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Tomo primo.
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XLVI
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Diligenza fiticoseLjftr detto effetto .

xlvi della Pittura.

parere, che ella venga innanzi, e per questo fi chiama scorto. Di questaVratìca di Michela- non fu mai pittore , o disegnatore , che facesse meglio , che s’ abbia

gitolo in tal lavoro, latto il nostro Michelagnolo Bonarroti : ed ancora nessuno meglio gli pote-va fare , avendo egli divinamente fatto le figure di rilievo. Egli primadi terra , o di cera ha per questo uso fatto i modelli : e da quelli , che piùdel vivo restano fermi , ha cavato i contorni , i lumi, e 1’ ombre. Que-sti danno a chi non intende grandissimo fastidio ; perché non arrivano con1’ intelletto alla profondità di tale difficoltà , la qual’ é la più forte a farlabene , che nessuna , che sia nella pittura. E certo i nostri vecchi , comeamorevoli dell’ arte , trovarono il tirarli per via di linee in prospettiva , ilche non si poteva fare prima , e li ridussero tanto innanzi , che oggi s’ hala vera maestrìa di farli. E quelli, che li biasimano ( dico degli artefici no -stri ) fono quelli, che non li fanno fare , e che per alzare se stessi , vannoabbassando altrui. Ed abbiamo assai maestri pittori, i quali, ancorachévalenti , non si dilettano di fare scorti : e nientedimeno, quando gli veggo-no belli, e difficili , non solo non gli biasimano , magli lodano somma-mente . Di questa specie ne hanno fatto i moderni alcuni, che fono a pro-posito , e difficili , come sarebbe a dir in una volta le figure , che guardan-do in su scortano, e sfuggono, e questi chiamiamo al di sotto in fu , eh’ han-no tanta forza, eh’ egli bucano le volte . E questi non si possono fare, se nonsi ritraggono dal vi vo , o con modelli in altezze convenienti non si sannofare loro le attitudini , e le movenze di tali cose . E certo in questo genere ,si recano in quella difficoltà una somma grazia, e molta bellezza, e mo-strasi una terrìbilissima arte. Di questa specie troverete , che gli arteficiScorti fatti d' sotto no ^ r * ne ^ e v,te l° ro hanno dato grandissimo rilievo a tali opere , e condot-in su . 1 ‘ c tele a una perfetta fine , onde hanno conseguito lode grandissima. Chia-

mansi scorti di sotto insù, perché il figurato é alto, e guardato dal!' oc-chio per veduta in su, e non per la linea piana dell’orizzonte. Laonde al-zandosi la testa a volere vederlo , e scorgendosi prima le piante de’ piedi, e1’ altre parti di sotto , giustamente si chiama co ’l detto nome .

CAPITOLO XVIII.

Come si debbano unire i colori a olio , a fresco , o a tempera , e come lecarni , i panni , e tutto quello , che fi dipinge , venga neW opera a unirein modo , che le figure non venghino divise , ed abbino rilievo ,e forza , e mostrino lopera chiara , ed aperta.

L Unione nella pittura é una discordanza di colori diversi accordati in-sieme , i quali nella diversità di più divise , mostrano differentementedistinte 1’ una dall’altra le parti delle figure, come le carni dai capei -Difetti del modo di li , ed un panno diverso di colore dall' altro . Quando questi colori son mes-cclorire . si in opera accesamente , e vivi con una discordanza spiacevole , talché

siano tinti , e carichi di corpo , siccome usavano di fare già alcuni pittori ;il disegno ne viene ad essere offeso di maniera, che le figure restano piùpresto dipinte dal colore che dal pennello, che le lumeggia, e adombraAvvertimenti nella fatte apparire di rilievo , e naturali . Tutte le pitture adunque o a olio, odilribuzione de’ co. a fresco, o a tempera si debbon fare talmente unite ne’loro colori ; chequelle figure, che nelle storie sono le principali , venghino condotte chia-re chiare ; mettendo i panni di colore non tanto scuro addosso a quelle d’ in.nanzi , che quelle , che vanno dopo , gli abbino più chiari, che le prime ;anzi a poco a poco , tanto quanto elle vanno diminuendo allo indentro ;

diven-