24-8 Seconda Parte
e barbara , la quale molto si usava nel tuo tempo . E aveva in se duoiconcetti grandissimi, 1’ uno era il tornare a luce la buona architettura ,credendo egli, ritrovandola , non lasciare manco memoria di se , cheferro si aveva Cimabue, e Giotto : l'altro di trovar modo , se e’ si po-t ensti ài inette? in tesse , a voltare la cupola di s-Maria del Fiore di Fiorenza ; le difficoltàwlta la cupola di della quale avevano fatto sì , che dopo la morte di Arnolfo Lapi' m * t! * r,ere • non c j era stato mai nessuno , a cui fosse bastato l’animo , senza gran-dissima spesa d’armadure di legname , poterla volgere . Non conferìperò mai questa foa invenzione a Donato, nè ad anima viva ; nè re-stò , che in Roma tutte le difficoltà , che sono nella Ritonda , egli nonconsiderasse, siccome si poteva voltare . Tutte le volte nel!' anticoaveva notato , e disegnato, e sopra ciò del continuo studiava . E se per-avventura eglino avessino trovato sotterrati pezzi di capitelli, colonne ,cornici, e basamenti di edilizj, eglino mettevano opere, e gli facevanocavare per toccare il sondo . Per il che si era sparsa una voce perRoma , quando eglino passavano per le strade , che andavano vestitiCreduto cavai or di a ca f Q , chiamavano, quelli del tesoro , credendo i popoli, che fusosino persone , che attendessino alla geomanzia per ritrovare tesori.E di ciò so cagione , l'avere eglino trovato un giorno una brocca an-tica di terra , piena di medaglie . Vennero manco a Filippo i denari,si sostenta con legar e si andava riparando con il legare gioje a orefici suoi amici, eh’ era-gemtne . no di prezzo ; e così si rimase solo in Roma, perché Donato a Fiorenza
se ne tornò, ed egli con maggiore studio, e fatica che prima, die-studìod*architetta- tro alle rovine di quelle fabbriche di continuo si esercitava. Né re-fa. stò, che non fosse disegnata da lui ogni sorta di fabbrica » tempj tondi ,
e quadri, a otto facce , basiliche, acquidotti, bagni, archi, cosisei ,anfiteatri, ed ogni tempio di mattoni, da’ quali cavò le cignature , edincatenature, e così il girarli nelle volte: tolse tutte le collegazionje di pietre, e di impennature , e di morse ; ed investigando a tutte lepietre grosse una buca nel mezzo per ciascuna in sottolquadra , trovòesser quel ferro , che è da noi chiamato la ulivella , con che si tira so
le pietre , ed egli lo rinnovò , e messelo in uso di poi - Fu adunque cfo
Distingue gli ordini lui messo da parte ordine per ordine , Dorico , Jonico, e Cnrin-diesta. tìo : e su tale questo studio, che rimase il suo -ingegno capicissimo di
potere veder nella immaginazione Roma , come ella stava , quando nonera rovinata . Fece 1 ’ aria di quella città un poco di novità 1 ’ anno 1407,a Filippo ; onde egli consigliato da’ suoi amici a mutar aria, se ne-1 orna a Tterenz .». tornò a Fiorenza ; nella quale, per l’assenza sua, si era patito in moltemuraglie , per le quali diede egli alla sua venuta molti disegni, e mol-ti consigli - Fu fatto il medesimo anno una ragunata d’ architettori, eCupola di s. Maria <p ingegneri del paese , sopra il modo del voltar la cupola , dagli ope-
d:l Fiore. ra i di S . Maria del Fiore e da’ consoli dell’ arte della lana : intra’ quali
intervenne Filippo, e dette consiglio , ch’era necessario cavare l’edifiziofuori del tetto; e non fare secondo il disegno d’Arnolfo; ma foie un fregio
di brac-