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Verona Illustrata / [Scipione Maffei]
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garſi del giro, come può vederſi nella ter-

2a tavola. Ogni linea ne ha ſedici, ondeſono in tutto 64. Nella ſeconda principian-do da terra, mancano i due, che doveancadere ſu la punta dell' ovato, perchè loſpazio ne vien occupato dal dirizzarſi dellavolta per far luogo alla porta grande delCampo; ma ſon rimeſſi nel mezo per lar-go, dove due ſe ne veggono aſſai vicini, inluogo d' uno che dovea cader nella diame-trale. Si accoſtò al vero il Deſgodetz, an.che nella ſituazione di quei di Roma; e in-contrava del tutto, ſe a ragguaglio de i no.ſtri compiva il numero de Vomitorii dimezo nella ſeconda linea, e poneva anchei ſedici delb ordine inferiore, eſſendo certo,che non potea in queſta diſtribuzione eſſerquell: Anfiteatro diverſo. Quattro ſole diqueſte aperture davano ingreſſo nella piaz.za, come abbiam veduto, e ſeſſanta ne ri.maneano per gli ſpettatori, quali benchèin grandiſſimo numero per ſeſſanta portepoteano avere molto ſpedita entrata, eduſcita.

I gradi, come ſi può vedere nel lor pro-filo alla Tavola X, ſono al preſente innumero di 45, diſtribuiti cost. Uno è ſot-terrato: cinque ne vien' a ocupare il Vo-mitorio pid baſſo: per altri fei ſi arriva al-o sbocco del ſecondo, il quale ne im-

porta tre: poi dodici ſe ne contano fino

al piè del Vomitorio terzo, il quale necomprende quattro: ſette ve ha fino alquarto, che h'occupa due ſoli„e cinqueſono ancora ſopra di eſſo. Non ſi può ac-certare quanti foſſero in antico preciſamen-te, per lalterazion delle miſure, e peraltre circoſtanze, che toccheremo appreſ-ſo. Da piedi ne abbiam' ora due di pit?nella cima uno, o due di meno, eſſendoſiquelli che riſtaurarono tenuti più baſſi,come da veſtigj in alcuni luoghi ſi riconoſce.

Non ſi creda però venir dal primo Archi-

tetto la diverſità, ch' ora abbiamo eſpoſtanell' altezza delle aperture, mentre unataglia cinque gradi, altra quattro, altradue. Le lor porte, quali in ognun dequattro ordini tuttavia ſi veggono alle in-terne loro feale, ſon tutte uguali, e u-

uali ſaranno ſtati ſenza dubbio anchegli occhi„e Oognuno in quattro gradi,corriſpondendo alf; alteaza delle porte ſteſ-ſe: ma cos! hanno trasformato i riſarci-menti, ora attraverſando piii gradi chenon doveaſi, ora meno. Hanno parimen-

te trasformate le uſcite, doyendoſi ora ab.

baſſare il capO al riuſcir ne gradi, per nonurtar nelle pietre di ſopra, dal qual diffet-to lontaniſſima era I antica ſtruttura. Ben& notabile la diverſità dello ſpazio, che

corre tra una linea di Vomitorj e l'altra,creſcendo dieci piedi J intervallo, ch& tra

la ſeconda e la terza, ſopra quello ch era

dal Podio alla ſeconda, e dalla terza all'ultima.

Non biſogna credere, che i gradi con-tinuaſſero dal baſſo all' alto ſempre ugual-mente, come or ſi veggono, perch' eranointerrotti da alcune diviſioni, ſomiglianti

a gradi pid larghi, e pin alti Vitruvio

le chiamò Precinzioni. Onorio Belli, cita-

to da me nel primo libro, in un Teatro

a Gortina ne vide una, che partiva i gra-

di in due parti uguali: in altro Teatro nel-

la Città di Litto ne vide tre: ma ne Tea-

tri ſervivan queſte principalmente per li

vali di metallo, de' quali vide in eſſe il

Belli le celle, o nicchie. Ottimamenteſcriſſe Leon Battiſta Alberti, aver gli an-

tichi diviſi i gradi da ſedere in tre parti,

ed a ciaſcuna di queſte diviſioni aver fat-

to attorno attorno un grado pid largo degli

altri, e ſopra tai pianerottoli eſſer arriva-

te le ſcale, delle quali parleremo appreſſo.L'altezza delle Precinzioni non dovea eſſermaggiore della lor larghezza, cioè a dire,

che la parte perpendicolare dovea uguagliar

la orizontale; come inſegna Vitruvio, il J 5. b. 3.teſto del quale, non cred- io gi in quel 2% le-luogo corrotto, come vuole il Perrault, 1che diverſamente il traduſſe, perſuaſo che Hr,

5„— Arosis ItsPaltezza delle Precinzioni eſſer doveſſe la 47 1995

metà minore della larghezza, al che piii udo.coſe ripugnano. Ma quante foſſero nell An-fiteatro le Precinzioni, e quale il lor ſito,& da inveſtigare. sParrebbe, che aveſſer dovuto eſſere allosbocco de Vomitorii tutti, per dar mag-giore ſpazio a gl' ingreſſi; benchè indizioaleuno non ne ſerbi I' Anfiteatro noſtro, ſenon al piano de i terzi, dove deformatoe tutto il giro per un gradino metà pidſtretto degli altri, e che reſta inutile.Mi penſo, che ciò veniſſe da'riſtauratori,1 quali trovando quivi ſpazio, che per ungrado parea lor troppo, e per due łroppopoco, preſero I ingegnoſo ripiego di karre,ne uno, e mez2o. La faſeia delle Precin.Zzioni era nell Anfiteatro Romano lavorataa moſaico, Overo commeſſa di lucidepietre, e prerioſe Pimparo dal luogo po.co fa addotto di Calpurnio, ove nomina 117275 impiaſlrato 45 gemme, ch altro non&ſe non la Precinzione: quivi perꝰ parreb-che tal lavoro foſſe ſtato a poſta fattoer la ſontuoſità di qualche ſpettacolo; maud anch eſſere, che tale non inuſitato or-namento contribuiſſe a far dare alle Pre.einzioni nome di cimole. Si ſono qui di-ſotterrati una volta pezzetti di vetro dora.to,