Band 
Tomo primo.
Seite
177
JPEG-Download
 

della Parte seconda. i77

medesimo ,-benché /ussero alquanto più dolci , che le predette . Venne poiMirone , che non imitò affatto affatto la 'verità della Natura ; ma dette allesue opere tanta proporzione , e grazia , che elle fi potevano ragionevolmentechiamar belle . Successe nel terzo grado Policleto , e gli altri latito celebrati ;i quali , come fi dice , e credere fi debbe , interamente le fecero perfette.

Questo medesimo prugreso dovette accadere nelle pitture ancora , perché e' fidice , e verifimilmente fi ha a pensare , che fusse così , ne II' opere di quelli ,che contin solo colore dipinsero , e però furono chiamati Monocromati , nonessere fiata una gran perfezione . Dipoi nelle opere di Zeufi , e di Po Ugno to ,e di Rimante , e degli altri , che solo ne messorio in opera quattro , fi laudain tutto i lineamenti, e i dintorni , e le firme : e senza dubbio vi fi dovevapure desiderare qual cosa . Ma poi in Erione , Nicomaco , Protogene , edApelle è ogni cosa perfetta , e bellissima , e non fi può immaginar meglio ;avendo essi dipinto i non solo le firme , egli atti de' corpi eccellentissimamen-te ; ma ancoragli effetti , e le passoni dell' animo . Ma lasciando ire questi ,che bisogna referirsene ad altri, e molte volte non convengono i giudizj, eche è peggio, ni i tempi , ancoraché io in ciò seguiti i migliori autori ; ve-gliamo a' tempi nostri , dove abbiamo l'occhio, assai miglior guida , e giudice, Occhia ne' tempi me*che non è P orecchio. Non fi vede egli chiaro , quanto miglioramento , ed demi c miglior gai,acquilo fece , per cominciarsi da un capo , /'architettura da Buschetto ‘j^fìchie^'^ ^Greco ad Arnolfo Tedesco , ed a Gioito ? Vegganfi le fabbriche di que'tempi, i pilastri, le colonne , le base, i capitelli, e tutte le cornici coni membri difformi, come n è in Fiorenza in s. Maria del Fiore, e veli' inoro-statura di fuori di s. Giovanni, a s.Miniato al monte , nel vescovado di Fieso-le , al duomo di Milano , a s. Vitale di Ravenna , a s. Maria Maggiore diRoma 1 , e al duomo vecchio fuori d’Arezzo ; dove , eccettuato quel poco dibuono , rimasto de' frammenti antichi , non vi è cosa , che abbia ordine , ofattezza buona . Ma quelli certo la migliorarono affai, e fece non poco ac- Miglioramento iteli’qui fio sotto di loro ; perché e' la ridussero a migliore proporzione : e fecero an i" tet,tlra nellejle lor fabbriche non solamente stabili, e gagliarde ; ma ancora in qualche sememi” 1 ' ** ^parte ornate ; certo è nientedimeno , che gli ornamenti loro furono confusi,e molto imperfetti : e per dirla così , non con grande ornamento . Perchénelle colonne non osservarono quella misura , e proporzione , che richiedevaP arte ; né di stinsero ordine , che fisse più Dorico , che Corinto , o fonico ,

0 Toscano ; ma alla mescolata con una loro règola senza regola ; facendolegraffe grosse, o sottili sottili z , come tornava lor meglio. E le invenzioni T)ifitti di quelli, chefurono tutte , parte di lor cervello , parte del resto delle anticaglie vedute cominc,arono « s*rda loro . E facevano le piane parte cavate dal buono , parte aggiuntovi lor * arc ^ ttet '

fantasìe , che rizzate con le muraglie avevano un altra forma . Nientedimenochi comparerà le cose loro a quelle dinanzi ; vi vedrà migliore ogni cosa , eTom.I. Z

I La chiesa di s. Maria Maggiore è stata difformità di parti è provenuta dal]* essereridotta con molti ornati alla maniera delle queste tali fabbriche fatte de' n,itami deltichiese moderne col disegno del cavalier Fer- antichi eccellenti edilizj presi a calo , e 1* ag-dinando Fuga, che vi ha aggiunto la facciata, giunto dalli architetti è affai poco, e peffiin»

r Questa mescolanza d* ordini » c questa