Vita vi Filippo Brunelleschi . 247
sua condotto Francesco di Valdambrina, e le peggio di tutte eranoquelle di Niccolò d' Arezzo, e di Simone da Colle ; e la migliore,quella di Lorenzo di Cioue Ghiberti, la quale aveva in se disegno , tormio Ghiberti >diligenza» invenzione, arte, e le figure molto ben lavorate. Nè gli preferito a gli altri .era però molto inferiore la storia di Filippo, nella quale aveva figu-rato un Abraam » che sacrifica Isaac ; e in quella un servo, che men-tre aspetta Abraam , e che l'asino pasce , si cava una spina di un pie-de , che merita lode aliai • Venute dunque le storie a mostra » non sisatisfacendo Filippo, e Donato le non di quella di Lorenzo » lo giu-dicarono più al proposito di quell’ opera » che non erano essi , e gli al-tri , che avevano fatto le altre storie . E così a' consoli con buone ra-gioni persuasero , che a Lorenzo l'opera allogassero, mostrando , cheil pubblico, ed il privato ne sarebbe servito meglio. E su veramente que-sto una bontà vera d’amici , e una virtù senza invidia , ed uno giu-dizio sano nel conoscere se stessi ; onde più lode meritarono , che sel’opera avessimo condotta a perfezione . Felici spiriti, che mentre gio-vavano 1’ uno ali' altro , godevano nel lodare le fatiche altrui ! Quan-to infelici sono ora i nostri, che mentre, che nuocono, non sfogati,crepano d’invidia nel mordere altrui ! Fu da’consoli pregato Filip- Filippo pregato a surpo , che doveste fare l’opera insieme con Lorenzo, ma egli non volle, /' “pera con Loren-avendo animo di volere essere piuttosto primo in una sola arte, che pa- 10 ' lo ruu s a 'ri , o secondo in quell' opera • Per il che la storia , che aveva lavora- storia fatta per leta di bronzo , donò a Cosimo de’ Medici, la qual egli col tempo fece forte ì riposta nellamettere in sagrestia vecchia di s. Lorenzo nel destale dell' altare, e A?"/*"» vecchia cUquivi si trova al presente : e quella di Donato su messa nell’ arte del uLortn%0 'Cambio. Fatta l’allogazione a Lorenzo Ghiberti, furono insieme Filip-po , e Donato , e risolverono insieme partirsi di Fiorenza, ed a Romastar qualche anno, per attender Filippo ali’ architettura » e Donatoalla scultura. Il che fece Filippo per voler esser superiore ed a Lo-renzo , e a Donato, tanto quanto sanno l’architettura più necessariaali’utilità degli uomini, che la scultura» e la pittura. E venduto unpoderetto » eh’egli aveva a benignano, di Fiorenza partiti, a Roma si Va a Roma con Vo-condussero ; nella quale vedendo la grandezza degli edifizj, e la per- reato.sezione de’corpi de’tempj 1 , stava astratto, che pareva surr di se.
E così dato ordine a misurar le cornici » e levar le piante di quelliedifizj, egli e Donato continuamente seguitando , non perdonarononè a tempo , nè a spesa , nè lasciarono luogo , che eglino , ed in Ro-ma , e fuori in campagna non vedessino , e non misurassimo tuttoquello, che potevano avere, che fosse buono. E perché era Filipposciolto dalle cure familiari, datosi in preda agli studj, non si curavadi suo mangiare, o dormire, solo l’intento suo era 1’architettura ,che già era spenta , dico gli ordini antichi buoni, e non la Todesca ,
e bar-
1 In quel tempo non erano fiate per anco te eccelse > e stupende fabbriche degli antichiguaste , o demolite . o lasciate andar male tan- Romani.