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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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103-104
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Diar. It.c. 28. Ar-chi teotumnon figu-laris peri-

& fulſſe.

Ab. 1.

2 rg d

occhi molto grazioſo. Le ſcale interne, e

Se N,— 8 7 8 fger wn moſtra un paſſo di Tucidide, il quale nelle

4% a groſſe mura, per conſiglio di Temiſtocle

103

noſtrale, parte roſſo, e parte bianco dellecave, per quanto credono piu, di Greza-na dalla Città ſette miglia. II lavoro è ru-ſtico, ma grandioſo; di troppo maggior o-pera ſarebbe ſtato L'appianar qui, e ripuli-re queſte pietre vlVe, che il travertino diRoma. L' Ordine in tutti tre i piani è Toſ-cano, benchè altri abbia ſcritto vederviſitre diverſi ordini d' Architettura. Le partilavorate, cioè il Sopraornato del terzo pia-no, e i capitelli, e le cornici degli altri due,ſono di bianco, il reſtante regolarmente&di roſſo, il che dovea fare un accordo a 2¹

i gradi ancora, ſi vede da quel che mavan.24 ch'eran di roſſo. Le pietre vi furono u-ſate molto grandi, formandoſi col pezz2oiſteſſo, che con le teſte vien' a far faccia diparte e d' altra, tutto il fondo de' pilaſtro-ni. Non furon diſpoſte regolarmente, maſenza cura d' uguaglianza, o di corriſpon-denza fra loro, il che nel diſegno eſatta.mente ſi rappreſenta. Perdò forſe ad alcuniſtranieri parve I' Architetto poco perito,penſando conſiſtere in queſto! Architettu-ra. La ruſticità dell' opera, e le bozze inordine Toſcano, e in mole di tal genere, edi cos fatto materiale, ſembrano contri-buire a grandioſità, e a robuſtezza: le boz-ze per altro non ſon già rilevate, ma ſi ſuoldar tal nome al lavoro non compianato.E' oſſervabile l' antico uſo di non ripianarnelle pietre l' intero de i lati interni, chedebbono congiungerſi, ma un largo or lo ſo-lamente, laſciando rozo, e pid baſſo il me-20; o foſſe per riſparmiar lavoro, o perchènon cosl agevol ſarebbe il far che fi uniſſe-ro eſattamente, ſe doveſſero per tutto loſpazio combaciarſi inſieme: il che non 1vede perd in tutti i ſiti delle fabriche. Datal ſegno ſi poſſon riconoſcer talvolta le pie.tre dꝰ antichi ediflizj uſate ne moderni; edalcuna dell' Anfiteatro ſi riconoſce anche

da queſto tra le molte, che a tempo de

Scaligeri furono uſate nel pedamento del

muro, che ricinge l'orto del Capitano, do-

ve quelle, che ſopravanzan da terra, fan-no fede delle molte piu, che ſaranno ſtate

ge ttate ne fondamenti. 5

In tutto queſto recinto, e O51 nelle par-

ti interne che ſon di marmo, non ſi vede

uſata mai calcina, o malta, ma commeſſe

le pietre ſenza intriſo di ſorte alcuna. Si

combaciano bens! perfettamente, e ſon col-

legate inſieme, nelle volte de gli archi con

perni, o chiodi, nelle parti rette con chia-

vi di ferro, cioꝭ arpeſi. Tale fu l' uſo an-

tico; e quanto antico, ottimamente il di-

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buchi come veramente ſono

IBP ER I 104fabricate da gli Atenieſi intorno al Pireo,afferma, che non era d ghiaia, ud malta,na pitire grandi commeſſe inſieme,( tagliatein quadro, le efteriori afile quali colligdec fraoro con ferro e piombo: cosl credo doverſirendere le ſue parole. Molti ſono i Iuoghidi Scrittori Greci, nei quali I' iſteſſo ſi rav-viſa. Quinci come il Fontana afferma, ar-duo fu per la concatenazione delle ſprangheII lavoro di chi ſmantellò in età men rimo-te una parte del Coliſeo. Si praticavanotai legature ſolamenteri, come abbiamꝰ or veduto nel Greco Sto-rico, e conferma Vitruvio, ordinando, checon piomlo, e ſprangbe di ferro ſano legate isfronti. Da queſto uſo di concatenare an-tiche fabriche vennero a naſcer poi col tem-po que tanti buchi, che ſi veggon nel Co-liſeo, de: quali tante bizarrie ſono ſtate det-te, e ſingolarmente, che foſſero opera debarbari, o che ſerviſſero per piantar legnida ſoſtener tende in occaſion di Fiera. UnRagionamento ſopra di eſſi compoſe il dot-to Veſcovo Suareſio, delle ſei varie opi-nioni componendo la ſua. Ma abbiaſi percerto, non per altro eſſere ſtati fatti, cheper prendere il metallo, quale ſtringevauna pietra con'altra. In fatti aſſeriſce loScamoꝛzio nel libro delle Antichità di Ro-ma, aver conoſciuto, che in ogni partedel Coliſeo, o furon levate, o tentato dilevar le chiavi. Forſe nee mezani ſecoli ilmetallo era pid raro, e in maggior pre+oñe forſe l'abbandone di quella parte dellaCittà la fece frequentare da guardiani d'ar-menti, e da paſtori, che dalla povertà, edall' ozio erano indotti a sl fatto lavorio.lo ſoſpetto foſſe gia incominciata a tempodel Re Teodorico tal miſera ſorte di latro-cinio, potendo di cid intenderſi la ripren-ſione da lui fatta a chi rubava dalle mura-glie il metallo, e I piombo Nell Arcodi Suſa veggonfi per l' appunto ꝗlꝰ iſteſſi bu-chi, come ſi può oſſervare nella ſtampa da-tane da me nell' Iſtoria de' Diplomi, e degli Atti, dove ho fatto rappreſentar tali

Richieſto,quando fui ſul luogo, che ſignificaſſero; inpruova di quanto ho detto feci oſſervare,come i buchi ſopraſtanno ſempre al con-giungimento di due pietre, e non ſi veggo-no oltre a una certa altezza. Ma perchèognuno ſi rendea difficile a crederlo, man-dato in cerca di ſcarpelli, e fatto fare unſimil buco in ſito non ancor tocco, appar-ve la chiave, qual levata, e portata mecoconſervo fra le coſe antiche da me raccol-te. II ferro, cos! perchè pid tenacementèlegaſſe, come perchè foſſe da ruggine dife-ſo,& tutto circonveſtito di piombo, onde

appare

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nelle pietre eſterio-

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Caf. Far.lib. 3. 31.