An. Ro-man. t. 10.
% Præf.
0 4lh.
Egl. 7.
J. 35. c. 3.
873 CCC ¼ JJ 134
Poſſino, ſeguitato dal Grevio. Ma io ripo-ſi tempo fa nel mio eſemplare Sandapila-ria; della quale emendazione ora ho preſomiglior concetto, poichè ho veduto avercos giudicato anche il Canonico Mazochio:potea certamente cos eſſer detta la Libiti-nenſe, per le ſandapils, o cataletti, ſoprade' quali per eſſa i morti ſi porta van fuori.
Sopra l' orlo del muro, che ricingea laPiazza, era un poggiuolo, il qual ſervivadb ornamento, e di riparo, e dava nome diPodio a quel ſito: era alquanto pi am-pio degli altri gradi, e vi ſedeano intor-no ſopra panche di legno, e ſopra piumac-cetti i Senatori, ed i Graduati. Il muroera eſteriormente adornato di marmi nobi-Ii. L' argomento prima da i molti pezziſcavati nell' Arena noſtra in varj tempi d'Africano, di Verde, di Serpentino; e l' ar-gomento ancora dal cenno, che ne dà unPoeta, ove chiama queſto muro marmoreo.Come il tempo, e i riſarcimenti hannotutto guaſto, cos nel muro, ch' or rimanſepolto, non ho oſser vati ſe non pez zi q.un baſamento lavorato, che pare eſser giàſtato a ragguaglio del piano. Laſtricato dimarmo ſarà ſtato il pavimento del Podioſteſso, e varj frammenti di Pario, e d' A-fricano aſsottigliati in piccole laſtre, che ſiſono audati ſcoprendo, me ne fanno fede.II poggiuolo non è veriſimile, che aveſse
proiettura fuori del muro, perchè ſarebbe
ſtato tanto ſpazio perduto per la piazza,e per chi riguardava d' alto, nè ſe n' haindizio veruno, benchè per averlo detto Li-ſio, venga ora data queſta ſignificazionealla voce Podium. Qualche pezzo di colo-netta ſi è ſcavato di marmi oltramarini,ma non tale, che ſe ne ſia potuto ritrarcon ſicurezza la miſura, e la forma de ba-lauſtri, che ſaranno ſtati all' intorno.
Ora è da vedere, come foſsero ſicuri dal-le beſtie quei che ſtavan ſul Podio. DiſseLipſio, che il pian del terreno era pid baſsododici, o quindici piedi; ma in queſto mo-do l' area ſarebbe ſtata un pozzo, e unagran parte, ſe ne ſarebbe coperta a chi ſe-dea nella ſommità. Abbiam veduto avan-ti, come il terreno non era piu baſso delpavimento del Podio che quattro piedi emezo: eravi in oltre Paltezza del poggiuo-lo, che ſarà ſtato di piedi tre, in tre e me-20: ma perchè non baſtava li altezza diſette in otto piedi per aſſicurare dal ſalto d-una Tigre, o d' un Pardo, era provedutonel Circo a tempi di Ceſare prima con can-celli di ferro, poi con un foſso; nell An-fiteatro con piu ripari, cioè di reti, di
unte, e di palizate verſatili. Le reti, chedifendeano il Podio, ſon nominate da Pli-
Ver. Iluſtr. Parte IV.
7) bCbwbwõõ ³ Aſddͥͥͤ(ß0öͤ0uͥ ĩ ¾ m ⁵ iv
nid, ove narra, che in Giuoco di Neroneſi annodarono col ſuccino, Son nominateanche da Calpurnio, il qual dice, che ne-gli ſpettacoli da lui veduti fur d' oro, o ſiaindorate. Non è certo per queſti paſſi, ſefoſſero ramate di metallo, o reti di corde;quand altri non voleſſe intendere l' auro ror-7% di Calpurnio per lavorate d' oro filato.
E credibile s' innalzaſſero ſopra i poggiuo-
li; ma ricavo dallo ſteſſo Poeta quel che
dovea ſervir pid di tutto; cioè che unita
alle reti era una ſerie di punte molto lun-
ghe in forma di denti, che ſporgeano ben
avanti nell Arena, e com' io credo,&' in-
curvavano verſo eſſa, con che s impediva
alle beſtie il lanciarſi. Erano ancora preſſo
al muro legni rotondi, e mobili, che im-
pedivan loro il far forza in eſſi, e l aggrap-
parſi. Non ſo s' era nell' Anfiteatro, che
ſtava dietro tal palizata a vedere turba di
plebei, onde mancando alcune volte i con-
dannati alle Fiere, Caligola ne fece pren- Pio. J. 50.
dere alquanti, e gli fece ſervire di condan-* v8 i-8 8 5 r 5 8. A fg
nati. Gli oſcuri verſi di Calpurnio, in cui e e
tutti i ſudetti ripari s imparano, e' in- e;
tendere i quali ſenza una piena contezza
dell' Anfiteatro non ſarebbe poſſibile, ad-
durrò qui, e la verſione inſieme, con cui
ho procurato di fargli chiari. Nel quinto
verſo leggo ſecondo h ottima emendazion
del Salmaſio ſopra Vopiſeo. Che debba in-
tenderſi per la Cinta, e Portico nel verſo
primo ſarà dichiarato fra poco. Leggo rot æ
nel ſettimo, e tortis nell' ottavo, perchè
totis dentibus in queſto luogo mi par conve-
nire alquanto meno. 5
Balteus en gommis, en illita porticus auroCertatim radiant; nec non ubi finis AronæProxima marmorbo peragit ſpoctacula muro,Stef nitun adiunctis ehur admmirabilb truncis,
Et doit in rutulum, toreti qui lubricus arsInpoſitos ſubita vertigine fallerot ungues;Excuteretque feras: auro quoqus tota rgfulgentRetia, quæ tortis in Arenam dontibus ct ant,Dentibus æquatit: ct erat, mibi crocs, Eycota,Si qua fides, noſtro dens logion c, Ai.
Shlendhono. gar il Portico,, la Cinra,Qusſia di gemms, e Hor. quel: non ienPreſſo al marmorco, dhvb il Campo ha fins,Muro, avorio mirabils riſplende
Ai palli intorno, e 4 formar vien cancelliGircvoli, no quai lubrico ingannoTrovan le Fiere, che aſferrar non ponno,Deliſe I ung bie lor dal volger pronto.Doro ſplendono ancor le reti tutte,
Che ſi ſpingon co denti iguali, e adunchi 5Verſo il Campo; e ogni dente(alllimi fede)Non era lungo men de noſtri aratri.
1 2 CAPO