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Za calcina collegate inſieme, come appuntoſon quelle de Temꝑj di Pola, dove largheaſsai, e poco pid groſse d' un piede, age-volmente ſi poſson levare, e ricommettere.Il Caſaubono, che non dovea aver' oſserva-to edifizj antichi, non ſeppe capire il traſ-porto di detto Tempio, e diſse però nelleſue note à Sparziano, doverſi intendere,che ne foſſe fatto un altro di nuovo. Maben pid difficil fu il traſportare, che perteſtimonio di Plinio ſi fece, ſerrata in tavo-le da Sparta a Roma un eccellente pittura,ch'era ſopra un muro, al uſanza Greca dimattoni fatto, tagliando però ſenza romper-la l' incroſtatura, il che tuttavia trovaſi orain Venezia chi ha felicemente praticato pidvolte.
Sopra l'altre anticaglie di Pola fu cele-brato dal Ser lio un Teatro, di cui per ſom-ma ſyentura appena ſi ravviſa veſtigio. IIſopranominato de Ville disfece crudelmen-te da fondamenti tutte le parti, che ne ri-maneano, e ſi valſe delle pietre per fabri-car le cortiſſime ſue cortine, e i quattro ba-ſtioni della piccola Fortezza, quale non daun lato, ma reſta nel mezo della Cittàſoyra un colle, e fuor di queſta magnifi-cenza di materiale non è riuſcita ſecondob'arte gran coſa: parrebbe a poco altroaver lui penſato, che al piacere di met-ter' in opera si grandi, e s nobili pezzidi marmo. Per cooneſtare alquanto I'in-degnità d'aver diſtrutta cos ſuperba reli-quia, favola racconta non mai quivi inteſad' una eruttazion di fuoco, che n' aveſſeanni avanti buttata in aria gran parte. Eraqueſto edifizio poco lungi dalle mura apiè d'un colle, ch'è ſu la ſiniſtra dellaCittà verſo il mare, e ſi chiama del Zaro,nella qual voce ſi trasformò ne: mezani ſe-coli quella di Teatro; poichè il Theta Gre.co per ragion della pronunzia paſſa in zeta,onde da bi¹⁰j,id)i& fatto Zecca, frodateperò dal popolar linguaggio due lettere ſi
e fatto Zaro. In Latino ſi ſcriſſe Zadrum,
e Iadrum: imparo ciò da una Carta dell.anno 1303, inſerta in gran volume, chetengo fra miei Mis, contenente ampia rac-colta de inſigni documenti Veneti Si an-noverano in tal Carta le giuriſdizioni, cheteneva il Patriarca d' Aquileia nell“ Iſtria;e dove ſi parla di Pola, ſi hanno queſteParole:, Habet ibi duo antigua Palatia,ſcilicet Iadrum, et Harenam, er palatiumg in 2 Platea Ci vitatis 1 quaſdam Aliasdomos, ot quicumus accipit alipuem lapidlamde dictis Palatiis Iadri et Harenæ, pro ꝙuo-let lapide quem accipit ſolvit domino Ha.t riarchæ Bigantiot centum. Bella notizia&
queſta, che inſegna, come ne gli oſcuri
ef. Aaſir. Parte IV.
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tempi aſſai pid tal volta ſi poſe cura nel-la conſervazion delle antichità, che ne-piu illuminati non ſi& fatto; eſſendo im-Poſta allora la non leggera pena di cen-to monete a chi una ſola pietra da i Tea-tri di Pola prendeſſe, per valerſene in altr-uli, come pur troppo fu ſolito da per tut-to, e dalla qual coſtumanza venne il fata.le eceidio delle antichità, aſſal più che dal -le barbare irruzioni, o dal tempo. All'a-vanzo del ſudetto Teatro grand applauſofece il Serlio, affermando, che l' ingegno-ſo Architetto ſi era ſervito del monte,come in pin altri Teatri fu fatto, peruna parte de i gradi, e fatta nel pianoL'orcheſtra, e la ſcena, e gli edifizji ap-partenenti. Diſſe altres, ch era d'ordineCorintio, e di opera, e di pietre riocchiſ-ſimo, cen gran numero di colonne, edoppie ſcale, e con ornamenti di porte,e di feneſtre dentro, e fuori. Molti pez-2i lavorati ne avanzarono, e rimaſèro preſ-ſo il Caſtello non poſti in opera; de' qualiha oſſervato eſſer di marmo Greco i pochi,che ancor vi reſtano, dove p'altre anti-chità del luogo ſon tutte di pietra delpaeſe. 5.
Dall altra parte della Città in poca di-ſtanza, e non più di forſe dugento pert ichelontan dal mare,& l' Arena, come fu ne-mezani ſecoli denominata. Non vedeſi,che heſterior recinto(nè altro potrebbe ve-derſi, perchè I' interno fu di legno) maqueſto& un miracolo di conſervazione,mentre di tutto il circuito dal baſſo all' al-to nulla manca, ſe non per quaſi due brac-cia nel ſuperior piano, come moſtra il di-ſegno, dove fu già da un altro balordo In-gegnere oominciato a disfare, per valerſiparimente delle pietre, il che fu toſto vie-tato: barbarie tanto pid eſecrabile, quan-to che nel paeſe niente abbonda piu chela pietra; e tante avverſa alla mentepublica, che nell ordinaria Iſtruzione 77Rettori di Pola attenzion ſi commette dalPrincipe per la conſervazione di quelle an-tichità; in effetto di che ſi ſon fatte, nonha molto, con ottimo provedimento al-lontanare alcune vigne, che dalla parte delmonte erano ſtate avanzate fino a pilaſtri,ſenza laſciar via intermedia. Manca altre-sI Parchivolto d' una delle due maggioriporte, e alquante pietre nella pilaſtrata
roſſima del ſecondo piano verſo il fondo,ove da una pietra rimaſa ſola nel mezo,non piii larga di piedi due once ſei, ſi ſo-ſtien da gran tempo tutto il ſuperior peſo,avendone altra ſopra di ſe, che non reſtaincaſſata, ſe non per once otto, e penden-te in fuori pid di tre piedi: manca altresl
f N buona