Vita di Agostino , ed Agnolo. 65
gento, in figure di mezzo rilievo ragionevoli. La quale opera fu eper grandezza , e per estere cosà nuova, tenuta da chiunque la vide,maravigliosa. Il medesimo maestro Cione s anno 1330. essendosi sottole volte di 5. Reparata trovato il corpo di s. Zanobi, legò in una testad’ argento, grande quanto il naturale, quel pezzo della testa di quel San-to , che ancora oggi si serba nella medesima d’argento , e si porta a_,processione ; la quale testa su allora tenuta cosa belliisima , e diede grannome ali’ artefice suo, che non molto dopo , estèndo ricco , ed in granreputazione , si morì.
Lasciò maestro Cione molti discepoli, e fra gli altri forzo re di oòne^°
Spinello Aretino, che lavorò ci'ogni cesellamento benissimo, ma inparticolare su eccellente in fare storie d’argento a fuoco smaltate^ ,come ne fanno sede nel vescovado d’ Arezzo una mitra con fregiaturebellissime di smalti, ed un pastorale d’ argento molto bello. Lavoròil medesimo al cardinale Galeotto da Pietramala molte argenterie, le Galeotto da Pietra-qualidopola morte sua rimasero a i frati della Vernia » dove egli volle mal* Cardinalefipol-essere sepolto, e dove , oltre la muraglia, che in quel luogo il conte t0 v ‘ rnia edificòOrlando Signor di Chiusi , piccol castello sotto la Vernia , avea setto p'*„J e stnt,a lasciar-fare ; edificò egli la chiese , e molte stanze nel convento , e per tutto vi memori *.quel luogo, senza farvi l’insegna sua, o lasciarvi altra memoria-. Fu Leonardo Fiorentinodiscepolo ancora di maestro Cione , Leonardo di scr Giovanni Fioren- discepolo di Ciane ^tino , il quale di cesello , e di selciature , e con miglior disegro , chenon avevano fatto gli altri innanzi a lui, lavorò molte opere , e parti-colarmente saltare, e tavola d’argento di s. Jacopo di Pistoja, nellaquale opera , oltre le storie , che sono assai, fu molto sodata la figura »che fece in mezzo, alta più d’un braccio d’ un s. Jacopo , tonda , e lavo-rata tanto pulitamente, che par piuttosto setta di getto, che di cesello.
La qual figura è collocata in mezzo alle dette storie nella tavola del?altare , intorno al quale è un fregio di lettere smaltate > che diconocosì : Ad honorem Dei , (F JànFìi Jacobi Apostoli , hoc opus fachtm fuittempore Domini Frane. Pugni diEl<e opene operarli sub anno per meLeonardumser Jo. de Fioren. aurific.
Ora tornando a Agostino- ed Agnolo, furono foro discepoli mol- Jacopo Lunfmnì di-ti , che dopo loro feciono molte cose cs architettura, e di scultura in stesolo d'Agostino ed,Lombardia, ed altri luoghi d’ Italia, e fra gli altri maestro JacooLanfrani da Venezia , il quale sondò s. Francesco d’ Imola , e fece la Jporta principale di scultura , dove intagliò il nome suo , ed il millesi-mo , che su sanno 13.43- ec ^ in Bologna, nella chiese di s. Domenico-il D«-
medefîmo maestro Jacopo-fece una sepoltura di marmo per r Gso. Andrea '“" J
Calduino dottore di legge , e segretario di Papa Clemente Sesto; edun’ altra pur di marmo è nella detta chiese , molto ben lavorata ,per Taddeo Peppoli conservaron del popolo, e della giustizia di Bolo- . . . ,
gna . Ed il medesimo anno , che su sanno 1347. finita questa sepolti!- chtesTdi s. Antonio.ra , o poco innanzi, andando maestro Jacopo a Venezia sua patria ,
Tom. I. I fondò
t Furie Calderina »