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Tomo primo.
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2§8 Seconda Partb.

seguitare la sua parte , ho pensato, che così * come le lìgnorie vostre cîhanno diviso il salario, ci di vistino ancora P opera , acciocché sprona-ti dal mostrare ogni uno quel che sa , possa sicuramente acquistareonore » e utile apprestò a questa repubblica . Sono adunque due cose lediliìcili j. che al presente si hanno a mettere in opera : P una è i ponti ,perché i muratori polsino murare ; che hanno a servire dentro , e difuori della fabbrica , dove è neceslàrio tener su uomini, pietre ,. e cal-cina, e che vi si possa tener su la burbera da tirar pesi , e simili altristrumenti : e P altra è la catena, che si ha a mettere sopra, le dodicibraccia., che venga legando le otto facce dell a cupola, e incatenandola fabbrica sì, che tutto, il peso,. che di sopra si pone , stringa , e serri dimaniera , che non sforai, q allarghi il peso , anzi egualmente tintoloedifizio resti sopra di se. Pigli Lorenzo adunque una di queste parti,quale egli più fàcilmente creda eseguire ». che io P altra senza diftìcul-tà mi proverà di condurre, acciocché non si perda più tempo.. Ciòudito, fu sforzato Lorenzo non ricusare per P onore sito uno di questi la-vori, e ancora, che mal volentieri lo faceste, ss risolvè a pigliar la ca-tena» come cosa più facile j fidandosi ne’ consigli de muratori, e inricordarsi» che nella volta di s. Giovanni di Firenza era una catenadi pietre , dalla quale poteva trarre parte » se non tutto P ordine . Ecosì P un» me sto mano a’ ponti, P altro alla catena , P uno » e 1 * altrofinì. Erano i ponti di Filippo fatti con tanto ingegno, e industria»che fu tenuto veramente in questo il contrario di quello» che persoaddietro molti si erano immaginati ; perché così. sicuramente vi lavora-vano! maestri » e tiravano pesi, e vi stavano sicuri , come se nellapiana, terra fustino ; e ne rimase i modelli di detti ponti nelP Opera.Fece Lorenzo in una dell’ otto facce la catena con grandissima difficol-tà,, e finita, suda gli. operai fatta.vedere a Filippo , si quale non disseloro niente. Ma, con certi amici suoi ne ragiono, dicendo, che biso-gnava altra legatura , che quella » e metterla per altro verso., che nonavevano fatto, e che al peso, che vi andava sopra, non era suffiziente »perché non strigneva tanto, che fosse, a bastanza : e che la provvisione ,che si dava a Lorenzo, era insieme con la catena, che egli aveva fattamurare, gittata via . Fu inteso P umore di Filippo, e li su commesso »che e’ mostrasse , come starebbe a fare, che tal catena adoperaste . Ondeavendo egli già fatto disegni, e modesti, subitogli mostrò; e veduti,da gli operai, e dagli altri maestri, su conosciuto in che errore eranocascati per favorire Lorenzo ; e volendo mortificare questo errore , eCompiuti da altri mostrare, che conoscevano il buono » seciono Filippo governatore » eFilippo solo e fatto capo a vita di tutta la fabbrica, e che non si faceste cosa alcuna ìjl,capo della fabbrica . quell’ opera se non il voler suo . E per mostrare di riconoscerlo gli do-narono cento fiorinistanziati per £ consoli, e operai sotto'dì 13.d’Agosto 1423- per mano di Lorenzo Paoli notajo dell’ Opera , a ussitadiGherardo di M- Filippo Corsini: e li seziono provvisione per partito

di fio-

O rdigiti di Eilippa nel'fare i ponti.

Errori di Lorenzonel far la catena of.servati />'.» Filippo .