Mafia ditta Gicttinastimata figlinola diSufima .
Sufismo pese la pittu-ra in gran migliora-mento .
TJgolino pittor Sanefieamica di Stefano .
Suoi lavori .
Madonna miracolosadel suddttto.
70 Prima Parts.
Gesù Cristo , che voglia i due suoi figliuoli collocare uno a man-,destra , 1’ altro a man sinistra sua nel regno del Padre . Appresto aquesto è la decollatone di detto Santo molto bella . Stimasi, che Maiodetto Giortino ) del quale fi parlerà di lòtto» suste figliuolo di questoStefano ; e sebbene molti per 1' allusione del nome lo tengono figliuo-lo di Ciotto » io per alcuni strutti, che ho veduti, e per certi ricordidi buona fede , scritti da Lorenzo Giberti, e da Domenico del Gril-landajo , tengo per fermo , che suste più presto figliuolo di Stefano »che di Ciotto. Comunque sia, tornando a Stefano, se gli può attri-buire , che dopo Ciotto poneste la pittura in grandissimo migliora-mento , perché oltre ali’ estere stato più vario nels invenzioni, fuancora più unito ne i colori, e più sfumato , che tutti gli altri ; e sopratutto non ebbe paragone in estere diligente . E quegli scorci, che fece,come ho detto, ancorché cattiva maniera in essi, perla difficultàdifargli » mostraste ; chi è nondimeno investigatore delie prime difficultàne gli estèrcizj, merita molto più no ne , che coloro che seguono,con qualche più ordinata, e regolata maniera. Onde certo grandeobbligo avere si dee a Stefano, perché chi cammina al bujo, e mostrandola via rincuora gli altri, è cagione , che scoprendosi i passi difficili diquella, dal cattivo cammino, con ispazio di tempo , si pervenga al de-siderato fine . In Perugia ancora nella chiesi» di s. Domenico comin-ciò a fresco la cappella di santa Catterina, che rimase imperfetta—..Viste ne* medesimi tempi di Stefano, con assiti buon nome , Ugolinopittore Sanese fao amicissimo , il quale fece molte tavole , e cappelleper tutta Italia, sebbene tenne sempre in gran parte la maniera Gre-ca , come quello che invecchiato in està, aveva voluto sempre peruna certa lua caparbità tenere piuttosto la maniera di Cimabue, chequella di Ciotto, la quale era in tanta venerazione . E’ opera dun-que d'Ugolino la tavola dell’ altar maggiore di santa Croce , in campotutto d’oro , ed una tavola ancora , che stette molti anni ali’ altar mag-giore di s. Maria Novella, e che oggi è nel capitolo , dove la nazione-.Spagnuola fa ogni anno solennissima festa il dì di s. Jacopo , ed altri suoiuffiîj, e mortorj. Oltre a queste, fece molte altre cose , con bella pra-tica , senza uscire però punto della maniera del suo maestro - Il medesi-mo fece inunpilistro di mattoni della loggia, che Lapo avea fatto allapiazza d’Orsanmichele , la nostra Donna 1 , che non molti anni poi »fece tanti miracoli, che la loggia stette gran tempo piena d’imagini ,e che ancora oggi è in grandi fimi venerazione . Finalmente nellacappella di Messer Ridolso de’ Bardi, che è in s. Croce , dove Ciottodipinse la vita di s. Francesco , fece nella tavola dell’ altare a tempe-ra , un crocifisso, e una Maddalena, ed un s. Giovanni, che pian-gono :
1 II PaHinueci Dec.#. 4 d (re.,, a tirt.«7. gin* > e di quello oratorio Tedi Gio. Villanic Si. fa un minuto > c luns-o esame sopra que- libr.7, cap. ale.
Al pittura d’ Orsantnichdc . Di quella imi»a-