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Tomo primo.
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207
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Varie storie nel chio-stro di x. Maria No-vell* .

Vita di Paolo Uccello . 297

di correre , fuggendo dinanzi a quegli animali. Sonovi similmentecerti pastori molto naturali, ed un paese , che su tenuto colà moltobella nel suo tempo ; e nell’altre tele fece alcune mostre d’uominid' arme a cavallo di que' tempi, con assai ritratti di naturale. Gli sufatto poi allegagione nel chiostro di s. M. Novella d’alcune storie : le pri-me delle quali fono, quando 3 ’ entra di chiesa nel chiostro, la creaziondegli animali con vario , e infinito numero d’acquatici, terrestri, e_*volatili. E perché era capricciosissimo, e come si è detto » si dilettavagrandemente di far bene gli animali, mostrò in certi leoni, che sivogliono mordere, quanto sia di superbo in quelli : ed in alcuni cervi,e daini, la velocità, ed il timore : oltre che sono gli uccelli » ed ipesci con le penne, e squame vivissimi. Fecevi la creazione dell' uo-mo , e della femmina » ed il peccar loro, con bella maniera , affatica-ta > e ben condotta . Ed in questa opera si dilettò far gli alberi di colo-re , i quali allora non era costume di far molto bene : così ne’ paesi,egli fu il primo, che si guadagnasse nome fra i vecchi di lavorare, e f rimoebbe appio»-quelli ben condurre a più perfezione, che non avevano fatto gli altri nt t rS ntre t apittori innanzi a lui ; sebbene di poi è venuto chi gli ha setti più per-fètti : perché con tanta fatica non potè mai dar loro quella morbidez-za , né quella unione , che è stata dato loro a’ tempi nostri nel colo-rirli a olio. Ma fu ben affai, che Paolo , con 1' ordine della prospettiva,gli andò diminuendo, eritraendo, come stanno quivi appunto, facen-dovi tutto quello, che. vedeva, cioè campi, arati, sostati, ed altreminuzie della Natura , in quella sita maniera secca , e tagliente-. ;laddove se egli avesse scelto il buono delle cose, e messo in qperaquelle parti appunto, che tornano bene in pittura, sarebbono stati deltutto perfettissimi. Finito , eh’ ebbe questo » lavorò nel medesimo chio-stro , sotto due storie di mano d’ altri : e più bastò fece il diluviocon Parca di Noè, ed in essa con tanta fatica, e con tanta arte , ediligenza lavorò i moti, la tempesta , il furore de' venti, i lampi dellesaette , il troncar de gli alberi, e la paura de gli uomini, che più nonsi può dire. Ed in iscorto fece in prospettiva un morto, al quale uncorbo gli cava gli occhi, ed un putto annegato, che per aver il corpopieno d' acqua , fa di quello un arco grandissimo. Dimostrovvi ancoravarj affètti umani , come il poco timore dell’ acqua in due, che acavallo combattono : e P estrema paura del morire in una femmina, ein un maschio, che sono a cavallo in sii una bufola , la quale per le partidi dietro, empiendosi d’ acqua, fa disperare in tutto coloro di potersalvarsi : opera tutta di tanta bontà , ed eccellenza, che gli acquistògrandissima fama . Diminuì le figure ancora per via di linee in prospet-tiva , e fece mazzocchi, ed altre cose in tal opera certo belliffìme.

Sotto questa storia dipinse ancora l’inebriazione di Noè, col dispregiodi Cam suo figliuolo , nel quale ritrasse Dello pittore , e scultore f io-rentino suo amico ; e Sem, e Jafet altri suoi figliuoli, che lo ricuo-

prono»

Diluvio ratttresenta-to con beli' art e .

Storia bella di Nt).