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Tomo primo.
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Viti di Giotîo. 49

non gli su conceduto fermarsi molto in Firenze , perché condotto a Pa-dova per opera de’ signori della Scala, dipinse nel Santo , chiesa statafabbricata in que’ tempi, una cappella bellissima . Di lì andò a Verona ,dove a Mestèr Cane fece nel suo palazzo alcune pitture , e particolar-mente il ritratto di quel signore , e ne’frati di s. Francesco una tavola •Compiute queste opere , nel tornarsene in Toscana gli fu forza fermarsiin Ferrara, e dipignere in servigio di que’ signori Estensi in palazzo »ed in santo Agostino alcune cose , che ancor oggi vi si veggiono. In tan-to venendo a gli orecchj di Dante , poeta Fiorentino , che Ciotto erain Ferrara, operò di maniera, che lo condusse a Ravenna , dove eglisi stava in esilio, e gli fece fare in fan Francesco per i signori da Polentaalcune storie in fresco intorno alla chiesa, che fono ragionevoli - Andatopoi da Ravenna a Urbino , ancor quivi lavorò alcune cose . Poi occor-rendogli pastài- per Arezzo, non potette non compiacere Piero Saccone,che molto l’avea carezzato , onde gli fece, in un pilastro della cappellamaggiore del vescovado, in fresco un s.Maitino, che tagliatosi il mantel-lo nel mezzo , ne dà una parte a un povero, che gli è innanzi quasi tuttoignudo . Avendo poi fatto nella badìa di santa Fiore in legno un Croci-si sto grande a tempera, che è oggi nel mezzo di quella chiesa; se ne ritor-nò finalmente in Firenze , dove fra l’altre cose, che furono molte , fecenel monastero delle donne di Faenza alcune pitture ed in fresco , ed atempera, che oggi non fono in estere, per estèr rovinato quel monastero.Similmente Panno 1322.3 estèndo Panno innanzi>con suo molto dispiace-re, morto Dante suo amicissimo , andò a Lucca, ed a richiesta di Castruc-cio, signore allora di quella città sua patria , fece una tavola in s.Martino,dentrovi un Cristo in aria , e quattro fanti Protettori di quella città ;cioè s. Piero , s. Regolo , s- Martino , e s- Pausino, i quasi mostranodi raccomandare un Papa, ed un Imperadore ; i quasi , fecondo cheper molti si crede , fono Federigo Lavano , e Niccola quinto antipapa.Credono parimente alcuni, che Ciotto disegnaste a s. Fridiano nellamedesima città di Lucca il castello , e fortezza della Giusta, che è ine-spugnabile . Dopo, essendo Ciotto ritornato in Firenze , Ruberto redi Napoli feriste a Carlo re 1 di Calavria suo primogenito , il quale sitrovava in Firenze, che per ogni modo gli mandasse Ciotto a Napoli,perciocché , avendo finito di fabbricare s. Chiara monastero di donne ,e chiesa reale , voleva , che da lui suste di nobile pittura adornata .Ciotto adunque sentendosi da un re tanto lodato , e famoso chiamare,andò più che volentieri a servirlo , e giunto dipinse in alcune cappelledel detto monastero molte storie del vecchio Testamento, e nuovo 2 .E le storie dell’ Apocalisse , che fece in una di dette cappelle , furono,per quanto si dice , invenzione di Dante, come peravventura furonoanco quelle tanto lodate d’Ascesi , delle quasi si è di sopra a bastanzafavellato. E sebbene Dante in questo tempo era morto , potevanoTo m. I. G aver-

A/tdo a Padova , aVerona , e Ferrara .,

Ad instarti,* di Brut-te andò a lavorare aRavenna .

Lavori anco in t/>'-bino, e Artt-i-o .

Ritorna in Fi reme .

Dipinse in tacca , edisegnò il forte castel-lo rielia Giusta .

Fu richiesto dal re dìNapoli , e andò a ser-virlo »

1 C. Vili. 1.7. c,2, lo dice re eletto di Si-cilia > ma sa Conte di Calavria.

a Queste pittare fono state imbiancate