Vita ni Giotto. 47
vere il braccio , e senza seste . Onde il Papa , e molti cortigiani inten-denti, conobbero per ciò, quanto Giotto avanzasse d’eccellenza tutti glialtri pittori del suo tempo. Di volgatasi poi questa colà , ne nacque ilproverbio , che ancora è in uso dirli a gli uomini di grossi pasta: Tu sei-più tondo , che s 0 di Giotto . Il qual proverbio , non solo per lo caso , don-de nacque , li può dir bello , ma molto più per lo suo lignificato , checonsiste nels ambiguo, pigliandoli tondo in Toscana , oltre alla figura cir-colare perfetta, per tardità, e grossezza d’ingegno - Fecelo dunque ilpredetto Papa andare a Roma, dove onorando molto, e riconosoendola virtù di lui , gli fece nella tribuna di s. Piero dipignere cinque storiedella vita di Cristo, e nella làgrestia la tavola principale 1 , che furonoda lui con tanta diligenza condotte , che non usci mai a tempera dellesue mani il più pulito lavoro ; onde meritò , che il Papa, tenendosi benservito, facesse dargli per premio seicento ducati d’oro, oltre averglifatto tanti favori, che ne fu detto per tutta F Italia . Fu in questo tempoa Roma molto amico di Giotto, per non tacere cosa degna di memoria ,che appartenga ali’arte, Oderigi d’Agobbio, eccellente miniatore inque’ tempi, il quale , condotto perciò dal Papa, miniò molti libri perla libreria di palazzo , che sono in gran parte oggi consumati dal tempo .E nel mio libro de’ disegni antichi sono alcune reliquie di man propriadi costui, che in vero su valente uomo , sebbene sii molto miglior mae-stro di lui Franco Bolognese miniatore 2 , che per lo stesso Papa, eper la stesso libreria ne’ medesimi tempi lavorò afsoi cose eccellentemen-te in quella maniera ; come si può vedere nel detto libro, dove ho disua mano disegni di pitture , e di minio ; e fra essi un' aquila molto benfatta, ed un leone , che rompe un albero bellissimo. Di questi due mi-niatori eccellenti fa menzione Dante nell'undecimo capitolo del Purga-torio , dove si ragiona de’ vanagloriosi , con questi versi :
Di qui nacque il pro-verbio : Tu sei pi tetondo dell’O di Giot-to .
Il Papa lo fa dipin-gere in s. Pietro .
Oderigi d’Agobbiominiatore amico diGiotto .
Pranco Bolognese mi-niatore .
Oh , dissi a lui , non se ’ tu Oderigi
V onor d? Agobbio , e T onor di que II' arte ,Cb' alluminare è chiamata in Parigi ?
Frate , diss ’ egli , più ridon le carte ,
Che pennelleggia Franco Bolognese ;
U onor è tutto suo , e mio in parte , CsV.
Il Papa, avendo veduto queste opere , e piacendogli la manieradi Giotto infinitamente , ordinò , che facesse intorno intorno a s. Piero q^'o inT’pietro^istorie del Testamento vecchio , e nuovo : onde cominciando feceGiotto a fresco l’Angelo di sette braccia, che è sopra F organo , e_,molte altre pitture , delle quali parte sono da altri state restaurate a’dì
nostri,
1 Quelle pitture fono perite . senza numero smentiscono colorò » che lo ac-
r Questo luogo del Vasari » dove si loda cosano di non aver lodato altri > clic i ^rufef*un Bolognese sypra Oderigi r e molti altri soli Toscani »