§8 Prima Parte.
de’ Bardi, sarebbe bastato • Che arme porti tu ? di qua’ se’ tu ? chi furonogli antichi tuoi ? Deh che non ti vergogni ? comincia prima a venire alMondo , che tu ragioni d’ arma, come stu sussi Dusnan di Baviera. Iot’ ho fatto tutta armadura sul tuo palvese : se ce n’ è più alcuna , dillo ,ed io la farò dipignere . Disse quello : Tu mi di’ villanìa, e m’hai guastoun palvese . E parsesi , e valsene alla Grascia , e fa richieder Giotto.Gioito compare , e fa richieder lui, addomandando fiorini due delladipintura : e quello domandava a lui. Udite le ragioni gli ufficiali, chemolto meglio le diceva Gioito , giudicarono, che colui si toglieste ilpalvese suo così dipinto, e desse lire sei a Gioito, perocch’ egli avea ra-gione . Onde convenne , toglieste il palvese , e pagasse , e fu prosciolto.Così costui, non misurandosi , fu misurato .
Dipìnse una moscd-i Dîcesi , che stando Gioito ancor giovinetto con Cimabue, di-per ingannar il mae- pinse una volta in sul naso d’una figura, eh’eslo Cimabue avea fatta,^ T0 ' una mosca tanto naturale, che tornando il maestro per seguitare il la-
voro , si rimise più d’ una volta a cacciarla con mano , pensando che sustevera , prima che s’ accorgesse dell’ errore . Potrei molte altre burle-,fatte da Gioito , e molte argute risposte raccontare , ma voglio, chequeste , le quali fono di cose pertinenti ali’ arte , mi basti avere detto inquesto luogo , rimettendo il resto al detto Franco, ed altri 1 .
Finalmente , perché restò memoria di Gioito non pure nel!’ opere,che uscirono delle sue mani, ma in quelle ancora, che uscirono di manode gli Scrittori di que’tempi, estendo egli stato quelli, che ritrovò ilvero modo di dipignere , stato perduto innanzi a lui molti anni ; ondeper pubblico decreto, e per opera, ed affezione particolare del magni-si» effìgie di marmo £ co Lorenzo vecchio de’ Medici , ammirate le virtù di tanto uomo ,eon versipoffi insan- Pìì posta in 8. Maria del Fiore 1’ effigie sua scolpita di marmo da Bene-ta aria e tore . ^îto da Majano scultore eccellente con gli infrascritti versi fatti dal di-vino uomo Messer Angelo Poliziano, acciocché quelli, che venistèroeccellenti in qualsivoglia professione , poteslèro sperare d’avere a con-seguire da altri di queste memorie, che meritò, e conseguì Giottodalla bontà sua largamente .
lile
i to Aedo Franco nov. 73. racconta ciò,che e compendiato nel titolo della novella inquesta guisa : A Giotto dipintore, andando asollazzo con certi , vien per caso , che e fattocadere da Un porto . Dice un bel motto ; edomandato d un' altra cesa , ne dice un’ al-tro - Non riporto la novella e perche è nelSaldin, a c. jt. c perche il Sacchetti adesso èstampato in Napoli nel 174;. con la data di
Firenze. 11 BaliinuCei a e. y 3. racconta unsuo molto pià bel motto carato da Benvenutoda Imola, e in fine delle notizie di quellosamoli istmo restauratore della pittura tipo rtal’albcro della famiglia. Egli fu tanto singo-lar maestro , e tanto degno di questo nome >che il Casa nel Galateo lo biasima, perchémusata d’ esser chiamato Maestro ;