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Tomo primo.
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XLVII
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della Pittura. xlvii

divenghino anco parimente di mano in mano e nel colore delle carnagioni,e nelle vestimenta , più scuro . E principalmente si abbia grandissima av-vertenza di mettere sempre i colori più vaghi, più dilettevoli, e più belli Coleri .nelle figure principali, ed in quelle massimamente, che nella istoria ven-gono intere , e non mezze , perché queste sono sempre le più considerate , equelle , che son più vedute , che 1’ altre, le quali servono quasi per camponel colorito di queste , ed un colore più smorto sa parere più vivo 1’ altro,che gli é posto accanto ; ed i colori maninconici, e pallidi sanno parerepiù allegri quelli, che li sono accanto , e quasi d’una certa bellezza fiam-meggianti . Né si debbono vestire gli ignudi di colori tanto carichi di cor- jj e . paneggiamenti .po , che dividine» le carni da’panni, quando detti panni attraversino dettiignudi , ma i colori de’ lumi di detti panni siano chiari simili alle carni , ogialletti, o rossigni , o violati , o pavonazzi, con cangiare i sondi scurettio verdi , o azurri, o pavonazzi, o gialli ; purché tragghino allo scuro, eche unitamente si accompagnino, nel girare delle figure , con le lor ombre,in quel medesimo modo , che noi veggiamo nel vivo, che quelle parti,che ci si appresentano più vicine ali’ occhio , più hanno di lume , e 1’ altreperdendo di vista, perdono ancora del lume , e del colore. Così nella pi t- uso de'colori cerni-tura. si debbono adoperare i colori con tanta unione , che e’ non si lasci uno nitnt , e .

scuro , ed un chiaro sì spiacevolmente ombrato, e lumeggiato , che e’ sifaccia una discordanza , ed una disunione spiacevole , salvoché negli sbat-timenti ; che fono quel!’ombre , che fanno le figure addosso 1’una ali’al-tra , quando un lume solo percuote addosso a una prima figura , che vienead ombrare col suo sbattimento la seconda . E questi ancora, quando ac-caggiono , voglion esser dipinti con dolcezza , ed unitamente; perché chigli disordina, viene a fare , che quella pittura par più presto un tappeto c ^ r -* 0 P er *** a lcolorito , o un paro di carte da giocare , che carne unita , o panni morbi-di, o altre cose piumose , delicate, e dolci. Che siccome gli orecchi re-stano offesi da una musica , che fa strepito , o dissonanza , o durezze , sal-vo però in certi luoghi, ed a’tempi ; siccome io dissi degli sbattimenti ;così restano offesi gli occhi da’ colori troppo carichi , o troppo crudi. Con-c loffi aché il troppo acceso , offende il disegno ; e lo abbacinato, smorto,abbagliato , e troppo dolce , pare una cosa spenta , vecchia , ed affumica-ta ; ma so unito , che tenga in fra lo acceso , a lo abbagliato , é perfettis-simo ; e diletta l’occhio come una musica unita , ed arguta diletta 1’ orec-chio . Debbonsi perdere negli scuri certe parti delle figure, e nella lonta- abbigliammo dell»nanza della istoria ; perché oltraché se elle sussono nello apparire troppo lontanante».vive ed accese, confonderebbono le figure. Elle danno ancora , restandoscure , ed abbagliate quasi come campo , maggior forza alle altre, chevi sono innanzi. Né si può credere , quanto nel variare le carni con i colo- Diversità del coloreti , facendole a’ giovani più fresche , che a’vecchi ; ed a i mezzani, tra il ne ^ e carm •cotto , ed il verdiccio , e gialliccio , si dia grazia , e bellezza alla opera ;e quasi in quello stesso^nodo, che si faccia nel disegno, l’aria delle vecchieaccanto alle giovani, ed alle fanciulle , ed a’ putti : dove veggendoseneuna tenera, e carnosa; l’altra pulita, e fresca ; fa nel dipinto una dis-cordanza accorda rissima . Ed in questo modo si debbe nel lavorare mettergli scuri, dove meno offendino , e taccino divisione , per cavare fuori le fi-gure ; comesi vede nelle pitture di Rafaello da Urbino, e di altri pittorieccellenti , che hanno tenuto questa maniera . Ma non si debbe tenerequesto ordine nelle istorie , dove si contrasacessino lumi di Sole, e di luna, Avvertimento nelovvero fuochi, o cose notturne ; perché queste si sanno con gli sbattimenti finger lumi di fole ,crudi, e taglienti, come fa il vivo . E nella sommità,dove sì fatto lume per- luna , e fuochi .

cuore,