Vita di Jacopo dalla Quercia. 187Adamo nel porgergli il pomo , che non pare , che posta ricusarlo : sen-za il rimanente dell’ opera , che è tutta piena di bellissime considerazio-ni, e adornata di bellissimi sanciulletti, ed altri ornamenti di leoni»e di lupe , insegne della città, condotti tutti da Jacopo con amore,pratica, e giudizio in spazio di dodici anni. Sono di sita mano sim d- & tHT e di bronzai»-mente tre lìvide bellissime di bronzo , della vita di s. Giovanni Batista, tèrno al battesimo didi mezzo rilievo , le quali sono intorno al battesimo di s.Giovanni, dotto *• Giovanne.il duomo , ed alcune figure ancora tonde, e pur di bronzo, alte unbraccio, che sono fra 1' una , e l’altra delle dette istorie » le quali sonoveramente belle, e degne di lode. Per queste opere adunque comeeccellente, e per la bontà della vita come costumato, meritò Jacopo Jacopo tcreato cava-essere dalla signoria di Siena fatto cavaliere : e poco dopo operano del l J ere dnl1 * signoriaduomo. Il quale uffizio esercitò di maniera, che nè prima nè poi fu e P‘ rar ‘*
queir Opera meglio governata , avendo egli in quel duomo , sebbenenon viste poi che ebbe cosai carico avuto se non tre anni , fatto molti Sopravvive tre anniacconcimi utili, ed onorevoli • E sebbene Jacopo su solamente scultore jdisegnò nondimeno ragionevolmente , come ne dimostrano alcune -carte da lui disegnate, che sono nel nostro libro ; le quali pajono piut-tosto di mano d’ un miniatore, che d’ uno scultore . E il ritratto sitofatto come quello , che di sopra si vede , ho avuto da maestro Domeni-co Beccasumi pittore Sanese , il quale mi ha assiti cose raccontato dellavirtù , bontà, e gentilezza di Jacopo: il quale stracco dalle fatiche ,e dal continuo lavorare , si morì finalmente di anni sessantaquattro , ed Morte, e sepolturain Siena sua patria su da gli amici soci, e parenti, anzi da tutta la città Iacopo .pianto , ed onoratamente sotterrato 1 . E nel vero non su se non buonafortuna la sua, che tanta virtù suste nella sua patria riconosciuta , poi-ché rade volte addiviene, che i virtuosi uomini siano nella patria univer-salmente amati, ed onorati.
Fu discepolo di Jacopo, Matteo scultore Lucchese , che nella sua A latteo lucchese, di.città sece 1 ’ anno 1444. per Domenico Galigano Lucchese , nella chiese s ee f oi * l* co s a >di s. Martino, il tempietto a otto secce , di marmo , dove è l’immaginedi senta Croce » scultura stata miracolosemente , secondo che si dice »lavorata da Niccodemo uno de’scttantadue discepoli del Salvatore , ilqual tempio non è veramente se non molto bello, e proporzionato.
Fece il medesimo di scultura una figura d’ un s. Bastiano di marmo ,
tutto tondo di braccia tre, molto bello per essere stato fatto con buon
disegno , con bella attitudine , e lavorato pulitamente . E’ di sua mano favole e statua di
ancora una tavola, dove in tre nicchie sono tre figure belle assetto , nel- Michele . dove si
la chiesa , dove si dice , estere il corpo di s. Regolo : e la tavola simil- */"*•■* d' imitare il
mente , che è in s. Michele , dove sono tre figure di marmo, e la statua •
A a 2 pari-
1 Il Vafati a e. 13*. dell, prim» tdiiionc artis peritissimo amantissimoque , uttote quitom. 1. dice che morì nel 1418. e che fu se- illam primus illustraverit, tcnebrisque an-polto nel duomo di Siena . sorta quello epi- tea immersam in lucem eruerit : amici pie-taffin fattogli da’ suoi amici: Jacobo Quer- tatis ergo nonfine lacrymis posiciò Senensi equiti clarissimo , statuariaeque