Vita di Spinello Aretino. 149
1 ’ avesse . Dipinse ancora nella medesima chiesa , nella cappella dis. Michelagnolo , molte storie di lui, lì dove si suonano le campane ; epoco di sotto alla cappella di Messer Giuliano staccio una Nunziata conaltre figure , che sono molto lodate , le quali tutte opere fatte in questachiesa furono lavorate a fresco con una pratica molto risoluta dal 1334 *insino al 1338. Nella Pieve poi della medesima città dipinse la cappelladi s. Pietro e s. Paolo , e dì sotto a està , quella di s. Michelagnolo ; eper la fraternità di s. Maria della Misericordia , pur da quella banda , fraternità dì s. Alz-in fresco la cappella dì s Jacopo e Filippo , e sopra la porta principale r i» dell» Miftricor-della fraternità , eh’ è in piazza , cioè nel!’ arco, dipìnse una Pietà , -
con un x. Giovanni a richiesta de’ rettori di essi fraternità, la qualeebbe principio in questo modo . Cominciando un certo numero di buo-ni 5 e onorati cittadini a andare accattando limoline per i poverivergognosi j e a sovvenirgli in tutti i loro bisogni; Panno della pestedel 1348. per lo gran nome acquistato da que’buoni uomini alla frater-nità , ajutando i poveri, egli insonni, seppellendo morti, e facendoaltre somiglianti opere di carità , furono tanto i lasci, le donazioni, ePeredità , che le furono lasciati, che eli 1 ereditò il terzo delle-,ricchezze d’Arezzo : ed il simile avvenne Panno 1383- che su simil-mente una gran peste. Spinello adunque, essendo della Compagnia ,e toccandogi spesso a visitare infermi, sotterrare morti, e fare altricotali piissimi esercizi, che hanno fatto sempre i migliori cittadini, e v
fanno aneli’ oggi di quella città ; per far di ciò qualche memoria nellesue pitture , dipinse per quella Compagnia nella facciata della chiesa di ^ tn ‘ c
s. Lamentino , e Pergentino una Madonna , che avendo aperto dinanziil mantello , ha sotto esso il popolo d’Arezzo, nel quale sono ritrattimolti uomini de’ primi della- fraternità di naturale , con le tasche alcollo, e con un martello di legno in mano, simile a quelli, che ado-perano a picchiar gli usei, quando vanno a cercar limosino . Parimente Altreoscre del meze-
r. ella Compagnia della Nunziata dipinse il tabernacolo grande , che è s‘>»* •fuori della chiesa, e parte d’un portico, che Pè dirimpetto, e litavola di essa Compagnia , dove è similmente una Nunziata a tempera:
la tavola ancora , che oggi è nella chiesa delle monache di s. G usto ,dove un picciolo Cristo , che è in collo alla madre, sposo 5. Cateri-na : con sei storìette- di figu*e piccole de’ sotti di lei, è similmenteopera di Spinel'o , e molto solfata . Estèndo egli poi condotto alh fa -moso badìa di Camaldoli in Cafentir.o, P anno 1^61. fece a i romiti diquel luogo la tavola dell’altar maggiore, che su levata Panno iZ 3 soquando essendo finita di risate quella chieso tutta di nuovo, Giorgio Pitture di GorgiaVasori fece una nuova tavola , e dipinse tutta a fresco la cappelli mag- ’ ìl
giure di quelli badìa, il tramezzo della chieso a fresco, e due tavole.
Di lì chiamato Spinello a Firenze da D. Jacopo di Arezzo, abate di spinello dipinse * s e-
s. Miniato in monte, dell’Ordine di Monte Oliveto , dipinse nella so» .ìaune isl.’rie ^volta , e nelle quattro facciate della sagrestìa di quel monasterio oltre
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