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Tomo primo.
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Ebbe Tifpâ fratello ,e segnate dell* sno-tmaniera .

Suri {averi .

Streccio architenetrovò modo di far so-nar la campana delComane di tirent-e .

'Morte di Sititene.

104 Prima Parte.

racololamente Cristo in aria con Moisè , ed Elia ; le quali tutte cose diquest’ opera , ed altre , che si tacciono , mostrano , che Simone fumolto capriccioso, ed intese il buon modo di comporre leggiadramentele figure nella maniera di que' tempi • Finite queste storie , fece duetavole a tempera nella medesima città, ajutato da Cippo Memmi suo fra-tello , il quale gli aveva anche ajutato dipignere il Capitolo di s. MariaNovella , ed altre opere .

Costui , sebbene non fu eccellente come Simone, seguitò'non-dimeno , quanto potè il più , la sua maniera , ed in stia compagnia^fece molte cose a fresco in senta Croce di Firenze : a' frati Predicatoriin senta Caterina di Pise la tavola dell' altar maggiore : ed in s. Paolo aripa d’ Arno , oltre a molte storie in fresco bellilfime , la tavola a tem-pera , che oggi è sopra 1 ’ altar maggiore, dentrovi una nostra Donna,s, Piero , e s. Paolo , e s. Giovanni Batista, ed altri Santi ; e in questapose Cippo il suo nome . Dopo queste opere lavorò da per se una ta-vola a tempera a’ frati di s. Agostino in s. Giminiano , e n’ acquistò tan-to nome , che fu forzato mandar in Arezzo al vescovo Guido de’ Tarlatiuna tavola con tre mezze figure , che è oggi nella cappella di s. Grego-rio in vescovado . Stando Simone in Firenze a lavorare , un suo cugi-no architetto ingegnoso , chiamato Neroccio, tolse Panno 1332. a farfonar la campana grosse del Comune di Firenze , che per spazio di 17.anni nessuno 1’ aveva potuta far sonar senza dolici uomini, chelatirassino. Costui dunque la bilicò di maniera, che due la potevanomuovere, e mosse, un solo la fonava a distese, ancora eh’ ella pesassepiù di sedicitnila libbre ; onde , oltre 1’ onore, ne riportò per sua mer-cede trecento fiorini d’ oro , che fu gran pagamento in que’ tempi.Ala per tornare a i nostri due Memmi Sancii, lavorò Cippo oltre allecose dette, col disegno di Simone una tavola a tempera , che fu portataa Pistoja, e messa sopra P altar maggiore della chiese di s. Francesco ,che su tenuta bellissima . In ultimo tornati a Siena loro patria , cominciòSimone una grandissima opera colorita , sopra il portone di Camelia,dentrovi la coronazione di nostra Donna con infinite figure , la qua-le , sopravenendogli una grandissima infirmiti , rimase imperfetta,ed egli vinto dalla gravezza di quella, passò di questa vita P an. 1345*con grandissimodosore di tutta la sua città, e di Cippo suo fratello,il quale gli diede onorata sepoltura in s.Francefco- Finì poi molte opere,che Simone aveva lasciate imperfette ; e ciò furono una passione di GesùCristo in Ancona sopra saltar maggiore di s. Niccola, nella quale finìCippo quello, che aveva Simone cominciato, imitando quella, che avevafatta nel Capitolo di sento Spirito di Firenze , e finita del tutto il dettoSimone. Ca quale opera farebbe degna di più lunga vita, che per-avventura non le farà conceduta ; estèndo in essa molte belle attitudinidi cavalli, e di soldati, che prontamente fanno in varj gesti, pensendocon maraviglia se hanno , o no , croci listò il figliuol di Dio. Finì simil-mente