MEMORIE ISTORIO HE DELLA CEPOLA
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XXIV. DEL PRINCIPIO DE’ ROMORI DE’QVARTI DIFETTI NELLA CVPOLAVATICANA.
201. Ma di tal controversia agitata al tempodel Vernino , e delle altre anteriori ancora , ripu-tar si dee più grave 1’ ultima, e per molte circo-stanze assai più importante ; e F Epoca di questaporre si può circa F anno 1740 : tralasciando, chepoco dopo il 1735 messi furono alcuni marmi acoda di rondine attraverso alle spaccature, che esi-stevano; naturalmente per sospetti ali’ ora nati. Inesso anno 1740 principiò in realtà ( benché lenta-mente ) a formarsi la questione , o a svilupparsi ;quando si cominciò a fare un qualche discorso, eda propagarsi in alcun luogo un certo oscuro bassoromore di cose spettanti a’ danni della Cupola Va-ticana . Questa estrema controversia fu la sola ca-gione , per cui ho intrapreso di scrivere ; benchénon sia stata la sola materia , di cui sin qui hoscritto ; e molto scritto. Era la materia complica-ta di tante cose , che o hanno la loro parte incostituirla , o la modificano , o la assomigliano, ole prestano lume, che senza un diligente esteso ap-parato di cognizioni non vi era il modo o di es-poner tutto ciò , che vi entra , o di ragionevol-mente ( per dir cosi ) sospettar di tutto ciò , chevi può entrare .
202. Aveva ali’ ora la cura di quel magnificoEdificio Monsignor Luigi Innocenzo Altoviti, cheteneva 1 ’ illustre Carica di Segretario ed Economodella Rev. Fabbrica di S. Pietro ; e le cose dellamedesima amministrava egregiamente . In quellostesso anno 1740 ( il giorno 17 Agosto ) per Di-vina ammirabile disposizione alla Suprema Pontifi-cia Sede esaltato fu BENEDETTO XIV , PadreSantissimo della Cristianità, Ottimo Principe . For-nitissimo Egli di pura pietà, di zelo per la Reli-gione il più squisito, di somme virtù, e di eccel-lenti dottrine , pose sapientissimamente il fervorososuo studio a preservare i santi Cristiani Dogmi, eF Ecclesiastica Disciplina. Nel medesimo tempo an-che sollecita cura si prese di regolare , e ridurreprovidamente ad ottima forma le cose del Princi-pato . Tra le quali , che le pubbliche grandioseFabbriche tengano un luogo distinto, non vi è chinol sappia . Cosi la mira ali’ ottimo spiritual reg-gimento, ed al temporale fece si, eh’Egli la ma-gnanima sua attenzione per gF illustri Edificj rivol-gesse, spezialmente alle Fabbriche de’Sacri Tempj.Ed in tale proposito di molte di Lui eccelse idee,ed opere dir si potrebbe : ma, seguendo il nostro in-stituto, si fermeremo solo nel riflettere alle parti-colarissime premure , eh’ Egli pel Tempio Vatica-no nodriva.
203. Onde , come era sommamente attento al-la perfetta conservazione d’ esso nobilissimo edegualmente sontuoso Tempio , cosi fu facile , chevedesse in qualche lume posta quella certa , cheprincipiava a diffondersi , opinione di danni dellasuperba Cupola del Tempio medesimo . E, rivol-gendo Egli lo sguardo al governo delle cose dellaFabbrica di S. Pietro, e delle persone per la stessaimpiegate, gli piacque d’ accrescerne in modo insi-gne la Presidenza. Con un Breve segnato sotto li17 Dicembre dello stesso anno 1740 vi deputò iCardinali di S. R. C. Giacomo Amadori già de’Lanfredini, e Carlo Rezzonico, Eminentiffimi nonsolo per dignità, ma per pietà, per virtù, e persapere, ornati di menti sublimi atte e perfette perF amministrazione di qualunque affare spettante allacura del sacro grande Edificio : e per Segretario vicostituì un Prelato ragguardevolissimo per ogni tito-lo, che fu Monsignor Martino Intrico Caraccioli ,ali’ ora deli’ una, e F altra Segnatura Referendario( e nel 1746 Nunzio Pontificio alla SerenissimaRepubblica di Venezia ) . E fece questa destinazionemosso da una saggia abbondevole previdenza, non dadisordini, che vi fossero; come nel Breve espressosta chiaramente. Del qual Breve si rilevanti fono iperiodi primi, che non posso non trascrivergli ; edeccone le precise parole : BENEDICTVS P. P. XIV.Diletti jìln nojìn salutem & apojlolicam benedittio-nem . Bajìhcam Vattcanam , cujus minijìerio , dum inminoribus ejsemus , adscnbi mcruimus , oculis aspicien-tes , laudabamus incredibilem sollicituâmem Romano-rum Pontìficum Praedecejsorum nojîrorum , qui nonsolum ad tantam magnifìcentiam splendoremque per-duxerant , verìtm etiam salutari providentia conten-der ant , ut ejset unde ad augujìijfìmam Bajìhcam sem-per sartam tettamque conservandam , augendamquesuppedìtaretur quidquid ad tantum opus conduceret ;emolumenta nimirum , quae undique colliguntur , &Fabricae Basilicae Principis Apojìolorum de Erbe , utdici tur , additta reperìuntur . Nos autem , etjì mìni-me ambigimus , quin negotia Fabricae hujusmodi re-tte santteque peragantur , tamen nolumus , ut in iis ,quae providè sapienterque Jlatuta sunt , ne quodam-modo senjìm in desuetudinem abeant , Apojìolicae no-Jìrae servitutis , & ’uigilantiae partes desiderentur .
204. Viro de’ grandi importanti fini era, che laBasilica sarta tettaque conservaretur . Onde ben sta-va che anche di ciò i due Cardinali , VìsitatoresApoJlolicì , avessero esatta cura ; e la ebbero in fatti.Mentre unitamente rifossero di visitare essa Fabbri-ca, e la gran Cupola in particolare ; come ( essen-do da grave infermità F Eminentiffimo de’ Lanfre-dini impedito ) poi, nel principio dell’ anno 1741 ,con fervida premura F Eminentiffimo Rezzonico fe-ce . E neh’ esecuzione di detta visita, con perspicace
saggio