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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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voglionſi intender le caves, ne molti paſſi

di varj Autori, che parlano di Fiere, e d'Aafiteatro. Bulengero vorrebbe intendereancora gli antri o ſtanze, che ſerive aver

Ln. vedute ſotto i gradini d' un Anfiteatro nel, Poetd: ma tali ſtanze non poteano ſervirper Fiere, come vedremo ove di eſſe. Cita egli ancora un paſſo di Vopiſco, che in-finite beſtie furono ſpinte fuori per tutti gliaditi; ma ivi ſi parla del Circo. Nel mo-do per noi detto portavanſi le Fiere anchenel Foro, quando avanti gli Anfiteatri nelForo ſi facean gli Spettacoli: appare da4. 6 Strabone, ove narra di quella machina al-8 1 5„trove mentovata, dalla quale ſi fèce ca-dere il condannato tra le gabbis di eſſe.Voce trovaſi uſata in queſta materia d-oſcura intelligenza. Ammian Marcellinoparagona la füria del Preſide Maſſimino aquella delle Fiere Anfiteatrali quando ſimettono in libertà rote le Poſticç, difra-tis tundem ſolutes Poſticis. La falſa preven-zione intorno alla ſtruttura degli Anfitea-tri, fece che il Salmaſio ſopra Vopiſcodiſſe ſignificarſi con queſta voce le por-te, per cui da lor ſotterranei uſcivan nellArena le beſtie, e preteſe di emendar unoſcuro paſſo dell Autor ſuo riponendovital voce nell' iſteſſo ſenſo. Della medeſi-ma opinione fu il Valeſio ſopra Ammia-no ſteſſo, ma queſto errore da quanto ſi& fin qui detto reſta gombrato ad eviden-2a; e inſieme fatto chiaro, come per Po-ſtice non altro ſi può intendere, ſe non leporte delle lor gabbie, quali alcuna vol.ta riuſciva alle beſtie di rompere. Forſefi dicean Poſtice per uſarſi di farle nonnella fronte, ma nella parte poſteriore. Siha queſto vocabolo anche negli Atti diS. Taraco, e compagni, leggendoviſi d' u-na Leoneſſa, che provocata ruppe la Poſti-ca. L original Greco dice, che non vo-lendo offendere i Martiri, tornò alla por-ta, e non venendole aperta, cominciò afar pruova di romper le tavole co' denti.Ma da cid non ſi pud trarre argomentoalcuno, e tanto piu che il fatto ſegul inCilicia, dove non ęrano Anfiteatri. Benne accennerò una menzion molto ſingola.re in frammento di Lapida de' tempi di0 Valentiniano, edita dal Fabretti, e men.tovata già da me nel primo libro. Leg.Fed. Lit geſi in queſta, AMPHIT EAT RUM5.%% q CUMPORTIS POSTICIIS ETOMNEM FAB RI... Par ci ſi par-11 di riſtaurazioni; e ſe il marmo dice ve-ramente Amphitcatrum, le porte poſtics nonpoflono qui intenderſi di quelle delle gab-bie. Dirò ſopra queſto quel ch' io ne pen-i. La voce poſticcio in volgar lingua eſpri-

J. 28. C. 1.

me ciò che non& fiſſo, e proprio d un

luogo, ma ſi mette, e leva: viene indu-

bitatamente da poſticus, che avrà però a-

vuto anche tal ſignificato in Latino. Cre:

dibil da cid ſi rende, che cosl ſi chiamaſ-

ſero nell Anfiteatro le porte, che tenean

ſerrati gli archi eſteriori dꝰingreſſo, le qua-

li, come moſtrano i veſtigj noſtri, e co-

me ſopra accennammo, non eran fiſſe, ma

ſi levavano i giorni di ſpettacolo, onde ve-

mano ad eſſer poſticcie. Queſte dunque

pud crederſi foſſer rifatte da colui, di cui

parla la Lapida. Auche in queſto ſenſo

ben quadrava il nome di poſticcis alle por-

te delle gabbie, perchè dovean metterſi,

e levarſi. Non laſcerò di dire, come un 15. 4.

luogo d: Apuleio fa credere, che ne Giuo- e

chi di Fiere foſſe ſolito metterſi machina fablicæ ture

di legno nel mezo a guiſa di mobil caſa 4% fee

ornata, e turrita, che ſerviſſe di ricotta. 1 7

colo pon la futura Caccia. Quivi però ſi ſa- reccprocils.

rebbero poſte innanzi, e preparate le Fie- 5

re, quaſi in tante prigioni, con porte, che

ben potean chiamarſi Poſtiaę. Dun palco,

ſopra il quale foffero eſpoſti i Martiri alle

beſtie, perchè foſſero veduti meglio,& da

intendere il Pulpito, e il Ponte, di cui 1

fa menzione negli Atti di Santa Perpe-

tua, e compagni; ſi vede in eſſi per con-

ferma di quanto avanti S detto, come

furon tratte le Fiere con le lor Caves ſul

palco, poichè eſſendo meſſo ſul ponte Sa- i, an Ur-

turo legato innanzi a un Orſo, e ee

non volle uſcir della Cavea. Ponte, Ur-A propoſito delle porte& noto il paſſo rade.

di Lampridio del mal'augurio, che fu pre. lit.

ſo per eller la Celata di Commodo ſtata

portata fuori dell' Anfiteatro per la porta

Libitinaria: cioè come dichiara Dione,

per cui ſi portavan fuori i morti. Queſta

porta altra eſſer non poteva, chò uno de

quattro aditi minori, per cui ſi entrava

nell' area, e ſi uſciva, e che dovea eſſer ri-

volto verſo lo Spogliario, luogo, dove ſi

porta vano, e ſi ſpogliavano i corpi de-

Gladiatori, e che dovea eſſer poco diſcoſto

dall' Anfiteatro: equivocd doppiamente in-

torno allo Spogliario il Cupeto ſopra il Ii.

bro de Mortibus, dopo aver molto ben ra-

gionato del ponte, o palco. Dione dice

Porte in plurale, perchè era forza trapaſſartutte quelle, ch' erano in quell' adito ovia. Non& da credere, che la mortualporta foſſe una delle due pid nobilis, co-me Lipſio moſtrò di credere, nè che una cb. ardi eſſe voleſſe renderſi di mal augurioNuova porta fece naſcer nell“ Anfiteatro,non ſi ſaprebbe per quab uſo, una lepidaſcorrezione de gli Atti di Santa Perpetua,cioè la Sanavinaria, di cui trattò il P.Poſſi-