Vita di Filippo Brunelleschi. 251
che perché e’ pensasse , che eglino avelîìno ad aver ordine di voltar quel-la tribuna » e di pigliare tal carico , che era troppo difficile . E così ssconsumò molto tempo innanzi , che lusserò venuti quelli architetti de’lor paesi, che eglino avevano di lontano fatti chiamare con ordine da-to a’ mercanti Fiorentini, che dimoravano in Francia» nella Magna»in Inghilterra » ed in Ispagna » i quali avevano commissione di spendereogni somma di danari per mandare » ed ottenere da que’ Principi ipiù esperimentati » e valenti ingegni » che fossero in quelle regioni.
Venuto 1 ’ anno 1420. furono finalmente ragunati in Fiorenza tutti que- S/ 'tagnnavo in Fio-ssi maestri oltramontani » e così quelli della Toscana » e tutti gl' in»e- arrh ! tettt cl "gnosi artefici di disegno Fiorentini; e così Filippo tornò da Roma.
Ragunaronsi dunque tutti nell’ Opera di s. Maria del Fiore » presenti iconsoli » e gli opera] » insieme con una scelta di cittadini » i più inge-gnosi » acciocché udito sopra questo caso 1’ animo di ciascuno > si risol-vesse il modo di voltare questa tribuna. Chiamati dunque nell’ udienza »udirono a uno a uno l’animo di tutti, e sordine , che ciascuno archi-tetto sopra di ciò aveva pensato . E su cosa bella il sentir le strane » e_> Lero ™ r i •diverse opinioni in tale materia ; perciocché chi diceva di far pilastrimurati dal piano della terra per volgervi su gli archi , e tenere le tra-vate per reggere il peso : altri, eh’ egli era bene voltarla di spugne ,acciocché solfe più leggieri il peso : e molti si accordavano a fare unpilastro in mezzo » e condurla a padiglione come quella di s. Giovannidi Fiorenza : e non mancò chi dicesse » che farebbe stato bene empirladi terra » e mescolare quattrini fra essa » acciocché volta » destino licen-za » che chi voleva di quel terreno » poteste andare per esso , e così inun subito il popolo lo portasse via senza spesa. Solo Filippo disse , che ? artr & Filippo .si poteva voltarla senza tanti legni » e senza pilastri » © terra con assaiminore spese di tanti archi ». e facilissimamente senza armadura. Parvea’ consoli » che stavano ad aspettare qualche bel modo » e a gli opera) »e a tutti que’cittadini » che Filippo avesse detto una colà da sciocchi: vien deriso, e ripa-e se ne seciono Ireste » ridendosi di lui : e si volsono » e gli dissono » che -
ragionasse d’altro » che quello era un modo da pazzi » come era egli .
Perché parendo a Filippo di essere offeso » disse : Signori » considerate »che non è possibile volgerla in altra maniera » che in questa ; e ancor-ché voi vi ridiate di me » conoscerete ( sé non volet’ essere ostinati ) nondoversi » né potersi far in altro modo. Ed è necessario, volendola»*condurre nel modo eh’ io ho pensato » eh’ ella si giri col sesto di quar-to acuto , e facciasi doppia » 1' una volta di dentro , e 1’ altra di fuori »in modo che fra l’una» e 1’ altra si cammini : e in su le cantonate degli angoli delle otto facce-con se morse di pietra s’incateni la fabbricaper la grossezza » e similmente con catene di segnami di quercia si gi-ri per le facce di quella . Ed è necessario pensare a’ lumi » alle scale » eda i condotti, dove l’acque nel piovere postino uscire. E nessuno divoi ha pensato » che bisogna avvertire » che si possa fare i ponti di den-
I i 2 110 »