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Tomo primo.
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2óo Seconda Parte

salire, dove era la ertezza , erano posti, con e considerazione ordinati,olirà che egli aveva per fin pensato ai serri per fare i ponti di den-tro » se mai si avesse a lavorarvi o musaico , o pitture : e similmenteper avere messo ne’ luoghi men pericolosi le distinzioni degli smaltitoidell' acque , dove elleno andavano coperte , e dove scoperte : e segui-tando con ordine buche , e diversi apertoi, acciocché i venti si rom-peano , e i vapori insieme con i tremoti non potessi no far nocumento »mostrò quanto lo studio nel suo stare a Roma tanti anni gli avesse giova-to . Appresto considerando quello , che egli aveva fatto, nelle au-gnature 5 incastrature , commettiture, e legazioni di pietre, faceva tre-mare , e temere , a pensare , che un solo ingegno suste capace di tanto ,quanto era diventato quel di Filippo . 11 quale di continovo crebbe tal-mente , che redima cosa su , quantunque difficile, e aspra , la qualeegli non rendeste facile, e piana : e so mostrò nel tirare i pesi per

via di contrappesi , e ruote •> che un sol bue tirava , quanto arebbonoappena tirato sei paja . Era già cresciuta la fabbrica tanto'alto » che erauno sconcio grandissimo , salita che uno vi era , innanzi che si venisse interra : e molto tempo perdevano i maestri nello andare a desinare , e be-re : e gran disagio per il caldo del giorno pativano . Fu adunque tro-vato da Filippo ordine » che si aprissero osterie nella cupola con le cu-cine » e vi lì vendesse il vino, e così nessuno fi partiva del lavoro ses#4 drtìgenz.* ntl non se*' a > ^ che sua loro comodità , e ali’ opera utilità grandissima .

proseguir l’spera . Era sì cresciuto 1 ’ animo a Filippo » vedendo F opera camminar sorte,

e riuscire con felicità , che di continua si affaticava, ed egli stessaandava alle fornaci, dove si spianavano i mattoni , e voleva vede-re la terra , e impastarla , e cotti, che erano , gli voleva scerre disua mano con somma diligenza. E nelle pietre agli scarpellini guar-dava se vi erano peli dentro, se eran dure , e dava loro i modelli delleugnature j e commettiture di legname , e di cera» o così fatti di ra-pe : e similmente faceva de’ serramenti ai fabbri,. E trovò il modo de*'gangheri col capo » e degli arpioni » e facilitò molto l’architettura ; laquale certamente per lui si ridusse a quella perfezione» che forse ellanon su mai apprestò i Toscani. Era l’anno 1423. Firenze in quella feli-cità » e allegrezza » che poteva essere » quando Filippo su tratto per il& elette) signori quartiere di s. Giovanni » per Maggio » e Giugno > de’ Signori ; es-della tutte . fendo tratto per il quartiere di santa Croce gonfaloniere di giustizia sca-

po Niccolini. E se si trova registrato nelPriorista : Filippo di Ser Brunel-lesco scippi » niuno se ne dee maravigliate , perché fu così chiamato dascippo suo avolo » e non de’ scapi » come si doveva » la qual cosa si ve-de nel detto Priori sta , che su usata in infiniti altri » come ben sa chiSua pruJem,tt nel l’ha veduto » 0 sa l’uso di que’ tempi. Esercitò Filippo queir uffizio » emagistrato . così altri magistrati» eh’ebbe nella sua città » ne’quali con un giudi-

zio grandissimo sempre si governò . Restava a Filippo » vedendo giàcominciare a chiudere le due volte verso l’occhio, dove aveva a co-min-