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Tomo primo.
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240 Seconda Parti

to, cava per commissione di Cristo i danari dal ventre del pesce ;perché oltra il vedersi quivi in un Apostolo , che è nell’ ultimo , nelE* il ritratto di s t quale è il ritratto stesilo di Masaccio , fatto da lui medesimo allo spec-• chio tanto bene, che par vivo vivo ; vi si conosce l’ardire di s.Piero nel-

la dimanda j e la attenzione degli Apostoli nelle varie attitudini in-torno a Cristo , aspettando la resoluzione con gesti sì pronti, che ve-ramente appariscono vivi 5 e il s- Piero massimamente , il quale nell’affaticarsi a cavare i denari del ventre del pesce, ha la tetta focosaper lo stare chinato ; e molto più quando e’ paga il tributo , dove livede l’affètto del contare 9 eia sete di colui, che riscuote, che lìguarda i danari in mano con grandissimo piacere . Dipinsevi ancora laresiirrezione del figliuolo del re, fatta da s. Piero, e s. Paolo, an-Muore , lascia l'tpe- co rachè per la morte d’etto Masaccio restaste imperfetta l’opera , che

'liìfino'utttmin**' P°* ^ n ^ ta Filippino . Nell’ istoria dove s. Piero battezza , si sti-

ma grandemente un ignudo , che trema tra gli altri battezzati, assi-derando di freddo, condotto con bellissimo rilievo , e dolce maniera ,

1 - il quale dagli artefici e vecchi, e moderni è stato sèmpre tenuto in

riverenza , ed ammirazione ; per il che da infiniti disegnatori, emaestri continuamente, sino al dì d’oggi, è stata frequentata questacappella ; nella quale sono ancora alcune teste vivissime , e tanto bel-le , che ben si può dire , che nesiùno maestro di quella età si accostas-se tanto a’ moderni, quanto costui. Laonde le lue fatiche meritano infi-nitissime lodi , e massimamente per avere egli dato ordine nel suomagisterio alla bella maniera de' tempi nostri . E che questo sia ilvero , tutti i più celebrati scultori , e pittori, che sono stati da luistudiano a quella-* j n q U à , esercitando, e studiando in questa cappella, sono divenuticappella 1 ptu eccel- ecce ^ ent i, e chiari, cioè fra Giovanni da Fiesole, fra Filippo, Fi-rn/. T ' lippino, che la finì, Aleflò Baldovinetti, Andrea dal Castagno, An-drea del Verrocchio, Domenico del Grillandajo, Sandro di Botti-\ cello , Lionardo da Vinci, Pietro Perugino, fra Bartolommeo di s. Mar-co , Marlotto Albertinelli , ed il divinissimo Michelagnolo Bonar-roti . Raffaello ancora da Urbino di quivi trasse il principio dellabella maniera sua 1 , il Granacelo, Lorenzo di Credi, Ridotto delGrillandajo , Andrea del Sarto , il Rosilo, il Franciabigio, BaccioBandinelli, Alonso Spagnuolo, Jacopo da Pontormo, Pierino del Va-ga, e Toto del Nunziata . E insomma tutti coloro, che hanno cerca-to imparar quels arte , sono andati a imparar sempre a questa cap-pella , e apprendere i precetti , e le regole del far bene dalle fi-gure di Masaccio . E se io non ho nominati molti forestieri , e moltiFiorentini, che sono iti a studiare a detta cappella , basti, che dovecorrono i capi dell' arte , quivi ancora concorrono le membra. Macon tutto che le cose di Masaccio siano state sempre in cotanta ri-putazione ; egli è nondimeno opinione , anzi pur credenza ferma di

molti,

1 Raffaello ricopiò da questa cappella la cacciata d’Adatno ed Eva nelle logge Vaticane.