Vita di Simone e Lipto Memmi. 105
Concioffìachè pigliando le facciate intere, con diligentissima osserva-zione sa in ciascuna diverse storie su per un monte , e non divide conornamenti tra storia e storia , come usarono di fare i vecchi, e moltimoderni, che sanno la terra sopra farla quattro, o cinque volte ; come èla cappella maggiore di questa medesima chiesa,e il Campo santo di Pili:dove dipignendo molte colè a fresco , gli fu forza far contra sua vogliacotali divisioni, avendo gli altri pittori, che avevano in quel luogolavorato, come Ciotto, e Buonamico suo maestro r , cominciato a farele storie loro con questo mal ordine . Seguitando dunque in quel Cam-po santo , per meno errore, il modo tenuto da gli altri, fece Simonesopra la porta principale di dentro, una nostra Donna in fresco, por-tata in Cielo da un coro d’angeli , che cantano, e suonano tanto vi-vamente , che in loro si conoscono tutti que’ varj effètti, che i musici,cantando , o sonando lare sogliono ; come è porgere 1’ orecchio al suono,aprir la bocca in diversi modi, alzargli occhi al cielo , gonfiarle guan-ce , ingrossar la gola , ed insemina tutti gli altri atti, e movimenti ,che si fanno nella musica. Sotto questa Assenta , in tre quadri, sece_»alcune storie della vita di s. Ranieri Pisano. Nella prima , quando gio-vanetto , sonando il salterio , sa ballar alcune fanciulle , bellissime per1’ arie de’ volti , e per 1’ ornamento de gli abiti, ed acconciature dique’tempi. Vedesi poi lo stesso Ranieri, estèndo stato ripreso di cotalelascivia dal beato Alberto romito , starsi col volto chino , e lagrimoso,e con gli occhi fatti rossi dal pianto, tutto pentito del suo peccato ;mentre Dio in aria , circondato da un celeste lume , sa sembiante diperdonargli. Nel secondo quadro è , quando Ranieri dispensandole suesacultà a i poveri di Dio per poi montar in barca , ha intorno unaturba di poveri, di storpiati, di donne , e di putti, molto affettuosinel farsi innanzi, nel chiedere, e nel ringraziarlo. E nello stessi qua-dro è ancora , quando questo Santo , ricevuta nel tempio la schiavinada pellegrino, sta dinanzi a nostra Donna, che circondata da moltiangeli gli mostra , che si riposerà nel suo grembo in Pisa ; le qualitutte figure hanno vivezza , e beli’ aria nelle teste. Nella terza è di-pinto da Simone , quando tornato dopo sette anni d’ oltramare , mostraaver fatto tre quarantene in Terra senta ; e che standosi in coro a udirei divini ustìzj, dove molti putti cantano, è tentato dal demonio, il qualesi vede scacciato da un fermo proponimento , che si scorge in Ranieri,di non voler offènder Dio , ajutato da una figura fatta da Simone perla Costanza , che se partir l’antico avvedano , non solo tutto confu-so , ma con bella invenzione , e capricciose , tutto pauroso, tenendosinel fuggite le mani al capo, e camminando con la fronte basta, estretto nelle spalle a più potere ; e dicendo , come se gli vede scrittouscire di bocca : Io non postò più . E finalmente in questo quadro è an-cora , quando Ranieri in sul monte Tabor inginocchiato, vede mi-
raco-
Attìttidinì di un cored' Angeli .
1 Cioè Ciotto, che fu il maestro di Simone »