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e lingue ; tutte queste cose insieme , e ciascuna per se , avevano ogni beli' ani-mo , ed alto ingegno fatto bruttissimo , e bassissimo diventare . Ma quello ,che sopra tutte le cose dette fu di perdita , e danno infinitamente a le pre-dette professioni , fu il fervente zelo della nuova religione cristiana ; la qua- Vanno fluito alleale dopo lungo , e sanguinoso combattimento , avendo finalmente con la copia ar !‘ ? er ‘Idi*de' miracoli , e con la sincerità delle operazioni abbattuta , e annullata la " *
vecchia fede de' Gentili ; mentrechè ardentissimamente attendeva con ognidiligenza a levar via , ed a stirpare in tutto ogni minima occasione , don-de poteva nascere errore ; non guastò solamente , o gettò per terra tutte lestatue maravigliose , e le sculture , pitture , musaici , ed ornamenti de'fai*laci Dii de' Gentili ; ma le memorie ancora > e gli onori d’infinite personeegregie , alle quali per gli eccellenti meriti loro dalla virtuosissima anti-chità erano state poste in pubblico le statue , e l'altre memorie . Inoltre peredificar le chiese alla usanza cristiana , non solamente di finisse i più onoratitempj degli idoli ; ma per far diventare più nobile , e per adornare s Pie-tro S oltre agli ornamenti , che da principio avuto avea , spogliò di colonnedi pietra la mole oT Adriano , oggi detto castello s. Agnolo , e molte al-tre 5 le quali vergiamo oggi guaste . Ed avvengachè la religione cristiananon facesse questo per odio , che ella avesse con le virtù , ma solo per con-tumelia , ed abbattimento degli Dii de' Gentili ; non fu però che da que-sto ardenti fimo zelo non seguisse tanta rovina a queste onorate prose (soni ,che non se ne perdesse in tutto la forma . E se niente mancava a questo gra-ve infortunio , sopravenne V ira di 'Votila contro a Roma , che oltre a tfas- Totìla aggiunsi rovi-ciarla di mura , e rovimr col ferro , e col fuoco tutti i più mirabili , edegni edifizj di quella , universalmente la bruciò tutta , e spogliatola ditutti i viventi corpi , la lasciò in preda alle fiamme , ed al fuoco , e sen-za che in îS. giorni continui fi ritrovaste in quella vivente alcuno , ab-battè , e distrustè talmente le statue , le pitture , i musaici , e gli stucchimaravigliosi , che se ne perde non dieo la maestà sola , ma la forma , e/’ estere flesso. Perlochè essendo le fi anze terrene prima de' palazzi 5 o altriedifizi 5 di stucchi ì di pitture } e di statue lavorate , con le rovine dì so-pra affogarono tutto il buono , che a’ giorni nostri s' è ritrovato . E coloro ,che fiiccestèr poi , giudicando il tutto rovinato , vi piantarono sopra le vi-gne ; di maniera che per essere le dette stanze terrene rimase sotto laterra , le hanno i moderni nominate grotte , e grottesche le pitture , che vi * mi ‘ £ rcîtt ~
fi veggono al presente . Finiti gli Ostrogoti , chedaNarsete furono spenti ,abitandosi per le rovine di Roma in qualche maniera, pur malamente , ven-ne d so cento anni Costante II. Imperadore di Costantinopoli , e ricevutoamorevolmente dai Romani guastò , spogliò , e portosi via tutto ciò che ^i tra rcv ; n4 .nella mìsera città di Roma era rimaso più per sorte a che per lìbera vo-lontà di coloro , che /’ avevano rovinata . Bene è vero , che e' non potettegodersi di questa preda , perché dalla tempesta del mare trasportato nellaSicilia , giustamente ucciso dai suoi , lasciò le spoglie , il regno , e la vi-ta tutto in preda della fortuna . La quale non contenta ancora de ’ danni di
Tom. I. “ k Roma»
j Cioè s. Piolo