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Tomo primo.
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Altri Inveri a frese»'

i §2 Prima Parte.

la ravola dell’altare a tempera, molte storie della vita di s. Benedettoa tresco con molta pratica , e con una gran vivacità di colori, imparatada lui, mediante un lungo esercizio, ed un continuo lavorare constudio , e diligenza , come in vero bisogna a chi vuole acquistar un’ arteperfettamente. Avendo dopo queste cose il detto abate, partendo daFirenze , avuto in governo il monasterio di s. Bernardo del medesimoOrdine nella sua patria, appunto quando si era quasi del tutto finito insulsito conceduto , dov’era appunto il colosseo, da gli Aretini a que’monaci ; fece dipignere a Spinello due cappelle a fresco , che sono allatoalla maggiore , e due altre , che mettono in mezzo la porta , che va incoro , nel tramezzo della chiesa . In una delle quali , che è allato allamaggiore , è una Nunziata a fresco fatta con grandissima diligenza: ein una faccia allato a questa , è quando la Madonna sale i gradi del tem-pio, accompagnata da Giovacchino, e Anna : nell’altra cappella è uncrocifisso con la Madonna , e s. Gio. che lo piangono , e in ginocchioniin s. Bernardo , che 1’ adora . Fece ancora nella faccia di dentro di quel-la chiesa , dove è 1’ altare desta nostra Donna , essa Vergine col figliuoloincollo, che su tenuta figura bellissimi , insieme con molte altre, cheegli fece per quella chiesa : sopra il coro della quale dipinse la nostraDonna , s. Maria Maddalena , e s. Bernardo molto vivamente . NellaPieve similmente d’ Arezzo, nella cappella di s. Bartolommeo sece_>molte storie della vita di quel Santo : e a dirimpetto a quella nell’ altranavata nella cappella di s. Matteo , che è sotto l’organo , e che fu di-pinta da Jacopo di Cafentino suo maestro ; fece oltre a molte storie diquel Santo , che sono ragionevoli , nella volta in certi tondi i quattro

Capricciosa maniera Evangelisti in capricciosa maniera : perciocché sopra i busti, e le_•

( Evangeli ih S * membra umane fece a s. Giovanni la testa d’aquila, a Marco il capo

di lione, a Luca di bue , e a Matteo solo la Faccia d’ uomo, cioè d’an-gelo - Fuor d’ Arezzo ancora dipinse nella chiesa di s. Stefano, fab-bricata da gli Aretini sopra molte colonne di graniti, e di marmi ; peronorare, e conservare la memoria di molti martiri , che furono daGiuliano apostata fatti morire in quel luogo ; molte figure , e storiecon infinita diligenza , e con tale maniera di colori, che si erano fre-schissime conservate insino a oggi, quando non molti anni sono furonorovinate . Ma quello , che in quel luogo era mirabile , oltre le storie dis. Stefano, fatte in figure maggiori che il vivo non è , era in una sto-dì alle - ria de’ Magi vedere Giuseppe allegro suor di modo , per la venuta diGìusep- q Ue ’ re , da lui considerati con maniera bellissima , mentre aprivano ivasi de i loro tesori, e gli offerivano . In quella chiesa medesima unaMadonna tenuta in nostra Donna, che porge a Cristo fanciullino una rosa , era tenuta , edè , come figura bellissima , e devota , in tanta venerazione appresso gliAretini, che senza guardare a niuna didìcultà , o spesa, quando fugettata per terra la chiesa di s. Stcsa.no , tagliarono intorno a està il mu-ro , e allacciatolo ingegnosamente , la portarono nella città , collocan-dola

Espressionegrevva in !■pe.

gran venerazione .