Torna > e discorri so-pra di ejfa ,
Persuade a chiamare artcsct oltrarnontoni .
Terna a Rema .
250 Seconda Parte.
senza nelP udienza insieme con loro; perii che Filippo dille questeparole : Signori operaj, e’ non è dubbio , che le cose grandi hanno sem-pre nel condursi difficoltà , e le niuna n’ ebbe mai , questa vostra 1 ’ hamaggiore, che voi peravventura non avvisi te ; perciocché io non so,che nè anco gli antichi voltassero mai una volta sì terribile, come faràquesta : ed io , che ho molte volte pensato ali’ armadure di dentro, edi fuori, e come si sia per potervi lavorare sicuramente , non mi sonomai saputo risolvere, e mi sbigottisce non meno la larghezza , che 1 ’ al-tezza dell’ edifizio ; perciocché se ella si potesse girar tonda , si potreb-be tenere il modo, che tennero i Romani nel voltare il Panteon di Ro-ma , cioè la Rifonda ; ma qui bisogna seguitare l’otto facce , e entrarein catene , e in morse di pietre , che sarà cosa molto difficile . Ma ri-cordandomi, che questo è tempio sacrato a Dio, e alla Vergine , miconfido, che facendosi in memoria sua , non mancherà d’infondere ilsapere , dove non sia , ed aggiugnere le forze, e la sapienza, e P inge-gno , a chi sarà autore di tal cosa . Ma che posso io in questo caso gio-varvi , non estendo mia l’opera ? Bene vi dico, che se ella toccasse ame , risolutissimamente mi basterebbe 1 ’ animo di trovare il modo, cheella si volterebbe senza tante difficoltà . Ma io non ci ho pensato su an-cor niente : e volete , che io vi dica il modo ? Ma quando pure le S. V.delibereranno , eh’ ella si volti, sarete forzati, non solo a fare esperi-mento di me, che non penso bastare a consigliare sì gran cosa , ma aspendere , e ordinare, che fra uno anno di tempo , a un dì determinato■ vengano in Fiorenza architettori non solo Toscani, e Italiani, maTedeschi, e Francesi, e d’ogni nazione , e proporre loro questo la-voro , acciocché disputato , e risoluto fra tanti maestri, si cominci,è si dia a colui, che più dirittamente darà nel segno, o averà migliormodo , e giudizio per fare tal’ opera ; nè vi saprei dare io altro con-siglio , nè miglior ordine di questo . Piacque a’ consoli, e a gli operajP ordine , e il consiglio di Filippo ; ma arebbono voluto , che in que-sto mentre egli avesse fatto un modello, e che ci avesse pensato su. Maegli mostrava di non curarsene , anzi preso licenza da loro disse, essersollecitato con lettere a tornare a Roma • Avvedutisi dunque i con-soli , che i prieghi loro, e de gli operaj non erano bastanti a fermarlo ,lo feciono pregare da molti amici suoi ; e non si piegando , una matti-na , che sua dì 26. di Maggio 1417- gli fecero gli operaj uno stanzia-mento di una mancia di danari , i quali si trovano a uscita a Filippone’ libri dell’ Opera, e tutto era per agevolarlo • Ma egli saldo nel sitoproposito , partitosi pure di Fiorenza , se ne tornò a Roma , dove so-pra tal lavoro di continuo studiò ; ordinando , e preparandosi per ilfine di tale opera , pensando, come era certamente , che altri , cheegli non potesse condurre tale opera . E il consiglio dato del condur-re nuovi architettori, non 1 ’ aveva Filippo messo innanzi per altro ,le non perché eglino suffino testimoni del grandissimo ingegno suo, più