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VATICANA. LIBRO IL
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saggio discernimento conobbe Egli , e concepì ilvero. Conobbe, e concepì, che nella Cùpola Va-ticana non vi erano danni tali , da' quali verunaperniciosa prossima , o certa conseguenza temer sidovesse . Neh’ anno stesso 1741 accadde la mortedell' Eminentissuno de’ Lanfredini , che alla beatavita passò addi 16 di Maggio.
205. Frattanto, nel seguente anno 1742 li 18di Giugno, Monsignor Altoviti fu elevato alla Di-gnità di Chierico di Camera; e contemporaneamen-te neh’ illustre posto di Segretario ed Economo del-la Rev. Fabbrica di S. Pietro fu per successore diquello da SVA SANTITÀ' costituito Monsignor Gio:Francesco Abbati Olivieri , non meno che il suoPredecessore egli pure instrutto d’ eccellente zelo,ed ornato delle medesime esimie qualità d’ animoe di mente , e degno imitatore dell’ egregie virtùdel paterno suo Zio Fabio Abbati Olivieri dellaSanta Romana Chiesa Cardinale di sempre glorio-sa memoria .
XXV. DELL’ INCREMENTO DE’ ROMORIDE’ QVARTI DIFETTI NELLACVPOLA VATICANA.
20 6. Passavano ali’ ora senza gravi rumori lecose: ma nel volgersi del seguente anno 1742 an-darono crescendo oltre modo i discorsi intorno idanni della gran Cupola di S. Pietro : pretenden-dosi da alcuni, che gravissimi, e perniciosissimi di-fetti nella medesima si scoprissero : e riputandosi daalcuni altri, che non vi si scorgessero tali pregiu-dicj, da’ quali o sospetti d’ instanti mali, o agita-zione veruna concepir si dovesse ragionevolmente .La controversia s estese non solo a’ diversi oggettide’ danni , ma ancora a’ varj modi da impiegarsiper i rimedj: sicché complicata molto, e ravvilup-pata la questione divenne.
207. Né di quella complicazione è da maravi-gsiarsi. La forza d’ una certa naturale inclinazione,c he porta gli Vomirsi a considerare le rilevanti ma-terie , eziandio se loro non appartengano, ad un prin-eipio innato di voler suggerire rimedj a’ mali , edun a tal qual fermentazione de’ discorsi resi popolarionde nuove opinioni nascono di qualunque sorta ,ono tutte cagioni possenti ad acuire 1’ industriane .e amplificazioni de’ ragionamenti, ed a far porrein opera tutto ciò, che di novità 0 il fatto, o leconghietture, ed altresì le dubbietà, 0 la fola im-maginazione somminist r i no . E quelle stesse cagioniaveranno contribuito facilmente la loro parte adaccrescere, e complicar i rumori sparsi nel tempodi quest ultimo affare concernente alla gran Cupo-la Vaticana . In tali casi ella è una grande dis-grazia , che alcuni Dotti , se fi formino qualche
pregiudicata opinione, riescono indi ( come un Sag-gio ci lasciò scritto ) più insistenti del Popolo me-desimo; perché dessi s’intestano ugualmente e delpregiudicio , e delle apparenti ragioni, che nascer
10 fecero.
XXVI. DELLA CVRA ZELANTISSIMA DISVA SANTITÀ' PER LA CVPOLA.
208. Quali fossero gì’ indicati rumori intorno a’pregiudicj, ed a’ progettati ristami della Cupola diS. Pietro, e seppe, ed ottimamente considerò il re-gnante SOMMO PONTEFICE , Principe quantomagnanimo, tanto geloso della conservazione dellemagnifiche Opere, e distintamente di quella , chenel genere suo tutte le altre con la propria son-tuosità supera, e vince. Pronfondamente Egli inte-se , non picciola essere la quantità delle cose , dicui le instruzioni abbisognavano, molte le viste ,che si dovevano seguire, distinta 1’ applicazione dadarsi a materia sì importante, e sì grande. A tut-to ciò riflessione fece NOSTRO SIGNORE, e sag-giamente pensò, e con sommo zelo attese alla proc-curazione de’ mezzi utili al discernimento del vero.Ed alle premure di SVA SANTITÀ’ conforman-dosi Monsignor Olivieri Economo e Segretario dellaRev. Fabbrica, con una sollecita provida cura, neldì 22 Settembre dello stesso anno 1742 visitò laCupola di S. Pietro insieme con varj Soggetti de-gni d’ una stima distinta. La qual Visita fu la ca-gione , e 1’ argomento ancora d’ un erudito Discor-so ( una copia, quando fui in Roma, ne ebbi dallasempre benefica benignità del medesimo MonsignorOlivieri ) steso in quel proposito dal Signor A-bate D. Saverio Brunetti ; del quale Discorso 1’esordio è il seguente : Questa mattina 22 Settem-bre 1742 fummo a visitare la Cupola di S. Pietroin Vaticano , Monsignore Olivieri , il Signor ConteCrispi pentissimo nelle Matematiche , Monsignor Mi-chel' Angelo Giacomelh parimenti insigne Geometra ,
11 Signor Vanvitelli esimio Architetto , il P. Santi-ni Crocifero , il Signor Filippo Bianchi Benescia-to , Io Saverio Brunetti , ed altri , come V ab agita ,Mancini ec.
2 op. Di questo Discorso trasporterò ad altro luogoil Compendio, e medesimamente d’ altre Scritture.Conciossiachè darò altrove unitamente delle Scrit-ture i Compendj con la dovuta storica fede, e li da-rò in quel luogo ove troverò opportuno l’usare la con-veniente esatta cura per mettere insieme, in vero ebuon lume, tutto ciò, che da varj Autori in varieScritture fu promulgato. Farò una tal unione; seb-ben non mi è già ignoto, parere in varj casi, che
Q nel
(1.) Art. 253. Se seg.