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Ben però ſi può già riconoſcere, quantoſtorta idea ſi ſia finora avuta dell' Anfitea-tro; poichè anche la pianta, che ne ab-biamo nel vaſto e ſontuoſiſſimo modernolibro, e che ſi& qui poſta dinanzi a gli oc.chi, è quaſi tutta erronea. Vi ſi moſtranole ſcale ſolamente in due cinte, quando veera in tutte e tre, e delle ſcale, che vi ſiſegnano, quaſi la metà& fuor del vero.L'interno recinto vi ſi rappreſenta come
d un ſottil muro, quando ſerviva in certo
modo dalla parte interna di baſamento allamole. Si fanno in eſſo pid ſpaccature late.rali, quando niuna ve n era. Nel mezo pertraverſo ſi moſtrano due ſtrade maggioridell' altre, quando non erano, e terminan-ti nel Campo, quando non ſi entrava inqueſto che ſu le punte del ovato; e con
due porte, e pilaſtri iſolati preſſo eſse,
benchè ſcavando di qua e di IA non ſi ſia
trovata in que' ſiti apertura alcuna. Le
vie diametrali per largo eran bens! oppor-tune per l Imperadore, e per gli ſpettato-ri pid graduati, ſecome quelle ch eranproſſimè a migliori ſiti per vedere, ma nongia per b'entrar di coloro, con la cuicomparſa alle eſtremità ſi cercava di pro-
lungare il diletto. Si fanno nelle paſſate
piante i due archi di primo ingreſſo ſu lepunte dell' ovato quaſi dell' iſteſſa larghez-za degli altri, quando veramente v'è mol.ta differenza, e ſi fanno riſtringer quelledue vie come l' altre nel procedere al pun-to, con che ſi perde la pit bella fine Zadell' Architetto. Vi ſi rappreſenta final.
mente, che nelle punte del“ ovato una 1
la foſſe b entrata, e che quella via non foſ-
ſe pid larga, e non aveſſe quell' adiacen-2a di due ſtrade per parte, che la rende slmagnifica: quando oltre all' altre ragionineceſſaria era tale ampiezza, e raddoppia-mento d' ingreſſi anche per la pompa, e pergli apparati con che tal volta entravanonella piazua, e faceano prima di combat-tere ſuperba moſtra. 8 8Che cosi foſſe veramente, ſi può primaraccoglier da Plinio, ove dice, che unavolta Ceſare fece tutti gli arneſi per l' Are-na d argento; quale apparato ſi facea pre-cedere pompoſamente. Dice anche Plinioquivi, che allora fu veduto per la primavolta inſtigar le Fiere con maſſerizie di talmetallo; dove non poſſo non condolermicon quel miſero periodo, nell' ultima ſon-tuoſa edizione ſenza motivo alcuno, 8&lecito dirlo, fatto cambiar ſembianza: di-rd altresl di paſſaggio, che dove il teſto ha
waſu, forſe va letto arms; perchò dice al-
trove 1; iſteſſo Plinio, che in un Giuoco diNerone J armi, e J apparato furon d' ambra.
BRG DGN
Quando Fabio Valente celebrò un Giuoco.. l. 2.
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gladiatorio in Bologna, fece venir di Ro-
4.C
volt
Urbe
ma gli appreſtamenti, come ſi vede in Ta. alt.
cito. Ma ne gli Anfiteatri fors anco nelprincipio qualche ſpezie di Pompa s intro-ducea, che ſi direbbe in oggi Proceſſione,a imitazione delle Circenſi: mi naſce il ſoſ-petto dal cenno, che ne dà Prudenzio, ovenomina la Pompa Anfitratrals. S' impara inoltre da Iſidoro, come un genere vera di
altro per P altra, ſu bianchi deſtrieri, con
le, preccdendo le militari inſgus: quali ap-parenze, e comparſe richiedevano ſpazioſiingreſſi, e alle quali tornava molto bene Iaverne due altri preſſo il piu grande. Laclaſſe di coſtoro era nel lor genere la prima,e la piu nobile, come Iſidoro accenna, eArtemidoro altresl, affermando, che pre-diceano in ſogno moglie ricca, e nobile.Io ravviſo nel lor combattere la prima ideade tornei, e delle gioſtre. A tempo di Ci-cerone chiamavanſi con voce Greca Auda-bali, e perchè le celate impedivan loro gliocchi in gran parte, come anc' oggi avvie-ne in quel armatura, che ſi veſte, corren-do con lancie all' incontro, però uſaronotal nome proverbialmente per chi operavaalla cieca: parlò di queſto dottamente Li.
pſio ne. Saturnali. Che da i Gladiatotii. 22.
J. 18. c. 53.
Hb nat
Gladiatori, che combatteano a cavallo, e fiatcomè entravan queſti un per l' una porta J“ vn plu-
a.
5 8 1 8 8 rum primuselmi dorati, e con loro armi grandi e picco- lud, E-47.
A
combattimenti, e non da uſi Settentrionali,
come vien comunemente creduto, ſi origi-naſſero le Gioſtre, parmi di ravviſarlo an-cora negli Atti di S. Demetrio, citati dame nel primo libro; perchè in eſſi, mentreſta l' Imperadore ſingolari cortami oſſervandoa Teſſalonica dentro uno fleccato; introdot-
tovi certo famoſo Dullaute, che ſolea vin.
cer tutti, gridaſi, ch' eſca in campo chiardiſce contra lui combattere, e gran pre-mii perdò ſi propongono: per lo che, temen-do gli altri, ſcende un giovanetto da i gra-di, e francamente ſi preſenta. Tornandoal ſudetto paſſo d Iſidoro, ſi riconoſce an-cora in eſſo, come due furono le porte gradi dell' Anfiteatro, non quattro,& cI' una riguardava Oriente, Laltra Weicken-te; il che riſcontra nel Romano, ma nonnel noſtro, perchiè anche fuor di Roma,uando ſi trattava d' Anfiteatro, intendea-fl di quel di Tito. fOra un luogo ricorderò d- Erodiano, chemolta maraviglia recar ſolea ad un mio il-juſtre amico, cioè a Monſignor Torre Veſ-cov d' Adria, e veramente non potrebbeintenderſi, nè verificarſi mai, ſe!' Anfitea-tro foſſe ſtato qual nelle piante ſi& figurato
finora; ma ſi comprende ſubito perfetta-mente,
5 J-
eſtrium6.