Vita di Jacopo dalla Quercia 185
rebbe tocco a lui a far quel lavoro di tanta importanza. Ma estèndo anda-ta la bisogna altramente , egli se n’ andò a Bologna , dove col savore diGiovanni Bentivogli gli su dato a fare di marmo dagli operaj di s. Pe- Torta, maggiore ditronio la porta principale di quella chiesa , la quale egli seguitò di *• faremo m Bolo.lavorare d’ordine Tedesco per non alterare il modo , che già era *™ 0 * vor * t * *stato cominciato ; riempiendo, dove mancava 1' ordine de’ pilastri, chereggono la cornice e P arco , di storie lavorate con infinito amorenello spazio di dodici anni j che egli mise in quel!’opera; dove fecedi stia mano tutti i fogliami, e l’ornamento di detta porta con quellamaggiore diligenza, e studio , che gli su possibile . Ne i pilastri, chereggono P architrave, la cornice, e 1’ arco, sono cinque storie perpilastro» e cinque nell’architrave » che in tutto son quindici. Nellequali tutte intagliò di bassorilievo istorie del Testamento vecchio,cioè da che Dio creò 1 ’uomo insino al diluvio» esarca di Noè » sa-cendograndissimo giovamento alla scultura ; perché dagli antichi insino d* gran tempo ! ” *allora non era stato chi avesse lavorato di bassorilievo alcuna cosa ; onde v
era quel modo di fare piuttosto perduto, che smarrito - Nell’arco diquesta porta fece tre figure di marmo , grandi quanto il vivo , e tuttetonde , cioè una nostra Donna col putto in collo molto bella , s. Petro-nio , ed un altro Santo molto ben disposti , e con belle attitudini ;onde i Bolognesi , che non pensavano, che si potesse fare opera di mar-mo , non che migliore, eguale a quella, che Agostino, ed AgnoloSanesi avevano fatto di maniera vecchia in s. Francesco ali’ altar maggio-re nella loro città , restarono ingannati , vedendo questa di gran_,lunga più bella . Dopo la quale essendo ricerco Jacopo di ritornare aLucca , vi andò ben volentieri ; e vi fece in s. Friano , per Federigodi maestro Trenta del Veglia, in una tavola di marmo una Vergine Tavola di marmo incol figliuolo in braccio, s. Bastiano , s. Lucia , s. Geronimo, es.Gif- Luce*.mondo , con buona maniera , grazia , e disegno : e da basso nella pre- ;
della di mezzo rilievo, sotto ciascun Santo, alcuna storia della vita diquello, il che fu cosa molto vaga, e piacevole; avendo Jacopo conbeli’ arte fatto sfuggire le figure in fu i piani, e nel diminuire più baste.
Similmente diede molto animo a gli altri d’ acquistare alle loro operegrazia , e bellezza con nuovi modi, avendo in due lapide grandi, fat-te di basto rilievo per due sepolture» ritratto di naturale Federigo Ritratti naturali dipadrone dell’opera , e la moglie. Nelle quali lapide sono queste parole: bafforiiievo in un*Hoc opusfecit Jacobus mugìstrì Petri de Sentì 1422 Venendo poi [acopo a f e t‘ aLtitra *
Firenze , gli Operaj di s. Maria del Fiore , per la buona relazione avutadi lui , gli diedero a fare di marmo il frontespizio , che è sopra la porrà frontespizio di mar.di quella chiese , la quale va alla Nunziata : dove egli fece 1 in una mo & *• Mari* delmandorla la Madonna , la quale da un coro d’angeli è portata , sonando F,ore ’
Tom.I. A a eglino
I Questa Madonna è opera di Nanni cPAn- va nel Dee. 1. parr. i.del tee. 4. a c. jfi.i&nio di Banco , come dice per cerco il Bai- portando , che così ha trovato in una doLC»din. Dee. 8. del scc. j. a e. --.e poi Io prò- treduta di mimi del Vaiati,