86 Prima Parte.
tre durò il lavoro ; ed egli godendosela , fece da indi in poi con i suoicolori ordinai] le figure più fresche , e colorite 1 .ip.cn* di ]atopa. Finita questa opera dipinse nella badìa di Settimo alcune storie di
s. Jacopo nella cappella , che è nel chiostro a quel Santo dedicata ; nellavolta della quale fece i quattro Patriarchi, e i quattro Evangelisti, frai quali è notabile 1’ atto, che fa s. Luca nel soffiare molto naturalmentenella penna, perché renda l’inchiostro . Nelle storie poi delle facciate,che fon cinque, si vede nelle figure belle attitudini, ed ogni cosa condottacon invenzione , e giudizio . E perché u&va Buonamico per fare l'incar-nato più facile , di campeggiare, come si vede in quest’ opera , per tuttodi pavonazzo di sale , il quale fa col tempo una salsedine, che si man-gia , e consuma il bianco, e gli altri colori ; non è maraviglia, se quest'opera è guasta, e consumata , laddove molte altre, che furono fatte mol-to prima , si fono benissimo conservate. Ed io , che già pensava , che aqueste pitture aveste fatto nocumento 1’ umido, ho poi provato per es-perienza , considerando altre opere del medesimo, che non dall’ umido,; ma da questa particolare usanza di Bustàlmacco è avvenuto, che, fono.in modo guaste , che non vi si vede né disegno, né altro ; e dove erano.lecarnagioni, non è altro rimasi), che il pavonazzo. Il qual modo difare non dee usarsi da chi ama, che le pitture sue abbiano lunga vita—,.inveri * fresco, *d h Lavorò Buonamico , dopo quello che si è detto di sopra, due tavole aBus»*»»- tem p era a i monaci della Certosa di Firenze : delle quali l’una è dove" ‘ stanno per il coro i libri da cantare ; e 1’ altra di lòtto nelle cappelle.,
vecchie . Dipinse in fresco nella badìa di Firenze la cappella de' Gio-chi , e Bastari a lato alla cappella maggiore . La quale cappella ancorache poi soste conceduta alla famiglia de’ Boscosi , ritiene le dette pittu-re di Bustàlmacco insino a oggi 2 , nelle quasi fece la passione di Cristocon assetti ingegnosi, e belli, mostrando in Cristo, quando lava i piedia i discepoli, umiltà, e mansuetudine grandissima . E ne’ Giudei, quan-do lo menano ad Erode, fierezza, e crudeltà. Ma particolarmente mo-strò ingegno, e facilità in un Pilato , che vi dipinse in prigione , ed inGiuda appiccato a un albero ; onde si può agevolmente credere quello,che di questo piacevole pittore si racconta , cioè , che quando voleva—,usar diligenza, e affaticarsi, il che di rado avveniva , egli non era infe-riore a niun altro dipintore de’ siioi tempi. E che ciò sia vero, l’opereche fece in Ognissanti a fresco, dove è oggi il cimiterìo, furono con tan-ta diligenza lavorate, e con tanti avvertimenti, che l’acqua , che è pio-vuta loro sopra tanti anni, non le ha potuto guastare , né fare sì, che_>non si conosca la bontà loro, e che si fono mantenute benissimo, per es-sere
r Si dice, che une volta Fu sorpreso dalle la, che avea in bacca Tulle pitture } elemo-monache , mentre beveva la vernaccia, e nache rimasero appagate .sentendo , che una monaca diceva a un’ al- a Tutte queste pitture son perite , e le na-tta : Ve' , che se la beve 5 tosto spruzzò quel- minate appresto.