre al Maſſimo perteſtimonio di Vittore, ma com abbiam fat-to vedere, atto ad eſſer adoprato ne publi-ci giuochi un Anfiteatro ſolo. Altra dimo-ſtrazion ci preſta l'avvertire, in quanto po-chi luoghi reliquie d. Anfiteatro Oggi ſi ri-trovino; poich' egli& certo, che dove foſ-ſe ſtata una fabrica dell' eſtenſione, e dellaſtruttura di quella di Verona, molto diffi-eil ſarebbe, che ſi foſſe diſtrutta in mododi non rimanerne pur l' orma; mentre leparti interne, e baſſe malagevolmente po-teano affatto perir da ſe, nè ſenza grandiſ-ſima difficolta del tutto disfarſi da gli uomi-ni: e poichè tale annichilamento non& ſe-guito in Verona, che per la ſua ſituazionetu ſopra ogm altra Cittꝭ di continuo eſpoſtaalle irruzioni, alle guerre, alle vicende,agli eccidii; molto meno dovrebbe eſſer ſe-guito nell' altre. Aggiungaſi, ch' una im-menſa quantità di cos grandi, e ſolide, e
riquadrate pietre, non ſaprei come poteſ-
Ver. Muſtr. Parte IV.
ſero eſſer si fattamente ſvanite, che nellevecchie fabriche di quelle Città non ſe nevedeſſe in copia; poichè miuno ſi prendeacura di farle in polvere, ma ſi toglieano dagli edifizj vecchi per uſarle ne i nuovi. InVerona però della parte ruinata dell' An-fiteatro con ſicuri contraſegni moltiſſimepietre ſi riconoſcono nelle mura antiche„ neponti, nella muraglia del Caſtel vecchio,nel baſamento di quella che circonda l' or-
to del Palazzo già Scaligero, or del Capi-
tan grande, e ſparſamente in pid altri uo
ghi.
Maggior ſicurezza di queſto fatto potràdarci una ſommaria ſcorſa per le provincieRomane. Qual parte in primo luogo avreb-be dovuto abbondarne pid della Grecia,ove tanto bolli l' amore degli ſpettacoli, etanto fiori I arte edificatoria, e fu sl grandovizia di marmi? e pure non furono inGrecia Anfiteatri, come ſi rende manifeſtodal conſenſo in tacerne di tutti gli Autori,e deꝰ monumenti Greci tutti; potendoſi bencredere, che nel paeſe, ove non fu ſaſſo,che rinomato non foſſe, non ſarebbe rima-ſa occulta, e immemorata una tanta mole.Pauſania, che si accuratamente la Greciadeſcriſſe, non nomind Anfiteatro mai. Cos!non ne parlò Polluce, che del Teatro ragio-nd tanto; anzi poſitivamente' eſcluſe„do-ve affermò due maniere di ſpettacoli averla Grecia, altri Gimnici, ed altri Scenici,e che il luogo di quelli era Io Stadio, diqueſti il Teatro. Ne cinque generi di cer-tami s famoſi in Grecia, niuna parte eb-bero mai Gladiatori, o Fiere: il che come
in molti libri, cos può riconoſcerſi nell“Antologia, ove di Giuochi ſi favella. Ho
però voluto ſcorrerne un Manuſcritto, ch-io ſperai poteſſe avere aſſai di più che le ſtam-pe, per eſſer di mano di Maſſimo Planude,che fu I ultimo raccoglitore d' epigrammiGreci. Conſervaſi tal codice nella publicaLibreria di S. Marco, e contien nel fine queltraſportamento dell' Evangelio di S. Gio-Vanni in verſi eroici, che comincia A Apo-vogο& c. dato fuori per Aldo la prima volta, e tenuta comunemente per di Nonnoautor delle Dioniſiache, ma fi aſſeriſce quieſſer d·Ammonio Filoſofo, e 5 5A HẽꝰYν⁰ νο 40 propos tisraſßehi&c.Ora a piè di queſt· opera notaſi, come fuſeritta da Maſſimo Planude in Coſtantino-poli 1 Monaſtero del 8 Avatore lto Incompi. bil, esp! Magi his 4 0Hav sure Konsul xõ) dog ar vuo lil. S ν po X pee l 2. A Rαταννν 7ru Coll vl: ed avanti eſſa& l' Anto-logia ſcritta dall'iſteſſa mano; ma con tut.to cid non ci ho 8 epigrammi oltra
gli
J. 3. c. 30.
III. 5..